Inmateriale Mimesi è la prima di un ciclo di tre mostre che Villa Vecelli Cavriani, splendida villa veneta del '700, recentemente ristrutturata, ospiterà nel 2002, realizzato in collaborazione con il sito www.ARTantide.com, sul quale è disponibile il catalogo virtuale dell'esposizione.
Le Opere selezionate sono prestigiose e importanti, molte di esse sono pubblicate e hanno già partecipato a precedenti mostre in Gallerie e Musei italiani ed esteri.
L'esposizione è stata progettata per il grande pubblico, ma con un occhio di riguardo al mondo della scuola, che raramente ha l'opportunità di misurarsi con i temi dell'arte contemporanea. Alla fine del percorso artistico, infatti sarà allestita un'area ludico-creativa dove i visitatori potranno sperimentare personalmente, con materiali messi a disposizione dall'organizzazione, nuove tecniche pittoriche e scultoree.
Villa, Vecelli Cavriani dalle origini ad oggi
Villa Vecelli Cavriani viene così presentata nella Descrizione di Verona e della sua provincia da Giovan Battista De Persico del 1820 "Alle Mozzecane vedi magnifico palazzo de' conti Cavriani, eretto da Padre Giuseppe Vecelli dell' Oratorio di Verona, sul disegno del Cristofoli". Si presume che Villa Vecelli Cavriani sia stata costruita poco tempo prima di Villa Canossa a Grezzano, terminata nel 1776, anch'essa attribuita a Adriano Cristofoli. In precedenza esisteva già un insediamento nobiliare, documentato fin dal 1628, di cui sappiamo che era dotata di due broli.
Fino al 1723 appartenne ai Montresor e il fondo agrario era di 328 campi; nel 1730 passò ai Polifranceschi e nel 1761 risulta essere di proprietà di GioBatta Vecelli. La completa ricostruzione della villa va dunque fatta risalire a quest'ultimo cambio di proprietà. Nella mappa dell'ingegner Stefano Foin, redatta tra settembre 1778 e gennaio 1779 si ha la prima testimonianza del nuovo edificio.
La mappa evidenzia l'idrografia della campagna circostante e quei terreni paludosi che i Vecelli intendevano trasformare in risaia. Nel 1811 la proprietà fu acquisita dai marchesi Cavriani di Mantova che arricchirono ulteriormente il fasto dell'edificio, specialmente nell'apparato decorativo del piano rialzato; personaggi illustri come Ferdinando I° Re delle Due Sicilie, vennero ospitati in occasione del Congresso di Verona (1821). Ma dopo questa felice circostanza la villa si avviò verso un inesorabile declino.
Nel corso dell'800 e del '900 la villa non ha subito modifiche strutturali, ma, purtroppo, frequenti e discutibili rimaneggiamenti interni; nel 1860 gli Austriaci l'adibirono a caserma e ad ospedale militare. All' inizio del '900 la villa passò dai Cavriani ai Nava Gattinoni di Lecco che vi crearono una filanda; i passaggi di proprietà che si sono susseguiti ne hanno provocato un progressivo degradamento fino al recentissimo provvidenziale restauro ad opera della Versal di Mozzecane.
Informazioni Sede
Villa Vecelli Cavriani, via Bon Brenzoni 8 - 67060 Mozzecane (Verona)
Come raggiungerla
Mozzecane si trova sulla statale 62, tra Verona e Mantova, a su di Villafranca di Verona, a pochi chilometri dal casello autostradale di Nogarole Rocca sulla A22 Brennero-Modena. Villa Vecelli Cavriani è nel centro del paese, sulla statale 62.
Apertura/chiusura: 24 febbraio/30 giugno
Orario
ore 9-12 e 15-18, venerdì, sabato, domenica
Apertura su prenotazione martedì, mercoledì, giovedì
Lunedì l'esposizione rimarrà chiusa.
Ingresso: Euro 3 intero e Euro 1,5 ridotto
Catalogo
on-line sul sito www.artantide.com nella sezione mostre on-line
Le immagini della mostra, i profili degli artisti e altri informazioni sono disponibili on line nel sito www.artantide.com.
MASSIMO BARZAGLI Nasce nel 1960 a Marradi (Firenze), vive e lavora a Prato e Firenze.
