Discepolo del Benaglio, si trasferì nel 1483 a Mantova chiamatovi da Francesco il Gonzaga. Visse e operò per trent'anni presso quella Corte assai apprezzato e largamente beneficato dal Duca e da Isabella d'Este.
Collaborò col Mantegna del quale sentì fortemente l'influsso, ma non per questo si staccò dalla tradizione della Scuola Veronese. Fu artista operoso, vigoroso e originale.
Fra le moltissime sue opere vanno particolarmente ricordate in Verona nel Museo di Castelvecchio: La Madonna adorante, La Madonna del Bovo, La Madonna tagliata, La Musica e S. Giovanni Battista col Salvatore. Sua nella chiesa di S. Bernardino (II alt. a destra) La Vergine con i SS. Gerolamo e Giorgio; in S. Fermo: Madonna e Santi (Cappella Brenzoni), Madonna e San Cristoforo (sacrestia); in S. Nazaro: Il miracolo della Spina con i SS. Biagio e Sebastiano (Cappella di S. Biagio).
Molte opere in Mantova e nel Mantovano furono distrutte dal saccheggio del 1630. Rimangono un Cristo sotto la croce (Galleria della Reggia), una Visione della Beata Osanna (Accademia Virgiliana), un S. Sebastiano (Chiesa delle Grazie).
Altre sue opere si conservano nelle pinacoteche di Milano, Bergamo, Vicenza, Firenze, Berlino, Filadelfia, Baltimora, Londra.
BIBLIOGRAFIA: Vasari; Dal Pozzo; Lanceni; Cignaroli; Zannandreis; Maffei; Bernasconi; Da Persico; Simeoni; Ongaro.