Per il primo appuntamento musicale dell’anno al Teatro Filarmonico con il pubblico veronese, dopo la pausa natalizia, la Fondazione Arena di Verona ha impegnato il proprio Coro per una composizione sacra di alto e profondo significato spirituale: la Petite Messe Solennelle di Rossini che sarà eseguita nella prima versione, quella che al coro e alle quattro voci soliste affianca due pianoforti e l’harmonium.
A dirigere quest’importante opera della maturità rossiniana -sabato 18 gennaio alle ore 20.30 (in abbonamento Turno A) - sarà Romano Gandolfi, Direttore del Coro areniano e artista fra i più apprezzati nel mondo in questo genere di repertorio.
Le voci soliste sono quelle di Katia Pellegrino (soprano), Carole Marais (contralto), Roberto Iuliano (tenore) e Carlo Lepore (basso).
Terza composizione sacra importante di Rossini, dopo la Messa di Gloria (1820) e lo Stabat Mater (1842) e scritta ben trentatré anni dopo aver abbandonato (con il Guglielm Tell) la scena lirica, la Petite Messe Solennelle, composta nel 1863, ebbe un’origine eminentemente privata, come conferma anche la scelta di un organico vocale e strumentale estremamente modesto: in effetti l’opera fu eseguita per la prima volta, di fronte a un ristretto gruppo di invitati, in casa del conte Pillet-Will, a Parigi, il 14 marzo 1864. In seguito Rossini ne curò anche una versione con orchestra che fu eseguita postuma, il 24 febbraio 1869, al Théâtre Italien di Parigi.
Opera singolare e misteriosa, la Petite Messe deriva gran parte del suo fascino proprio dalla conciliazione di due termini apparentemente inconciliabili, il “petit” e il “solennel”. Del tutto priva di concessioni al vocalismo melodrammatico, spoglia ed essenziale, la composizione è tutta giocata sulla ricerca di una rarefatta purezza di timbri, radicalmente aliena dalla grandiosità e dall’enfasi romantiche.
L’esecuzione, che è senza intervallo, verrà replicata domenica 19 gennaio alle ore 17 per gli abbonati del Turno B.