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Il Trovatore - I Concerti di San Luca

25/07/2008
 

Lunedì 28 luglio debuttano i Concerti di S. Luca con: Il Trovatore

La sesta stagione concertistica di S. Luca viene inaugurata il 28 luglio nella magnifica cornice del Chiostro di S. Luca (C.so Porta Nuova n.12 Verona ) con l'opera Il Trovatore. La rassegna è inclusa nel cartellone di “Provincia in Festival”, calendario estivo degli eventi della provincia, patrocinato dall’Assessore Provinciale alla Cultura Popolare e all’Identità Veneta Gianni Panato e coordinato dal Teatro Stabile di Verona - Fondazione Atlantide GAT.
Da lunedì 28 luglio, i Concerti degli Interpreti Italiani tornano ad animare le serate veronesi, con un ventaglio di sontuose proposte che spazieranno dal melodramma ai più disparati generi e linguaggi. L’ensemble di Francesco Ferrarini, già applaudito in due trionfali appuntamenti nella stagione gardesana dei Concerti del Venerdì, ritorna in forma smagliante, pronto ad offrire al sempre numeroso pubblico un viaggio attraverso le pagine più intense dell’intera letteratura musicale.
Ad aprire il sipario, il fuoco verdiano de Il Trovatore in alcune delle sue arie più emblematiche trascritte per quartetto d’archi da Melchiori a pochi anni dalla prima esecuzione assoluta: il coro di zingari, il tragico ritratto di Azucena, quelli limpidi del Conte di Luna e di Leonora e tante altre, tutte pervase da una forza drammaturgica irriducibile. Ad interpretarne la scrittura a maglie strette, sospesa tra una lancinante intimità e l’irrefrenabile corsa verso il precipizio, il nucleo antico della formazione, ancora una volta riunito in questo ormai radicato duplice progetto estivo: Lucio Degani e Martina Lazzarini ai violini, Alfredo Zamarra alla viola e lo stesso Francesco Ferrarini al violoncello.

Lunedì 28 Luglio, ore 21.00
Il Trovatore - Versione integrale dell’opera, per quintetto d’archi - Musica di G.Verdi
Interpreti Italiani

Gioiello centrale e chiave di volta della celebre triade verdiana, Il Trovatore è frutto – insieme a Traviata e Rigoletto – dei cosiddetti “anni di galera” del genio di Busseto. Qui l’invenzione musicale piega alla propria forza drammaturgica la tradizione formale, imprimendole un realismo mai così compiuto e straziante. E per la prima volta, protagonista della oscura vicenda non sarà un soprano dal timbro sognante e verginale ma il più brunito mezzosoprano, qui nella figura di Azucena, ennesimo volto materno e demoniaco – simmetrico in questo a Rigoletto – dell’esplorazione di Verdi nel mondo dimenticato dei deformi e dei diseredati. La versione per quintetto d’archi delle pagine più rappresentative dell’opera nulla toglie alla sua intrinseca densità.