Bernardo Bellotto (1722 - 1780), "vedutista" di nascita, in quanto la madre era sorella di Canaletto, ha appreso dallo zio le tecniche e i procedimenti per rendere ed evocare con precisione ogni particolare del disegno delle architetture, i giochi di luce e delle ombre, la trasparenza mutevole delle acque, tutto il bagaglio di conoscenze che occorreva per interpretare al meglio il genere delle vedute veneziane. La sua capacità di apprendere e assimilare gli insegnamenti di Canaletto, cui sono state attribuite fino ad anni recenti alcune sue opere giovanili, andava di pari passo con la graduale evoluzione di un proprio stile personale, che raggiunse già intorno agli '40 una qualità altamente significativa. Bellotto amava dipingere gli angoli remoti della sua città, non solo quelli frequentati dai turisti, lasciando floride testimonianze di una Venezia "minore", meno lussureggiante e mondana di quella conosciuta attraverso il Canaletto, più vicina al popolo veneziano, colto nelle varie occupazioni quotidiane. Ma la sua intensa attività pittorica non si è fermata alla sola Venezia, spaziando in tutta Europa, dapprima in Italia, in Toscana, tra Lucca e Firenze, a Roma, nel Settentrione, tra la Lombardia, Torino e Verona, e quindi in Europa, dove giunse a ritrarre le piazze, le vie, i mercati di Dresda, Monaco, Vienna, Varsavia, maturando nel corso degli anni uno stile sempre più personale, ampliando specie nel periodo trascorso a Varsavia, le proprie ricerche anche alla pittura trompe l'oeil, storica, di genere, alla ritrattistica. Il merito della mostra allestita al Museo Correr di Venezia, che da luglio ad ottobre sarà replicata al Museum of Fine Arts di Houston, consiste proprio nel restituire a Bellotto la sua originale identità artistica rispetto a Canaletto, fornendoci una mappa visiva dei suoi passaggi lungo tutto l'Europa da città a città, un taccuino del tutto particolare di un viaggiatore del '700. (a.b.)
Informazioni
"Bernardo Bellotto un ritorno a Verona. L'immagine della città nel Settecento"
Verona, Museo di Castelvecchio
29 giugno 2002
29 settembre 2002
Orari da martedì a domenica, 8.30 - 19.30
lunedì, 13.30 - 19.30