Fino al 23 Febbraio è possibile visitare presso la Biblioteca Civica di Verona la straordinaria raccolta del
fondo librario proveniente dal monastero di San Zeno Maggiore di Verona, fondo che contribuì a costituire le raccolte iniziali della Biblioteca Civica istituita nel 1792.
La splendida raccolta comprende documenti che vanno dal IX secolo alla fine del Settecento, ivi compresa l'ampia biblioteca del Cardinale Priuli. In mostra si potranno ammirare codici manoscritti, corali miniati, libri a stampa dal XV al XVIII secolo.
La ricerca e la selezione dei testi è a cura di Alessia Parolotto e Agostino Contò. Nell'ambito della mostra sarà presentato il volume di Alessia Parolotto dedicato alla storia della Biblioteca di San Zeno, edito da Della Scala editore.
Alle origini della Biblioteca Civica di Verona
Molte biblioteche pubbliche di città italiane capoluogo di provincia legano la storia delle proprie origini, per le fasi che portarono alle prime dotazioni librarie, alle soppressioni degli ordini religiosi, quando cioè, tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, confluirono nel patrimonio dello Stato o in quello delle amministrazioni locali beni di diversa natura, da immobili a libri, appunto.
Quella della Biblioteca Civica di Verona, prima ancora che alla storia dei gesuiti veronesi (nella cui sede di San Sebastiano ebbe a insediarsi, a partire dalla sua istituzione nel 1792) si lega, nelle sue origini più remote, al monastero benedettino di San Zeno; subito dopo la soppressione (avvenuta per pubblico decreto del Senato Veneto il 5 dicembre 1770), infatti la Città di Verona si preoccupò specialmente di due cose: di vedere cioè che le venisse conservato il suo antichissimo diritto sulla Basilica di S.Zenone [...] e di far pratiche perché la libreria di S.Zenone le venisse ceduta ad uso dei cittadini.
Al momento della sua inaugurazione, l'8 marzo del 1792, la Biblioteca (allora definita "Comunale") poteva contare su un patrimonio librario costituito dai libri del conte Aventino Fracastoro, da quelli provenienti dalla biblioteca dei Gesuiti (la cui acquisizione era stata perfezionata nel 1775) e da quella, appunto, di San Zeno.
Insieme con molti volumi provenienti dal nucleo originario della biblioteca (compresi quelli più antichi: i codici frammentari delle Omelie di sant'Agostino e delle Istituzioni di Giustiniano, già indicati come antichi e malridotti in un inventario quattrocentesco della biblioteca dell'abbazia) e con i volumi "da sagrestia" -cioè i libri utilizzati per le cerimonie liturgiche-, è possibile distinguere nel ricco patrimonio della biblioteca zenoniana due nuclei assai importanti, provenienti dalle biblioteche personali del card. Alvise Priuli e dell'ingegner Lodovico Perini.
La biblioteca di San Zeno
La prima volta in cui si parla esplicitamente della presenza di una vera e propria biblioteca nel monastero di S. Zeno è in un documento del 1425 con cui si sancisce la separazione dei possedimenti dei monaci da quelli dell'abate commendatario; tra i beni che spettano ai primi si trova, appunto, la libraria.
In realtà dell'esistenza di libri in S. Zeno si hanno notizie anche per i secoli precedenti: già in epoca carolingia l'imperatore Pipino donò ai monaci zenoni oltre a vari terreni ed oggetti di culto, anche "gli Evangeli scritti a penna tutti ornati di oro e di gemme pretiose".
Al 1318 risale un elenco di ventinove codici elencati senza differenziazione alcuna, insieme ad altri oggetti di culto: di questi codici diciotto risultano conservati in sacrestia, gli altri in un luogo non meglio precisato. La stessa separazione si riscontra in un successivo inventario, risalente al 1400 in cui vengono enumerati centotrentuno volumi dei quali centoundici "sunt clausi in sacrastia" mentre gli altri ventinove "remanserunt extra".
Il secolo XV vede l'insediamento in S. Zeno di monaci d'origine tedesca ai quali si devono molti dei manoscritti oggi in nostro possesso. Per far copiare e decorare i libri i monaci chiamarono dei connazionali, che lavorarono come scriptores, e miniatores. Della biblioteca si dovette occupare con particolare attenzione il monaco Jacopo il quale viene così ricordato nel martirologio del monastero:
fr. Jacobus professus in Targensee hic stabilita [sic!] venerabilis senex pleuns dierum cuius thesaurus librorum fuit principium Bibliothecae nostrae ultra bonam quantitatem eius Conventui et R.R.P.P. relictam, Obiit 8 Decemb. 1620.
Nei sessantanove anni trascorsi a Verona Jacopo probabilmente si dedicò proprio alla gestione della biblioteca.