Ha esordito nel 1987 presso la Galleria Asselijn di Amsterdam e nel 1990 ha esposto all'Attico di Roma ed al Museo di Bochum (Germania).
Tra le altre sue principali mostre personali ricordiamo: Carta bianca 1 (1991), Museo Pecci di Prato, l'antologica del Museo civico di Reggio Emilia, Galleria Carini (Prato, 1996), Arte 3 Milano 1997, Galleria Alessandro Bagnai (Siena, 1999), e ancora nel 2000, presso la Galleria l'Attico di Roma.
Ha eseguito numerose performa.nces tra le quali Concerto per pianoforte e tentacoli, alla FIAC di Parigi e alla Kunstmesse di Colonia nel 1998, replicata l'anno seguente al Teatro Sperimentale di Ancona. Tra le mostre collettive si segnala Natural, EuropArt, Vonderlerk, Amsterdam (1995), The last garden, Villa delle Rose a Bologna, Transfer, Galleria d'Arte Moderna a Bologna (1996), Exelixis, Pneumatik Kentro Fondazione Melina Mercuri, Futurama, Museo Pecci (Prato, 2000).
DAVIDE BENATI Nasce a Reggio Emilia nel 1949. Vive e lavora a Milano.
Inizia ad esporre nel 1972 con una personale alla galleria "Il Giorno" di Milano. Nel 1979 partecipa alla mostra "L'Estetico e il Selvaggio" a cura di Giorgio Cortenova presso la Galleria Civica di Modena e "Il Nuovo Contesto" allo Studio Marconi di Milano a cura di Flavio Caroli.
Fanno seguito numerose mostre personali fino alla XL Biennale di Venezia nella sezione "Aperto '82" su invito di Tommaso Trini.
Espone in numerose Gallerie pubbliche e private (tra le altre: Studio Marconi, Milano, Galleria L'Isola, Roma, FIAC di Parigi, Forum di Zurigo, Pac di Milano, Galleria d'Arte Moderna di Bologna, XI Quadriennale di Roma, Fondazione Gulbenkian di Lisbona).
Nel 1990 viene invitato con una sala personale alla XLIV Biennale di Venezia.
Nel 1992 i Civici Musei di Reggio Emilia gli dedicano una grande mostra (catalogo a cura di Luciano Caramel).
SILVIO LACASELLA Nasce a Trento nel 1956. Si trasferisce con la famiglia a Milano, per poi approdare a Vicenza, dove tuttora risiede.
A Vicenza, non ancora ventenne, realizza la prima mostra presso la libreria-galleria di Virgilio Scapin, concretizzando così il vivo e precoce interesse per l'arte. Sarà grazie all'amicizia con Tono Zancanaro che egli, nel 1977, inizierà un lungo approfondimento della tecnica dell'incisione, alla quale si dedicherà quasi esclusivamente sino al 1988, portando a termine circa 350 lastre. In questo arco di tempo espone i suoi fogli in prestigiose gallerie e in spazi pubblici in Italia e all'estero.
Ricerca artistica:
nel 1988 inizia a dipingere, la sua pittura è influenzata dall'esperienza grafica, successivamente il suo linguaggio approderà ad una cifra più autonoma ed espressiva.
GIANCARLO LIMONI Nasce a Roma il 25 Agosto 1947.
Inizia a lavorare giovanissimo tra Roma e Milano. Nel 1983 ha uno studio al Pastificio Cecere di San Lorenzo. Dal 1984 e per tutti gli anni 80 espone in numerose personali e collettive alla Galleria l'Attico di Fabio Sargentini. Partecipa inoltre ad alcune tra le più importanti collettive di quegli anni: "Nuove trame dell'Arte" a Genazzano, "Anni 80" a Bologna, "La nuova scuola romana" a Graz, "Trentanni dell'Attico" a Spoleto, "Capodopera" a Fiesole e "Post-Astrazione" a Milano. Vince il Premio Termoli nel 1977. Dal 1986 ha trasferito il suo studio al quartiere Prenestino. Vive e lavora a Roma.
