La mostra Acqua Luce Tempo è dedicata al silenzioso mondo sottomarino e presenta più di 100 fotografie a colori: straordinario reportage di un giornalista che, fin da ragazzo, si dedica alla fotografia subacquea e ne è divenuto l’indiscusso maestro, mostrando con immagini di ineguagliabile suggestione abissi in cui l’uomo non è che un intruso osservatore.
Dalle acque delle Galapagos a quelle del Mar Rosso, dalle coste dell’oceano Pacifico a quelle del Nord America, Acqua Luce Tempo non è solo la testimonianza di 25 anni di immersioni in mari di tutto il mondo, ma è anche l’impareggiabile espressione della bellezza delle creature e dei paesaggi sottomarini.
Lungo il percorso fotografico allestito agli Scavi Scaligeri di Verona, le immagini realizzate da Doubilet offrono lo spettacolo di una natura splendida, ma a noi inusuale, caratterizzata da forme e colori che si susseguono evocando magiche impressioni.
Doubilet non è solo un appassionato subacqueo, la cui profonda affinità con il mondo sommerso e la vita che lo anima traspare da ogni immagine, ma è anche e soprattutto un grande fotografo, che conosce e padroneggia con insuperabile sicurezza le potenzialità del suo mezzo espressivo; le difficoltà tecniche della fotografia subacquea non costituiscono per lui un limite, ma uno stimolo. Doubilet scatta fotografie allestendo piattaforme sott’acqua che superano, a volte, i 600 chili di peso; egli è considerato un "pioniere" della fotografia sottomarina ed è a lui che si deve l’idea di utilizzare sott’acqua una macchina 35 mm "scafandrata".
Doubilet è anche un narratore, sensibilissimo interprete di un mondo quasi del tutto sconosciuto, che con le sue immagini racconta storie del mare, il cui potere evocativo non mancherà di coinvolgere i visitatori della mostra in un’esperienza indimenticabile.
Parte del percorso espositivo (una ventina di foto circa) Acqua Luce Tempo sarà allestito inoltre al Museo di Storia Naturale di Verona, dove le immagini di Doubilet offriranno l’occasione per una riflessione scientifica sul mondo sottomarino. Le fotografie saranno affiancate da una selezione di fossili con flora e fauna di Bolca e da un acquario con fauna tropicale.
Biografia
David Doubilet, nato a New York nel 1946, si dedica alla fotografia subacquea fin da ragazzo: ha iniziato a fare snorkeling lungo le coste del New Jersey all’età di otto anni; a dodici scattò le sue prime foto subacquee usando una Brownie Hawkeye avvolta in una protezione di gomma; da ragazzo trascorreva le sue estati immergendosi per fotografare i fondali lungo le coste del New Jersey e lavorando come istruttore subacqueo ad Andros Island nelle Bahamas.
David Doubilet ha pubblicato il suo primo servizio sul National Geographic nel 1972 e dal 1976 collabora con questa rivista che ha rappresentato per lui la più costante sostenitrice del suo lavoro.
Dopo essersi laureato alla Boston University (1970) diventa libero professionista nel 1971, pubblicando il suo primo grande servizio sul National, "The Red Sea’s Garden of Eels" (Il giardino delle anguille nel Mar Rosso). A tutt’oggi ha pubblicato più di sessanta articoli sulla prestigiosa rivista americana (che ora ha edizioni nazionali in molti paese del mondo, Italia inclusa). Il suo lavoro più recente per il National è apparso nel Febbraio 2002, è dedicato a Cuba ed è intitolato "Cuba Reefs, A Last Caribbean Refuge" (Cuba, giardini sommersi).
I reportage di Doubilet hanno descritto mirabilmente i fondali in ogni loro aspetto, dalla vegetazione agli abissi, dai relitti agli squali e sono stati realizzati nei mari di tutto il mondo; per ciò è considerato un fotografo subacqueo senza eguali. In Mar Rosso ha ripreso le strane creature dei deserti sottomarini, ha fotografato i pesci lanterna (famiglia: Anomalopidae, ordine: Beryciphormes), e la barriera corallina realizzando, in particolare, un servizio speciale dedicato ai coralli fluorescenti illuminati con una speciale luce ultravioletta.
In Tasmania, Nuova Zelanda e Australia si è immerso lungo la Grande Barriera, nelle acque della costa del Nord Ovest e in quelle del Sud fotografando i coccodrilli marini, lo squalo bianco, il ciclo vitale e la raccolta delle perle, la medusa cubo (Chironex fleckeri) considerata la più velenosa e mortale creatura marina. Nell’arcipelago delle isole Palau ha scoperto per primo i laghi affollati di misteriose piccole meduse, e in Indonesia e in Nuova Guinea ha documentato la ricchissima vita delle barriere coralline.
Recentemente, con Peter Benchley, autore del vendutissimo romanzo Jaws da cui Spilberg ha tratto l’omonimo film, ha portato a termine un lavoro speciale sullo squalo bianco, il gigantesco predatore protagonista di questa opera cinematografica di successo.
Doubilet ha poi realizzato servizi sui relitti di navi affondate durante la Seconda Guerra Mondiale, da Pearl Harbour (Hawaii) alle Midway Islands nel Pacifico Sud Occidentale.
Egli ha anche pubblicato numerosi libri: citiamo Light in the Sea: An Undersea Journey (Thomasson and Grant), Water, Light and Time (Phaidon) a cui è dedicata la mostra di Verona, e The Great Barrier Reef, volume in progress.I riconoscimenti che ha ricevuto vanno dal prestigioso Sara
Prize nel 1969, all’Explorers Club Lowell Thomas Award, al Lennart Nilsson Award nel 2001. È inoltre membro d’onore della Royal Photographic Society di Londra e dell’International Diving Hall of Fame nelle isole Cayman.
Informazioni 16 maggio - 1° settembre 2002
ore 10.00 - 19.00
chiuso il lunedì
biglietto intero: euro 4.10
biglietto ridotto: euro 2.10
militari, ragazzi, scolaresche: euro 1.50