Dopo l'allontanamento dei monaci tedeschi, nel 1635, ritornarono ad abitare S. Zeno monaci italiani sulla cui gestione della biblioteca poco sappiamo.
Nel 1720 si spegneva a Roma il card. Alvise Priuli, abate commendatario di S. Zeno dal 1684 al 1720 il quale lasciò al monastero a Verona la propria biblioteca, ricca di più di mille e quattrocento volumi. Il suo esempio fu seguito nel 1731 dall'ing. Lodovico Perini, uomo di molteplici interessi che pure donò agli Zenoni tutti i suoi libri e le innumerevoli trascrizioni.
Il secolo XVIII fu dunque un periodo di estrema vivacità per la biblioteca di San Zeno ma corrispose anche con la sua fine. Nel 1770, infatti, il governo della Repubblica di Venezia decretò la chiusura del monastero: la biblioteca avrebbe dovuto essere trasferita a Venezia. Tuttavia, grazie all'impegno di alcuni cittadini, si riuscì a mantenere in Verona i quattromila volumi della biblioteca che venne dunque aperta al pubblico nel 1771 costituendo così la prima pubblica libraria della città scaligera. In realtà la biblioteca non dovette essere molto disponibile alla cittadinanza come testimonia il bibliotecario e prete austriaco Adalbert Blumenschein (1720-1790) il quale, nel suo Beschreibung Verschiedener Bibliotheken in Europa a tutt'oggi conservato in forma di manoscritto presso la Biblioteca nazionale di Vienna, scrive
A S. Zeno la biblioteca, donata da un Cardinale ai Padri Benedettini che una volta risiedevano qui, deve essere molto bella e molto ricca. Purtroppo essa non è aperta tutti i giorni, come mi disse il Vicario Generale; le chiavi dell'ingresso sono presso un consigliere della città (anche la biblioteca appartiene alla città). Per questo motivo essa viene aperta forse solo due volte ogni tre mesi. Per la stessa ragione io non sono riuscito a visitarla. Essa è ancora collocata nel Convento, chiuso, dei predetti religiosi.
Evidentemente le difficoltà di gestione e la relativa lontananza dal centro della città fecero sì che non appena si offrì la possibilità di un trasferimento dei libri questo si fece e così nel 1793 la biblioteca di S. Zeno venne unita a quella del conte Aventino Fracastoro e a quella dei gesuiti di S. Sebastiano nella sede contigua all'edificio del Collegio dei Gesuiti, acquistata dal Comune di Verona andando a costituire il nucleo iniziale dell'allora Biblioteca comunale, oggi civica di Verona.
Il Cardinale Alvise Priuli
Il veneziano Alvise Priuli, uditore della Sacra Rota e cardinale con il titolo di S. Marcello e quindi di S. Marco fu abate commendatario di S. Zeno dal 1684 al 1720, anno della morte. Al monastero di Verona evidentemente lo legò un affetto particolare come dimostrò nel testamento dove stabilì che
il mio Cuore con quel di più che si suole levare quando s'imbalsamerà il mio corpo sia mandato alla Chiesa Abbaziale di S. Zeno in Verona, et ivi posto in una lapide in terra avanti l'altar maggiore.
Il cuore, le argenterie e gli oggetti per il culto non furono le uniche cose che il cardinale decise di lasciare a Verona; ai monaci zenoni, infatti, fece dono ben più importante lasciando loro la propria biblioteca:
Per dimostrare maggiormente il mio affetto alli stessi Monachi et acciò habbino maggior commodo, e stimolo di studiare e fuggir l'otio, li lascio la mia libraria, e che li venghino somministrati dalli miei esecutori Docati Cento l'Anno, cioè Venticinque per un Monaco da Deputarsi dalli medesimi con titolo di Bibliotecario, acciò ne abbia la Custodia, et gli altri settanta cinque per impiegarli in comprar nuovi libri et in conservarli, et desidererei fosse colocata in sito, che volendovi andare l'Abbate possi commodamente farlo e perché molti libri non saranno forsi all'uso di quelle parti, si potranno commutare in altri.
I monaci mantennero sostanzialmente intatta la biblioteca ricevuta in eredità e individuabile grazie all'inventario fattone, all'indomani della morte del Priuli, dal notaio Andrea Gabrielli che elencò con estrema precisone più di mille e quattrocento volumi.
L'immagine che si può trarre dall'elenco è quella di una biblioteca d'uso, non quella dunque di un bibliofilo, non vi sono manoscritti né libri di particolare pregio, si tratta per lo più di libri di giurisprudenza, anche se non mancano opere riguardanti il mondo orientale, la sua lingua e i suoi costumi, un interesse questo peraltro tipico dell'epoca.
