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Marmomacc, la Germania laboratorio di architettura
27/04/2004
La nuova architettura di pietra in Germania è la grande protagonista di Marmo Arte Cultura, la sezione culturale del 39° Marmomacc, la Mostra Internazionale di Marmi, Pietre e Tecnologie, in programma dal 7 al 10 ottobre prossimi a Veronafiere (www.marmomacc.com). La manifestazione, che riunisce ogni anno alcuni tra i più prestigiosi architetti di fama mondiale, dedica da sempre ampio spazio al rapporto tra imprese e nuove tendenze costruttive, tra realtà produttive e l’universo della progettazione, grazie al quale il settore lapideo può ricevere nuova linfa in termini di scambi e di promozione commerciale.
Veronafiere, riconosciuta ufficialmente, dal ’99, «education provider» dell’AIA (American Institute of Architects) e dal 2003 del RIBA (Royal Institute of British Architects), ospiterà quest’anno qualificati architetti da tutto il mondo, che apprenderanno caratteristiche e linguaggi della pietra, i suoi utilizzi e le potenziali applicazioni, che proprio in Germania stanno conoscendo una stagione di notevole interesse.
Da quasi due decenni, infatti, ricorda Vincenzo Pavan, curatore degli eventi culturali di Marmomacc, il Paese ha assunto un ruolo di avanguardia nell’uso dei materiali lapidei nell’architettura. La ricerca e le nuove esperienze effettuate in questo campo hanno coinvolto sia gli aspetti tecnici della costruzione che i linguaggi architettonici.
Il rilevante valore simbolico-culturale attribuito all’architettura ed una apertura senza paragoni all’apporto di personalità internazionali nella vasta opera di «nuova ricostruzione» delle città distrutte dalla guerra, hanno contribuito a confermare ulteriormente il ruolo di laboratorio internazionale di architettura del paese nel decennio antecedente ed in quello successivo alla caduta del muro e alla riunificazione nazionale.
In particolare Berlino, riconosciuta oggi come una delle capitali internazionali dell’architettura contemporanea, è al centro del dibattito sul rapporto tra materiali della tradizione costruttiva e nuovi linguaggi architettonici. Un dibattito che ha messo in luce contraddizioni e contrasti profondi tra i protagonisti su numerosi temi, tra i quali la «ricostruzione critica» delle città distrutte dalla guerra, i linguaggi architettonici oscillanti tra minimalismo, nuova monumentalità, libera ricerca formale, permanenza della tipologia, fino all’interpretazione dei materiali in chiave ideologica tra «autoritari» e «democratici».
Questo proposito Veronafiere organizzerà la mostra «Germania: l’arte di costruire in pietra» (15 settembre – 17 ottobre), che presenterà una selezione delle migliori opere in pietra realizzate dai più importanti protagonisti dell’architettura tedesca contemporanea: Bolles e Wilson, Kollhoff & Timmermannn, Larsen, Pei, ecc. Una sezione speciale dell’iniziativa sarà dedicata ad alcuni recenti interventi unitari della ricostruzione di Berlino, particolarmente significativi per l’uso dei materiali lapidei: Leipziger Platz e Potsdamer Platz-Lenné Dreieck, importanti opere di restauro e di ricostruzione di alcune piazze.
Insieme alla mostra Veronafiere organizzerà, nella giornata di sabato 9 ottobre, il convegno intitolato «Idiomi della pietra nella nuova architettura tedesca», che sarà coordinato dall’architetto Augusto Romano Burelli. All’incontro parteciperanno storici, critici ed esponenti dei diversi orientamenti dell’architettura tedesca coinvolti in esperienze di costruzione con la pietra.
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