Tradizione, innovazione modernità: il linguaggio della pietra diventa cultura. E’ questo il messaggio fatto proprio negli anni da MARMOMACC, la Mostra internazionale di marmi, pietre e tecnologie, in programma alla Fiera di Verona dal 3 al 6 ottobre 2002; rassegna divenuta punto di riferimento per il mondo degli architetti, designer e studiosi alla ricerca di nuovi materiali da utilizzare nelle loro realizzazioni: complessi commerciali o residenziali, edifici, siti aziendali, ville private, etc.
All’interno dello spazio espositivo, la sezione Marmo, Arte, Cultura rappresenta un appuntamento irrinunciabile per capire le diverse tendenze progettuali, le molteplici possibilità di impiego della pietra e le sue potenzialità espressive e costruttive.
Le opere e le lectures dei più grandi architetti contemporanei, da Rossi a Botta, da Meyer a Salgado, Podrecca, Gregotti, Afra e Tobia Scarpa, Moneo, hanno rappresentato, nel corso degli anni, il valore aggiunto della manifestazione, richiamando giovani studenti e professionisti, attirati dal prestigio dei nomi e dall’originale alternanza di utilizzo di marmi e graniti.
Anche la 37ma edizione di Marmomacc si preannuncia di notevole spessore conoscitivo, con tre eventi di sicuro richiamo: la mostra della «Nuova architettura di pietra in Italia», curata dall’architetto veronese Vincenzo Pavan ed in calendario dal 19 al 23 settembre (Abitare il Tempo) e dal 3 al 6 ottobre (Marmomacc); il convegno «Struttura e superficie», mutazioni del linguaggio e nuova identità nella recente architettura di pietra in Italia (nell’ambito di Marmomacc); la mostra «Il fuoco & l’acqua» (organizzata da Carlo Amadori e Vincenzo Pavan), dedicata a cucine e bagni, nuovi protagonisti nello spazio domestico (19-23 settembre e 3-6 ottobre).
Il primo appuntamento, un percorso che si sviluppa attraverso disegni, fotografie, modelli, e video, riunisce una ventina di opere riguardanti edifici pubblici e privati, spazi urbani, piazze e strade realizzati da una prestigiosa schiera di architetti: Augusto Romano Burelli e Paola Gennaro, Gianmatteo e Roberto Romegialli, Francesco Venezia, Mario Botta e Giulio Andreolli per gli edifici pubblici; Aldo Rossi, Emilio Battisti, Umberto Riva, Antonio Citterio e Terry Dwan, Afra e Tobia Scarpa, Mauro Galantino e Marco Zanibelli, Claudio D’Amato, Mauro Sàito, lo Studio Archea per quelli privati; Carlo Pozzi e Antonio Conte, Alvaro Siza Vieira e Roberto Collovà, Boris Podrecca, Franco Mancuso, Bernard Huet – Architetti associati Ceschia e Mentil per gli spazi pubblici.
Dopo una travagliata fase di dibattito teorico, si sta aprendo da alcuni anni una stagione realmente interessante per l’architettura italiana, è dovuta anche alla spinta del vasto e multiforme movimento europeo, che ha posto al centro della ricerca sui nuovi linguaggi dell’architettura contemporanea una più precisa e puntuale connessione tra progetto, costruzione e materiali. All’interno di tale indirizzo architettonico-costruttivo, aperto a tecnologie e materiali innovativi, uno spazio di rilievo hanno trovato i principali materiali della tradizione, in primo luogo la pietra. Grazie al confluire di ricerche ed esperienze di architetti di diverse generazioni e provenienze, si sta affermando in Italia, negli ultimi anni, una più matura cultura dei materiali lapidei.
La mostra intende proporre un bilancio critico delle esperienze architettoniche più significative realizzate in Italia, utilizzando in modo creativo e qualitativo marmi e pietre estratti e lavorati nei principali bacini marmiferi nazionali.
Linguaggio e identità dei materiali lapidei sono invece al centro dell’incontro, organizzato da Veronafiere sempre nell’ambito di MARMOMACC (Veronafiere, 3/6 ottobre 2002), che pone a confronto storici e critici di architettura con autori di opere significative realizzate in Italia su alcuni aspetti rilevanti della nuova cultura dell’«architettura di pietra». Tra gli interrogativi sui quali saranno chiamati a rispondere i relatori, tutti di grande prestigio (Fulvio Irace, Paolo Portoghesi, Romano Burelli, Claudio D’Amato, Umberto Riva, Emilio Battisti e Francesco Venezia), è opportuno segnalare: l’esistenza di un’identità dell’attuale architettura italiana di «pietra»; le caratteristiche del rapporto tra architettura attuale e tradizioni costruttive locali (ad esempio l’area mediterranea o quella alpina) e la relazione con la tradizione italiana del XX secolo (razionalismo e storicismo); la presenza e l’influenza della ricerca internazionale odierna sui linguaggi e sulle tecnologie dei materiali lapidei in Italia.
Per quanto riguarda la mostra «Il fuoco & l’acqua», due elementi essenziali della nostra vita, occorre dire che negli ultimi anni si è assistito ad un interesse sempre maggiore verso i luoghi della casa ad essi connessi, ovvero la cucina ed il bagno. Su questa nuova frontiera – ricerca del comfort, ma anche interesse per gli aspetti percettivi, sensoriali e mentali dell’abitare – il design di interni ha da tempo rivolto la sua attenzione e mai come oggi lo studio delle forme e dei materiali si è rivelato tanto profondo.
La vetrina è frutto di una sinergia tra Marmomacc e Abitare il Tempo, con la collaborazione tra architetti, designers, artisti di livello internazionale (come Giulio Cappellini, Aldo Cibic ed Elvilino Zangrandi, Ludovica e Roberto Palomba, Claudio Silvestrin, studio d’architettura Simone Micheli, Giovanna Talocci, Giancarlo Vegni) e aziende leader dei settori dei materiali lapidei, dell’arredo della casa e dei complementi per bagni e cucine (Flaminia, Dornbracht, EffetiCucine, Kos, Minotti Cucine, Stone Italiana, Teuco-Guzzini, Units).
Composta di ambienti e oggetti a «reazione sensoriali», realizzati con materiali «antichi» come pietra, marmi, legno, e moderni come acciaio, vetro, plastica, la mostra sarà immersa in una «fisicità immaginifica» realizzata attraverso l’integrazione tra luoghi e oggetti reali e rappresentazioni virtuali e digitali.
Di grande richiamo, visto il successo riscontrato negli anni scorsi, sarà infine il corso sull’uso della pietra e del marmo nella moderna architettura, rivolto agli architetti statunitensi, che ogni anno devono totalizzare un certo numero di ore di lezione di aggiornamento per rimanere nella loro graduatoria nazionale. L’iniziativa, organizzata durante Marmomacc da Veronafiere in collaborazione con l’Ice (Istituto per il commercio estero) e la rivista Stone World Magazine, offre ai professionisti un approfondimento sulle tecnologie e gli aspetti ornamentali più innovativi nell’uso della pietra e del marmo, in un’ottica di valorizzazione dell’architettura tradizionale e dei suoi possibili sviluppi.
Veronafiere, che ha presentato il corso a maggio, alla convention degli architetti a Charlotte (North Carlina), è riconosciuta ufficialmente come «education provider» dall’Aia (American Institute of Architects) e rappresenta un punto di riferimento per tutto il mondo americano interessato a conoscere impiego ed utilizzo dei materiali lapidei.