Apprese l'arte dal padre Domenico e, morto questi, intraprese a viaggiare. Fu a Firenze presso il Canigiani e passò poi con Jacopo Ligozzi veronese, quando questi nel 1577 si stabilì colà. Tornò poi a Verona portandovi lo stile manieristico in gran voga allora in Toscana.
Felice Brusasorzi ebbe una produzione copiosissima. In ogni chiesa di Verona e in molte della provincia si conservano saggi dell'opera sua.
Il Museo di Castelvecchio possiede quattro dei suoi lavori: Mosè salvato dal Nilo, Il giudizio di Paride, Gesù deposto, Paesaggio fluviale. Delle molte opere sparse nelle chiese veronesi ricordiamo: In S. Anastasia: S. Raimondo (III alt. a sinistra) e S. Vincenzo (sacrestia); in S. Giorgio: Gli Arcangeli (IV alt. a destra); in S. Eufemia: Crocifissione (I alt. a sinistra) e L'Assunta (alt. magg.); in S. Tomaso: Madonna con i Santi Tomaso, Cirillo, Anna (alt. magg.); in S. Pietro Incarnario: I SS. Barnaba, Lucia e Agata (III alt. a sinistra); ai SS. Apostoli: L'Epifania (porta sinistra); in S. Nazzaro: Madonna e Santi (sacrestia); in S. Paolo: S. Francesco di Paola (cappella Giusti); in S. Maria della Scala: Assunta (coro) e S. Orsola (IV alt. a destra); in S. Elena: I SS. Elena e Giorgio; in Duomo: Portelle dell'organo a sinistra.
Altre opere nelle chiese di Caldiero, Tregnago, Nogarole, Oppeano, Cerea, Zevio, Quinzano, S. Floriano. Nel Palazzo della Gran Guardia v'è il suo grande quadro con La vittoria veronese sui Benacensi nell'848.
BIBLIOGRAFIA: Ridolfi; Dal Pozzo; Lanceni; Cignaroli; Maffei; Zannandreis; Bernasconi; Da Persico; Simeoni.