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Imago mentis

07/03/2003
 
Il prossimo 5 aprile 2003 alle ore 18,30, presso la sede della Galleria La Giarina, si inaugura la mostra Imago mentis, a cura di Gabriele Perretta. Sedici sono gli artisti che contengono il variegato quadro dell¹iniziativa: A. Matarazzo, Cast, S. Guerrera, C. Notte, A. Nardi, D. Coltro, T. Marci, L. Raffaelli, S. Tessarollo, G. Lupattelli, M. Livadiotti, F. De Nola, G. Verga, M. Volpi, F. Passarella, C. Spoletini. Oggetto di questa collettiva è la doppia valenza dell¹immagine: memoria e concetto, forse un omaggio indiretto all¹intuizione di Apollinaire sulla peinture conceptuelle. Per usare un¹espressione di A. Warburg, pensiamo l¹iconografia come denkbilder. Si tratta ­ comunque ­ di un linguaggio non per iniziati, ma che contiene contemporaneamente tutte le derealizzazioni dell¹imago e tutte le derive della mentis. Dunque, lo scopo di quest¹esposizione è quello di far incontrare sul campo della ³memoria segnica² e della ³concettualità visiva² chi produce e chi guarda. Perché non pensare che l¹immagine nella sua totalità si presenta come la nuova recta ratio agibilium? È qui che si incontrano i lavori del maniscalco e del retore, l¹artifex e il poeta, l¹affrescatore e il tecnologo, il pellegrino del viaggio e l¹artigiano.
Il riflesso della mente nell¹immagine è ciò che è riuscito a superare i confini tra le tecniche di riproduzione ed è spesso ciò che si pone all¹altezza dello spettatore, all¹altezza di chi ³vede². È da lì che ogni singola figura di fruitore viene coinvolta nella scoperta dell¹imago e nell¹evoluzione sociale della bonus operis. Imago mentis tenta di superare tutte le differenze e le discriminazioni che l¹ultimo giornalismo d¹arte - con molta retorica ­ ha contrapposto tra l¹immagine grafica, fotografica, videografica, pittorica ecc., considerando viceversa l¹ostensione della virtus operativa, come l¹unico orizzonte d¹attesa di se stessa, della sua arétes, della sua vorago.