Verona: Articoli: Ivano Tagetto


Ivano Tagetto

31/10/2002
 
Ivano Tagetto nasce in Verona nel 1965 e, sempre a Verona, dopo una breve parentesi Pugliese di due anni, vive e lavora.
"All'età di 25 anni attraverso un periodo introspettivo e mistico che cambierà la mia vita in modo radicale. Da sempre incline ad attività creative, detto periodo mistico sfocia in una instancabile vocazione poetico-pittorica nonché musicale e culmina nel periodo di quasi eremitaggio forzato in Puglia che mi vede interiormente pittore ormai consolidato e mi illumina il cammino. Da quel momento abbandono per sempre le "isole" paesaggillogicastratti impregnati di fantastico, colore e materia che avevano caratterizzato il mio primo momento di entusiasmo spirituale, per una ricerca più profonda e autentica della verità. La mia pittura si avvicina sempre più al minimale, all'essenza, le vie sono molteplici ed inesauribili, ma nessuna stabile visto che il mio interesse è diretto non al risultato di una tecnica o dell'altra, ma all'iter eruttivo dei momento creativo.

La mia attenzione va alla scintilla-origine dei sentimento universale, o meglio all'attimo prima che questa sia. Metto in correlazione osservazioni sul tempo e sul ritmo spaziale e musicale con osservazioni sullo spirito e ne nasce la mia prima opera - performance dal titolo Nativa L'opera è tutta incentrata sul generare attesa e sorpresa. In questo lavoro suoni, ritmi, azione e pittura concorrono alla reali-azione finale dei lavoro, l'immagine appare solo all'ultimo su di una tela bianca che sta asciugando, l'apparire è accompagnato e irrobustito da suoni e ritmi concettualmente in relazione all'immagine in gestazione. Metto anche a punto una teoria dei colore personale, in parte dissociata da quella degli astrattisti dell'inizio XX secolo. La mia ultima produzione trova la sua verità nella povertà dello strumento: semplici matite usate attraverso un processo lento e quasi mandalico per costruire i lirismi e poetiche concettuali alla ricerca dei perfetto armonico, dei suono originario.

E adesso, e qui che l'acqua bagna arida come un deserto di sale, io sono altrove, raramente provo sete forte tra il caos primordiale e la forma definita. Il mio dipingere è domanda, il mio dipingere è ascolto, il mio dipingere è risposta. Il mio dipingere come goccia d'acqua, solcherà la roccia, perforerà la montagna. Piccola, debole, inutile goccia, il mio dipingere è nei suoni dei vento, nella luce di un pensiero, nella voce di un rosso. Nel mio dipingere si muove la vita di un Dio che ha trasformato il mio cuore nel suo foglietto per un disegno nuovo, per una nuova idea."

Dal 31 ottobre al 19 novembre 2002 presso "Arte Contemporanea Associazione Culturale"
Via Arcidiacono Pacifico, 14 - Verona

Orari: dal martedì al sabato 16.30 - 19:30 (domenica su appuntamento)