Ludovico Perini
La generosità del Cardinale Priuli non dovette passare inosservata in Verona e appena dieci anni dopo la morte dell'abate commendatario un nuovo lascito a favore della biblioteca di San Zeno venne da parte di Lodovico Perini "Vice Ingegnere della città di Verona".
La figura del Perini è assolutamente poliedrica; numerosi furono infatti gli interessi che caratterizzarono la sua vita: studiò legge -divenendo notaio-, ma la passione lo portò all'ingegneria, alla matematica, al disegno e allo studio della storia. Come ingegnere legò il proprio nome a numerosi edifici della città, tra i quali, per tutti, il collegio di S. Sebastiano, ora sede della Biblioteca civica.
Come matematico diede alle stampe un Trattato della geometria pratica (Verona 1727) e come storico una Storia delle monache di S. Silvestro (Padova 1720). In realtà la sua opera di maggior respiro avrebbe dovuto essere una storia degli ordini religiosi presenti a Verona, rimasta inedita; al progetto Perini aveva lavorato a lungo trascrivendo numerosi documenti d'archivio oggi raccolti nel Fondo Perini della Biblioteca civica, trascrizioni cui attinse ampiamente Giovambattista Biancolini per la sua opera Notizie storiche intorno alle chiese di Verona.
Perini ebbe uno stretto legame di collaborazione con il monastero di S. Zeno per il quale non solo progettò dei lavori in muratura, ma anche trascrisse e autenticò documenti. Al monastero egli decise di lasciare tutti i suoi libri e manoscritti come si legge nel testamento, scritto in punto di morte il 14 gennaio 1731: "Alli Padri di S. Zeno lascio tutti li miei libri e scritti e stampe di qualunque sorte acciò amplifichino la loro libraria et anco la sfera d'ottone".
Purtroppo risulta impossibile stabilire con certezza l'esatta consistenza del lascito Perini (cui tuttavia andranno ascritti i molti volumi di argomento scientifico). Di Perini risultano anche una serie di manoscritti che sono fedeli trascrizioni di opere stampate nei secoli XVI e XVII e che Perini copiò a mano corredandoli di illustrazioni pregevolissime.
Il catalogo del 1745
Il catalogo del 1745 (oggi ms 989 della Biblioteca civica) è un volume di centotrentadue pagine suddivise come una rubrica da "A" a "Z".
L'Index omnium librorum existentium in bibliotheca Venerabilis Sancti Zenonis Maioris ordinis S. Benedicti confectus anno domini MDCCXXXXV compende più di quattromila volumi, elencati in ordine alfabetico, per autori o, quando questi mancano, per titoli.
Di ciascuna opera vengono riportati: cognome e nome dell'autore, titolo, formato, numero di tomi e volumi, luogo e data di stampa, o l'indicazione che si tratta di manoscritti.
Precede la descrizione di alcuni tomi la sigla "P.to", abbreviazione di "proibito" che indica volumi la cui lettura era sottoposta a determinati vincoli come, ad esempio, l'approvazione dell'abate.
Alcune altre descrizioni sono precedute da una piccola croce tracciata con inchiostro seppia che rimanda al margine superiore della prima pagina dove, con grafia minuscola e frettolosa sta scritto: "N.B. I segnati in margine con + mancano" e subito sotto "N.B. la biblioteca di S. Zenone è stata derubata prima che i libri fossero trasportati in S. Sebastiano".
L'Inventario del 1771
Il secondo elenco di libri della biblioteca di S. Zeno in nostro possesso è quello del Sovrintendente Pignolati (oggi ms 1788 della Biblioteca civica), redatto, su mandato del Consiglio dei Dodici tra il 4 e il 24 maggio 1771, è un volume alto 39,5 cm, con coperta in carta marmorizzata, di trentanove fogli, compreso il frontespizio, su cui sta tracciato con inchiostro nero Biblioteca di S. Zeno.
Nella seduta del Consiglio dei Dodici era stato stabilito che si dovesse approntare "un indice alfabetico che dinoti con chiarezza gl'auttori dell'opere, la divisione e quantità de' tomi, di che trattino e gl'edittori, a maggior decoro della stessa biblioteca e a commodo de' studiosi".
Pignolati però non fece nulla di tutto questo, limitandosi a segnare, in ordine alfabetico o il nome dell'autore o il titolo dei libri, formato e numero dei tomi e ponendo la sigla "MS" dopo il titolo quando si trattava di un manoscritto. La descrizione offerta da Pignolati è quindi molto approssimativa, dettata forse dalla fretta o, molto più probabilmente, dalla constatazione che: "l'indice esibito da Cosmo Canestrari Economo Deputato", ossia il catalogo del 1745, offriva già tutti quei dati che a lui Pignolati veniva richiesto di verificare.
