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Lettera aperta ai lettori

21/11/2003
 
 Cari amici, è finalmente nato VERONATEATRO ! I sogni di tutti noi si sono finalmente avverati. Verona e la sua provincia hanno finalmente una rivista che parla di teatro. Questa nostra iniziativa non è intesa come business bensì come un servizio per l'informazione e la diffusione teatrale per Verona e provincia. La rivista non è tanto rivolta agli "addetti ai lavori", quanto piuttosto ai normali cittadini, interessati tanto o poco al teatro.
Ma perché VERONATEATRO? Perchè Verona, tra le città cosiddette "provinciali", offre uno scenario unico per la sua vitalità teatrale ed è seconda solo alle grandi città: il numero di rassegne teatrali invernali ed estive è vistosamente superiore alla media di altre città; il numero di compagnie teatrali operanti sul territorio vanta un primato italiano assoluto e dichiarato; il numero di spettatori raccolti dalle diverse iniziative è sensibilmente elevato. Tutti questi segnali confermano che Verona ha con il Teatro un legame importate. Per questo crediamo che Verona ed il suo territorio meritino quanto necessitino di un appropriato servizio. Noi, con passione ed entusiasmo, speriamo di esserne all'altezza. I componenti della nostra associazione culturale ed i collaboratori di redazione in genere svolgono il loro lavoro in volontariato e senza retribuzione alcuna, mossi esclusivamente dalla propria passione per il teatro.
 L'intento primario della rivista è quello di informare, sistematicamente e senza esclusioni, di tutte le iniziative teatrali, invernali ed estive, del nostro territorio. Dal grande teatro alle rassegne minori, che tanto minori ormai non sono più. Apriti Sipario! Quasi una parola magica. Non ci limitiamo ad emettere un semplice elenco degli spettacoli in scena. Sarebbe come dover decidere a quale ristorante andare scegliendolo dall'elenco delle pagine gialle. Ogni spettacolo è accompagnato da una "presentazione", la quale non vuole essere una critica vera e propria, bensì una sorta d'indicazione tecnico-qualitativa sullo spettacolo. Con parole semplici. Per fare questo non vogliamo assumere il ruolo di critici, ma di normali spettatori. Come voler consigliare al collega di ufficio o al vicino di casa: "sai, ieri sono andato a vedere quella cosa là, è bella! vacci anche tu!". Oppure il contrario. Sarà un ruolo scomodo il nostro, perché di tanti lavori che si vedono a Verona, non pochi sono di scarsa qualità, sebbene fatti con grande entusiasmo e passione da attori e tecnici certamente rispettabili. Ma sappiamo che far male teatro fa male al Teatro. Non ce ne voglia nessuno, ma il primo a dover essere cautelato è il pubblico che si siede in platea. Non chiamateci però critici nè esperti di Teatro, per carità. Il modo migliore per un consiglio se andare a vedere uno spettacolo è quello di telefonare ad un amico che lo ha visto e chiedere se gli è piaciuto. "Si l'è stà belo, pecà che gh'era poca gente, vaghe parchè l'è belo". Oppure "Ho ciapà n'imbotonada che no i me vede più". Queste sono le critiche migliori, quelle della gente che si siede in platea. Poco importano le intenzioni ermeneutiche della regia o quello che verrebbe a significare il sottotesto della costruzione drammaturgica.
 Oltre a ciò, la rivista si compone di una serie di rubriche, volte a cogliere - mese dopo mese - tutti gli aspetti teatrali di interesse per la nostra città. Teniamo molto al teatro nelle scuole, alle persone che fanno bene teatro a Verona, ad iniziative teatrali inconsuete, alla storia del nostro teatro veronese.
 Chiudersi nel nostro guscio scaligero sarebbe un peccato. Ecco allora anche una sbirciatina fuori delle nostre mura a vedere cosa di originale e di valido accade nelle città a noi vicine, se non altro per curiosità. O per riflettere sulle nostre mancate opportunità.
 C'è poi uno spazio tutto per voi, per dire la vostra. Se non siete d'accordo su una recensione o se volete arricchirla. Ma anche se volete argomentare su un fenomeno. O una poesia. Quello che volete. Scriveteci e sarete pubblicati.
In particolare, per chi voglia esprimere una propria libera opinione, una riflessione, uno spunto, di grande respiro, si tolga la maschera (o se la metta) che c'è una rubrica apposita. Per una sorta di theatre speaker corner.
 Bene. Non ci resta che augurarci di fare tanta strada insieme. Per il Teatro e per Verona, VERONATEATRO è per tutti.

Andrea Castelletti