Opere in collezioni Pubbliche:
Galleria Comunale d'Arte Moderna, Roma
Galleria Civica d'Arte Moderna, Termoli
Neue Galerie, Graz
Galleria Comunale d'Arte Moderna, Spoleto
Galleria Civica di Modena
Museo Civico d'Arte Contemporanea di Casalcalenda
GIORGIO OLIVIERI Nasce nel 1937 a Verona dove vive e lavora.
Si diploma presso l'istituto d'Arte di Modena; inizia la sua attività espositiva e didattica nei primi anni '60, partecipando o mostre ed esposizioni in Italia e all'estero.
Sviluppa la propria ricerca nell'ambito della pittura non oggettiva. ricerca che continua tuttora.
Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero. Nel 1967 illustra, insieme ad altri artisti (Baj, Del Pezzo, Tadini, Berti, etc.) gli "Esperimenti sul metodo", sedici volumi unici di Roberto Sanesi. Nel 1979 e nel 1983 viene segnalato nel Catalogo Bolaffi della Pittura da Guido Ballo, Giuseppe Marchiori e Giorgio Cortenova. Nel 1990 esegue una grande pittura murale nella scuola elementare di Arco di Trento. Compare nel Dizionario del fare arte contemporanea di Lara Vinca Masini, edito nel 1992 da Sansoni. E' presente nella Storia dell'Arte Italiana, edita nel 1993 da Electa, nel Dizionario dei Pittori e degli Scultori Benezit del 1976 e in altre pubblicazioni specifiche. Presiede dal 1989 al 1998 la Società Belle Arti di Verona.
Opere in collezioni Pubbliche:
Galleria d'Arte Moderna, Montreal
Galleria d'Arte Moderna, Ferrara
Fondazione Stampalia, Venezia
Galleria d'Arte Moderna, Lima
Cariverona Banca, Verona
Fondazione Querini Stampalia, Venezia
Rocca di Umbertide
Fabriano, Ancona
Galleria d'Arte Moderna Palazzo Forti, Verona
CLAUDIO PALMIERI Nel suo corso di studi assume particolare rilievo la figura di Mino Delle Site, pittore futurista della seconda generazione, docente di Palmieri al Liceo Artistico di Roma. Completa gli studi all'Accademia di Belle Arti di Roma. Nel 1985 allestisce la prima personale all'Attico di Roma e partecipa alle mostre collettive "Nuova Scuola Romana" e "Arte in Cornice", occasioni che inseriscono il nome di Palmieri in quel gruppo di artisti, variamente denominato come Nuova Scuola Romana o "Scuola di Via del Paradiso", che ruota attorno alla galleria di Fabio Sargentini.Nello stesso anno espone con grande successo alla galleria Annina Nosei di New York.
Nella sua fase iniziale l'artista si ispira al "post-burrisrno" internazionale: il suo lavoro è caratterizzato dall'uso simultaneo di materiali differenti in linea con una tendenza che dai neodadaisti americani risale fino al dadaismo vero e proprio. Il periodo '84-'86 è quello delle grandi tele ad olio, materiche, dove gli elementi floreali denunciano un'esplosiva urgenza di sentimento. La stagione creativa successiva riporta Palmieri alla contaminazione di materiali diversi: cere, smalti, stoffe, metalli confluiscono in una ricerca che tuttavia non si discosta dalle opere precedenti, la logica compositiva riporta sempre al colore come energia della pittura. Dall'87 emerge un ulteriore aspetto nel lavoro di Palmieri: quello scultoreo. Metallo, stoffe, ceramiche smaltate e legno si compongono in strutture verticali, dove il contrappunto tra pieni e vuoti e il colore sempre vivo della materia organica creano una nuova ed originale visione di natura.
L'esigenza di sperimentazione porta Palmieri alla fusione tra suoni e scultura, creando insieme al jazzista Maurizio Giammarco "Hardware", una performance di sax e quindici sculture di metallo, suonate dallo stesso Palmieri, in un originale intreccio espressivo. La performance viene presentata in diversi teatri di Roma e in diretta su Rai Radio Tre nel 1997.
Premio Mastroianni di Torino (II edizione): Premiato per la realizzazione di una scultura monumentale in bronzo, collocata a Bricco Lù, Costigliole (Asti).