A quanto si desume dallo studio del catalogo stesso Pignolati si limitò a riscontrare la presenza dei volumi sui palchetti e, senza nemmeno prendersi la briga d'aprirli, a trascriverne molto sommariamente i dati.
I libri esposti:
Sant'Agostino
Omelie sul Vangelo di San Giovanni
Frammenti; membranaceo; secolo IX (prima metà)
Ms. 3034
Giustiniano
Institutiones
Frammenti; membranaceo, secolo IX
Ms.3035
Regula Sancti Benedicti Abbatis e Obituarium.
Martyrologium Usuardi
Membranaceo, secolo XII (seconda metà)
Ms. 2005 a/b
Messale corale per le Domeniche e le feste mobili dell'anno
Membranaceo, sec. XVI
Ms. 738
Breviario corale per le feste dei santi
Membranaceo, sec. XVI
Ms. 739, I e II
Antifonario corale
Membranaceo, sec. XVI
Ms. 741
Breviario corale per le feste mobili dalla Pasqua all'Avvento
Membranaceo, sec. XVI
ms. 743
Breviario corale
Membranaceo, sec. XV
Ms. 745
San Zeno
Sermones
Membranaceo, sec. XV
Ms. 2007
Legende sanctorum et sanctarum
Cartaceo, sec. XV
Ms. 575-578
Vita et translatio s.Zenonis et alia opuscula
Cartaceo, sec. XVI
Ms. 793
Guilielmus abbas S.Theodorici
Vita s.Bernardi abbatis
Membranaceo, sec. XV
in fine si legge la nota di possesso di un monaco tedesco:
"D.Benedictus Hernig de Augusta Viendellicorum monachus in S.Zeno majoris Veronsensis 1578"
Ms. 99
Biblioteca del Cardinale Priuli
Antonius de Panormo
Scrutinium doctrinarum
Romae, Typis & sumptibus Rochi Bernabò, 1709
[Sul frontespizio dedica dell'autore al card. Priuli]
XV.c.8
Ansaldus Florentinus
De commercio et mercatura
Romae, D.A.Herculis, 1689
[Sul frontespizio: "ex dono auctoris"]
94.10
Vergilius
Opera cum commentariis
Venetiis, apud G.Valentinum, 1624
[Sul verso del piatto anteriore si legge la nota:
"copia levata furtivamente dalla biblioteca di San Zeno
e restituita alla Comunale il di 29 marzo 1812"]
326.12
Vasquez Hispanus
De Successionum progressu tractatus
Venetiis, apud Hieronimum Scotum, 1573
[Sui piatti note manoscritte in caratteri ebraici]
Cinq. B.52
fr. Thomas a Novaria
Thesaurus Arabico - Syro - Latinum
Romae, Typis Sac. Congregationis de Propaganda Fide, 1636
67.2
Bartolocius de Celleno
Bibliotheca magna rabbinica
Romae, Ex Typographia S.C.de Propaganda Fide, 1675-93
211.10
fr. Domenico Germano
Fabrica overo dittionario della lingua volgare arabica, et italiana
In Roma, Nella stampa della Sac. Congreg. De Propag. Fede, 1636
326.3
David Haex
Dictionarium malaico latinum et latino malaicum
Romae, Typis et impensis Sac. Congr. De Propag. Fide, 1631
326.6
Biblia sacra arabica
Sacrae congregationis de propaganda fide iussu edita
Romae, Typis Sacrae Congregat. De propaganda fide, 1671
II.e.2-3
Lodovico Perini
Istoria delle monache di S.Silvestro di Verona
In Padova, nella stamperia del Seminario, 1720
131.10
Lodovico Perini
Trattato della pratica di geometria
In Verona, per Pierantonio Berno, 1727
120.4
Lodovico Perini
Origine in Verona de' pp. Gesuiti
Carteggi, b. 26
Astronomilogicarum lucubrationum observationes
Cart.; sec. XVIII
Ms. 83
Oronce Finné
Geometria
Cart.; sec. XVIII
Ms. 80
Giusto Emilio Alberghetti
Compendio delle fortificazioni o sia architettura militare
Cart; sec. XVIII
Ms. 541
Pratique sur le terrain
Cart.; sec. XVIII
Ms. 719
Oronce Finné
Trattato degli oriuoli et quadranti a sole
Cart.; copia del sec. XVIII
Ms. 79
I Libri del Silenzio la biblioteca del monastero di San Zeno maggiore
mostra bibliografica a cura di Alessia Parolotto
Protomoteca della Biblioteca Civica
via Cappello, 43 Verona
dal 29 dicembre 2001
al 23 febbraio 2002
in orario di apertura della Biblioteca