L’ALTROTEATRO : dopo l’inaugurazione (giovedì 19 febbraio)
con I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori, venerdì 20
è subito danza con 2, Rue de pommes, balletto di Luciano Padovani che s’ispira ai Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.
Quattro, tra la fine di febbraio e la metà di marzo, gli spettacoli di danza contemporanea nell’ambito della rassegna “L’altro teatro” organizzata dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Verona. A inaugurarli, il 20 febbraio al Camploy alle 20.45, sarà la Compagnia Naturalis Labor con 2, Rue des pommes, coreografia di Luciano Padovani, interpreti Silvia Gribaudi e lo stesso Padovani. Lo spettacolo, un duetto ironico e poetico sui rapporti lui-lei, propone una sorta di alfabeto dell'amore riprendendo alcune situazioni tipiche dei rapporti amorosi. Surreale e coinvolgente, è suddiviso in quadri, in "episodi" come i capitoli dei Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes a cui s'ispira il balletto. Di Diego Dall'Osto le musiche originali inframezzate da celebri canzoni francesi degli anni '50, di Mauro Zocchetta gli elementi scenici tra cui si muovono i danzatori: un armadio, due poltrone, una lampada, una vecchia radio e altri piccoli oggetti della classica “iconografia amorosa” d’atmosfera parigina. Questo, in sintesi – un po’ Roland Barthes e un po’ impeto da innamoramento giovanile – il balletto 2, Rue de pommes: «Io ti amo, io ... io... io ti amo come non ho mai amato nessuno prima di te... ho questa sensazione in questo momento e può essere falsa ma è così forte che può solo essere vera, capisci? Voglio vivere con te, voglio sposarti, invecchiare con te. So che se ci riflettessimo dieci minuti con calma, io mi accorgerei che tutto questo è falso. Ma ora… ora non riesco a rifletterci dieci minuti con calma, non riesco a riflettere e basta. Ti amo, tutto qui...».
Fondata nel 1988 da Luciano Padovani e da Francesca Rosele, la compagnia Naturalis Labor si è subito imposta a livello nazionale con Taigà (1989, migliore coreografia italiana al terzo concorso internazionale di contemporaneo “Città di Cagliari”), Poveri diavoli, poveri angeli (1990) e Ciel de fer (1991). Molto apprezzate anche le coreografie successive alcune delle quali, in particolare le riletture shakespeariane, d’impostazione multimediale con contaminazioni teatrali e video.