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L'eleganza di Paolo Maggiore

22/01/2004
 
Sul quotidiano L’Arena, il giorno 13 giugno 2003, apparve nella pagina degli spettacoli un articolo intitolato “Addio a Paolo Maggiore attore e uomo d’altri tempi”.Uscito a distanza di una settimana dalla morte di questo nobile artista, tale testo è risultato essere una degna testimonianza (peccato fosse stato l’unica) del suo ricordo: uno degli attori “storici” che il palcoscenico veronese si sia visto solcare.
Negli anni 50, insieme a due grandi attori quali Giulio Brogi e Giorgio Totola e con la regia del futuro progettista del Camploy Rinaldo Olivieri, Paolo tentò di creare un teatro stabile nella nostra città, assegnandone il nome di “Piccolo Teatro di Verona” (su ispirazione del Piccolo di Milano di Strehler).La compagnia mise in scena l’impegno, la determinazione, la passione, la dedizione totale per il teatro. Non per niente tra gli spettacoli presentati il successo maggiore fu riscontrato per i Persiani di Eschilo, un autore ricordato nella storia per la grande capacità di utilizzare tutte le risorse delle sue tragedie (spettacolarità monumentale, corse con le bighe…), a differenza degli altri due grandi tragici greci: Sofocle ed Euripide.
Purtroppo il gruppo Maggiore-Totola-Brogi si sciolse, e questo fu l’episodio che portò Paolo ad abbandonare la recitazione. Ciò nonostante egli proseguì nell’ambito teatrale lavorando a livello organizzativo per la Compagnia Spettacoli musicali di Verona, un gruppo che propose, fino a 10 anni fa’, riviste musicali ogni carnevale, al Teatro Nuovo. Non va dimenticata poi anche la regia che Paolo seguì per diversi gruppi teatrali giovanili.
Parallelamente al mondo artistico egli continuò a seguire il calcio, sua seconda grande passione, e fu prima allenatore della squadra giovanile Fiumeper-Folgore, ed in seguito accompagnatore dirigente della Primavera del Verona.
Ma dopo la chiamata del noto regista-attore Roberto Puliero, Paolo tornò al suo primo amore: correva l’anno 1993 e lo spettacolo in fase di allestimento era il famoso “Sottobanco” di Domenico Starnone. Con esso totalizzò la bellezza di oltre 150 repliche interpretando il ruolo da co-protagonista del preside della scuola, senza contare poi altri spettacoli a cui diede un forte contributo sempre in casa Barcaccia.
Dall’articolo de L’Arena citato è possibile riprendere le parole dello stesso Puliero che, durante una sua intervista, ricorda il caro amico come ”un grande, bravissimo attore. Altissimo con un profilo dantesco e dei modi che riempivano la scena catalizzando tutta l’attenzione del pubblico… un vero signore nell’animo, elegante educato e di cultura. Squisitamente umano e con l’indole dell’educatore, del maestro sempre cortese ed appassionato.”
Sul suo curriculum sono stati annotati poi alcuni ruoli specifici in spettacoli areniani, diverse partecipazioni in spot televisivi e film, tra cui “Uno scandalo per bene” di Pasquale Festa Campanile e “Occhio Pinocchio” di Francesco Nuti.
Due anni fa’ arrivò la malattia e Paolo uscì dalle scene e dalla vita sociale. Si chiuse in sé stesso e rimase lontano dai riflettori nella sua villa a Valpolicella, per non mostrarsi sofferente. Poi la morte tirò il sipario, il giorno 6 giugno 2003.
Si potrebbe concludere aggiungendo, come può risultare consono in una biografia, frasi ad effetto, esclamazioni consolatorie per la perdita di un così degno rappresentante non valorizzato a sufficienza del teatro veronese. Ma sarebbe ancora più elegante, come è stato raffinato il suo stile che a molti ha significato più di una semplice sensazione, se per salutarlo si facesse ciò che di regola ogni artista compie per lasciare ai propri spettatori il suo esclusivo affetto: si faccia quindi un inchino al Sig. Paolo Maggiore.