Dal 23 al 27 di questo luglio il San Giò Video Festival, rassegna internazionale di video e produzioni altre, festeggerà i suoi primi dieci anni. Un'occasione per ritrovare vecchi luoghi e vecchi amici e per proporre un programma di grande intensità capace di raccontare il nostro oggi attraverso le immagini in movimento di autrici ed autori oggi provenienti un po' da tutto il mondo, da Taiwan alla Francia passando per gli Stati Uniti.
Si tratta di opere di grande impatto emotivo ed artistico, di produzioni provenienti da storiche antenne televisive internazionali, come la TSI, impegnata più di altre ad offrire l'occasione ai giovani autori di esprimersi, dagli indipendenti più indipendenti e non ultime produzioni provenienti dalle scuole di cinema, per la prima volta ci saranno opere degli allievi della Scuola Nazionale di Cinema, e produzioni delle scuole che provano a studiare cinema. Per cinque sere il San Giò sarà terreno di assoluta libertà, quella libertà d'espressione che fa paura a molti e che anche quest'anno ha costretto il Cineclub Verona, produttore del San Giò, ad elemosinare gli euro necessari a realizzare la manifestazione, a dare alloggio ad una Giuria internazionale che vede la partecipazione tra gli altri di Erica Margoni del prestigioso "Film-und Fernsehakademie Berlin", Ben Davies recentemente vincitore del "Carlton Comedy Award", sceneggiatore cinematografico ed autore teatrale celebrato a Londra e al Festival di Edimburgo, Piero Matteini, della Cineteca Toscana, già collaboratore della Cineteca Nazionale, e di Walter Rahue, produttore berlinese e collaboratore per l'Italia del Sole 24 ore e di altri prestigiosi Media. Ci saranno anche la solita Giuria Popolare - che accoglie appassionati veronesi e che dovrà attribuire il Premio Confesercenti all'opera più attenta ai problemi sociali - ed una Giuria giovani. Al San Giò partecipano come sempre anche giovani autori veronesi e questo è uno dei segnali di un lavoro che lungo dieci anni ha assolto al ruolo di cerniera tra la fine dei vecchi autori dei cineclub travolti dall'immagine video, alle nuove realtà solitarie di giovani che con l'aiuto del computer hanno imparato a raccontare storie che il San Giò prova a far conoscere. Sarà quest'anno un anno dai contenuti molto duri, ma ci sarà spazio anche per la videodanza, per l'animazione e per l'avventura. E la prima avventura è proprio quella di un Festival che combatte per esistere e che per ricordare i suoi primi dieci anni romanticamente tornerà per una sera, quella inaugurale, a San Giovanni Lupatoto, dov'era nato raccogliendo l'eredità di quel "Le arti al cinema" di cui è stato il degno figlio. Dal 24 al 27 invece il San Giò sarà a Verona nel cortile del Tribunale Vecchio dalle 21 in poi, naturalmente l'ingresso è libero e le sorprese e gli ospiti tanti.