Ambito di Ricerca: Aniconica - Informale
Opere in collezioni Pubbliche:
Centro per l'arte contemporanea, Rocca di Umbertide, Perugia
Galleria d'arte moderna, Bologna
Galleria d'arte moderna, Spoleto
Museo d'arte Contemporanea Castello di Masnago, Varese
Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma
Sculture:
Casa Circondariale, Viterbo
Casa Circondariale, Rimini
Piazza Lodi, Roma
Caserma dei Carabinieri, Passo Corese, Roma
Performance-concerto
"HARDWARE SaxSculture"
di Maurizio Giammarco e Claudio Palmieri
E' un progetto artistico-scultoreo-sonoro che comprende una performance di 12 sculture metalliche e sassofoni, realizzata dall'artista Claudio Palmieri e il musicista Maurizio Gianmarco. L'azione-spettacolo durerà un'ora circa. La performance si esplica attraverso un intreccio espressivo di due linguaggi artistici diversi, suono e arte visiva in rapporto all'ambiente, in una improvvisazione di "musica nuova" sperimentale dove un linguaggio prende spunto dall'altro e viceversa. L'idea nasce dall'esigenza di contaminazione tra stili, linguaggi, materiali, e situazioni diverse che ha sempre caratterizzato il lavoro di Palmieri, nonchè dalla passione dell'artista per la musica e le percussioni in particolare.
"Un intreccio espressivo nato dall'esigenza di sottrarre immagini e di evocare i suoni della materia scultorea, è alla base di un contrappunto in oro e nero che esplora le profondità del silenzio, traendo l'essenzialità della musica di Maurizio Giammarco e stemperando l'acuta voce metallica delle sculture di Claudio Palmieri "
Maria Vittorini
Maurizio Gianmarco
Nato a Roma nel '52, ha studiato nel '75 al Creative Music Studio di Karl Berger (Woodstock, N.Y.), armonia col maestro Gino Marinuzzi e sassofono a New York con Joe Allard. Dal '76 dirige formazioni varie con le quali propone a propria musica: la più famosa di queste e il quartetto di jazz elettrico Lingomania, che si è imposto negli anni Ottanta vincendo anche i referendum di Musica Jazz nell'84., '85 e '87 come miglior gruppo italiano.
Musicista polivalente, la sua attività ha spaziato e spazia tuttora in diversi settori: didattica, produzione discografica e concertista, compositore per musica per films e lavori teatrali (collaborazioni con D. Formica, R. Carpentieri e M. Lanzetta), danza (R. Garrison), e multimedialità (si esibisce in performance con lo scultore "sonoro" Claudio Palmieri). Nell'85 si è cimentato anche con un organo sinfonico arrangiando anche composizioni di Enrico Rava per l'Orchestra del Conservatorio di Cagliari; più tardi ha arrangiato il progetto "Naples in Jazz" per il quintetto di Paolo Fresu e orchestra d'archi. E' tra i promotori dell'Ass. naz. Musicisti di Jazz (vicepresidente nel '93 e presidente nel '94).
Ha collaborato e/o registrato con: Chet Baker, Lester Bowie, Joseph Bowie, Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Giovanni Tommaso, Bruno Tommaso, Canzoniere del Lazio, Carnascialia, Aldo Romano, Riccardo Del Fra, Joe Diorio, Franco Ambrosetti, George Gruntz, David Liebman, Billy Cobham, Paolo Fresu, Peter Erskine, Marc Johnson, Harvie Swartz, Marvin S.Smith, Kenny Wheeler, Phil Woods, Toots Thielemans, Dean Johnson, Ron Vincent, Art Lande.
Riconoscimenti: miglior sassofonista italiano nel referendum di Fare Musica nell'81; miglior jazzista italiano - premio RAI 1 nell'84; Lingomania miglior gruppo italiano nell'84, '85 e '87 per Musica Jazz.
Maurizio Giammarco appare in oltre quaranta registrazioni di jazz ma anche in molti dischi di musica pop, dove si possono ascoltare i suoi assoli accanto a Mina, Massimiliano Pani, Gianni Morandi, Mietta, Banco del Mutuo Soccorso, Nada, Cocciante, Luca Barbarossa e molti altri.
Claudio Palmieri Un breve profilo è disponibile nelle pagine precedenti e su www.artantide.com.