Martedì 25 novembre: nell’ambito dei Martedì del festival un film particolarmente insolito interpretato e diretto dall’attore-regista albanese Edmond Budina che per vivere fa l’operaio metalmeccanico a Bassano. Il film, presentato all’ultimo festival di Taormina,
è stato ottimamente recensito sulla stampa nazionale, da la Repubblica a Film Tv. Budina incontrerà gli studenti all’Università e il pubblico alla Fnac e al Kappadue.
VERONA – Sesto appuntamento, martedì 25 novembre alle ore 16, 18 e 21 al cinema Kappadue, con i Martedì del festival organizzati dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona. In programma un film particolarissimo diretto e interpretato da Edmond Budina, attore-regista albanese che per campare fa l’operaio metalmeccanico in quel di Bassano del Grappa. Lettere al vento il titolo di questo film presentato con successo all’ultimo festival di Taormina e in seguito recensito positivamente sulla stampa nazionale, da la Repubblica a Film Tv.
Giunto a Bassano nel 1991 nell’ambito dell’operazione CORA che permetteva il rientro in Italia a quanti (come la moglie di Budina) erano di origine italiana, l’attore-regista albanese trovò ad attenderlo una tuta blu da metalmeccanico anziché set e cineprese. Ma non si diede per vinto. «Nel 1995 – ci racconta – riuscii a mettere in scena con successo, con altri due attori di Padova, lo spettacolo per ragazzi Il dipartimento dei sogni con le poesie di Ismaìl Kadaré che avevo tradotto in italiano. Di lì la ruota cominciò a girare. Mi fu presentato Marco Baliani che mi scelse come protagonista di Migranti. Lo spettacolo girò: a Praga, al Piccolo di Milano, a Napoli, Firenze. Poi Baliani mi raccomandò per Un posto al sole. Di lì a poco arrivò l’offerta di girare l'episodio La domenica delle Palme nel film collettivo Le luci di Brindisi. E per finire, la mia sceneggiatura di Lettere al vento ha ottenuto il finanziamento dell'articolo 8 e un produttore coraggioso come Donatella Palermo mi ha consentito di realizzarlo».
Il film (che ha un finale veramente a sorpresa) racconta, con “sapori” un po’ kusturiziani e alla Tonino Guerra, la vicenda di un albanese cinquantenne, disoccupato e senza soldi, che arriva in Italia per capire che sta combinando suo figlio, un giovane perbene fuggito dall’Albania con un gommone e diventato, corre voce, un delinquente.
Dismessa la tuta blu, nella giornata di martedì 25, Budina sarà a Verona. Tre le occasioni d’incontrarlo: alle 16 nell’aula 1.1 del Polo Zanotto dell’Università di Verona in un incontro coordinato da Giancarlo Beltrame, docente di semiologia del cinema, alle ore 18 (nell’ambito delle iniziative degli “Amici del festival”) presso la Fnac e, prima della proiezione serale, al Cinema Kappadue. Costo dei biglietti da 3 a 5 euro.