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Il Bortoleto Show, una rivista formato famiglia.

22/01/2004
 
Forse è perché a Bardolino scorre il vino buono che succedono di queste cose. Da qualche anno a questa parte il giorno dell’Epifania il teatro del paese registra immancabilmente un tutto esaurito. Quale artista di fama richiama tanta folla? Nulla del genere, sono solo i Bortoleti! O per meglio dire il ramo Bortoleti della famiglia Gelmetti, una famiglia ampia, tanto che in tempi passati si suddivise con vari soprannomi in diversi rami: i discendenti di Bortolo vennero chiamati i Bortoleti. Una famiglia di artisti per diletto, che una volta all’anno regalano ai propri amici e concittadini uno spettacolo all’insegna della leggerezza e del divertimento. La signora Tina è la veterana con i suoi 76 anni e, con un’energia da far invidia ad aspiranti veline e velone, si cimenta in imitazioni di Tina Turner, Madonna, Lisa Minelli; la Licci è la sorella “piccina”, solo 56 anni, soprano e voce solista della Filarmonica di Bardolino, apprezzata anche da grandi cantanti professionisti che le rimproverano di non aver intrapreso la carriera, che nello Show offre emozionanti romanze; la Betta e la Chicca sono le sorelle mezzane, cantanti anch’esse; el Pucci, 59 anni, uno dei fratelli, è invece trombettista incallito, affiancato dal Metti che si presta con inclinazioni vagamente artistoidi ad ogni esigenza scenica. El Nini vive a Copenaghen e vola sino alla sua Bardolino apposta per suonare il mandolino, la chitarra e il flicorno. Scendendo di generazione c’è il duo di cabarettisti Giorgio e Gian, fino ad arrivare allo stuolo di nipotame sempre pronto a cante, coretti lirici e marcette, per non dire di qualcuno di essi che si lancia in performances da solista. Insomma, di tutto un po’, purché rigorosamente Bortoleti doc.
“La cosa nacque per caso qualche anno fa – ci racconta Giorgio Avanzini, Bortoleto anch’esso e “impresario” dell’iniziativa – ogni anno tutta la famiglia si ritrovava al ristorante per gli auguri per l’anno nuovo ed ecco che immancabilmente emergeva la vena artistica ed estrosa di qualche elemento. Si incominciava così a cantare, suonare, qualche sketch, tra di noi per nostro divertimento. Qualche amico veniva appositamente dopo il pranzo ad assistere alle nostre improvvisate. Poi col tempo il pranzo passò in secondo ordine, il vero divertimento era farci lo spettacolino”. La popolarità della famiglia all’interno del paese non permise alla cosa di rimanere a carattere privato e al ristorante gli amici degli amici venivano sempre più numerosi. Non ci volle molto che ad Avanzini venne l’idea di farne uno spettacolo per il paese. Chiamò così il vecchio direttore della Filarmonica di Bardolino, il Maestro Renzo Leasi, che ora dirige l’Orchestra “Città di Goito”, una compagine bandistica di notevole rilievo. L’orchestra con i sui pezzi jazz da big band garantisce quell’elemento scenico forte e collante, in cui si incastonano le diverse mattate dei Bortoleti. Si passa da improbabili imitazioni in playback di grandi cantanti a momenti di raffinata lirica, da episodi di cabaret a tip-tap trans-generazionali, dove quattro generazioni di Bortoleti ballano in smoking con la mitica Tina in body da soubrette, con i suoi 38 anni per gamba sgambata.
In pochi anni il Bortoleto Show è diventato un appuntamento immancabile per i bardolinesi, riportato nelle brochure ufficiali delle manifestazioni invernali, insieme alla “Serata delle Tradizioni” ed alla “Rivista del Carnevale”, appuntamenti di ormai ventennale tradizione. “Lo scorso anno – seguita il racconto il buon Avanzini – abbiamo dovuto concertare all’ultimo momento due serate di repliche non previste. I biglietti per lo spettacolo andarono tutti a ruba già in prevendita e al botteghino del teatro quasi ci scappava un parapiglia tra i paesani rimasti fuori. Abbiamo dovuto promettere loro che avremmo replicato lo spettacolo nei giorni a seguire”.
Uno dei pezzi più attesi dello show sono “le cugine francesi”. “Un ramo della nostra famiglia – spiega Avanzini – è emigrato in Francia. Li abbiamo invitati allo spettacolo, ma purtroppo non si riuscì ad organizzare il viaggio. Nacquero così i personaggi delle cugine francesi, un pezzo di cabaret che facciamo mio cugino Gian ed io. Le due cugine sono sotto i caschi dalla parrucchiera che si preparano per venire allo spettacolo”. Ora è sufficiente che entrino in scena i caschi (due secchi capovolti retti da due aste dei microfoni) che il pubblico incomincia già a ridere e a battere le mani prima ancora che inizi il pezzo. “Il successo è stato notevole, tanto che poi abbiamo creato i personaggi dei mariti francesi delle cugine, che aspettano in osteria bevendo…Bardolino”.
Ma anche i più piccini sono già dei divetti del paese. Cristian, 11 anni, un anno fece una bizzarra interpretazione di Jingle Bells di Crosby, mimando il clarinetto e cantando in playback le varie parti con estri da voce maschile e coretti femminili. Fu il pezzo più forte di tutto lo spettacolo. Per tutto l’anno veniva fermato per le strade del paese per sapere cosa avrebbe fatto l’anno successivo. E chi lo sa?… il Bortoleto Show è tutto un’improvvisata!
Lo spettacolo ogni anno termina con il brindisi de La Traviata, con i calici alzati ad augurare buon anno a tutto il paese. Auguri, auguri Bardolino. E auguri sinceri anche a voi Bortoleti, da parte della Redazione di VERONATEATRO, che la voglia di dilettarsi e dilettare vi sia sempre longeva. An.C
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