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La Tempesta

06/08/2004
 
VERONA – A partire dall’idea che la tempesta è dentro a ognuno di noi, l’incontro degli attori delle compagnie Punto in Movimento e Atlantide Teatro di Verona ha dato vita allo spettacolo “La tempesta, voci da un’Isola sola” (in scena il 6 e 7 agosto alle ore 21.00 nel Chiostro del Conservatorio Dall’Abaco, piazza sant’Anastasia, e dal 18 al 22 sulla Terrazza di Giulietta), soprattutto un incontro di esperienze artistiche con il confrontarsi di linguaggi ed immagini teatrali. Attraverso voci che parlano una dell'altra e racconti di attori che si raccontano l’un l'altro –con la regia di Paolo Valerio e Roberto Totola– viene narrata l’illusione di un luogo immaginario sospeso tra realtà e fantasia come il teatro è sospeso tra la vita e i sogni, come l'isola di Calibano, Prospero e Ariele è sospesa tra la parola e il testo. Questa “Tempesta” è anche un pretesto per elaborare il linguaggio shakespeariano e parlare di solitudine, di paura, di incomunicabilità: una metafora semplice e drammatica di un’esperienza teatrale di personaggi umani, nata da un lavoro fatto di emozione, espressività corporea, ricerca sul testo, esercizi plastici, improvvisazioni. Il linguaggio della poesia, quello di Shakespeare, ma anche di Eliot, Baricco, Saramago, Hikmet fa da guida a queste voci da un’isola sola, un non luogo destinato a svanire nell'aria incorporea come il vascello sospeso tra l'oceano e il cielo ma anche l’isola di ognuno, perché tutti siamo soli e viviamo sulle nostre isole, dove possiamo incontrarci da naufraghi o gridare d’amore e di dolore. Siamo soli, ma tutti sappiamo che ci sono altri “soli” e che il segreto sta a volte nel naufragio e nell’incontro di un altro solo come noi, che parli la nostra stessa lingua. L’utilizzo di mezzi espressivi quali video, microfoni e suono quadrifonico fanno da base allo spettacolo di cui sono protagonisti Marina Furlani, Eugenio Chicano, Paolo Valerio e Roberto Totola.