Martedì 11 febbraio: quinto appuntamento con i “Martedì del festival”. In programma il primo dei due film sulla Resistenza francese vista attraverso una pellicola di ieri e una di oggi. S’inizia con un “classico” di Bresson del 1956. E martedì prossimo toccherà a Tavernier.
Al Kappadue, nell’ambito dei “Martedì del festival” organizzati dal Comune di Verona, è di scena, nell’arco di due martedì, la Resistenza francese vista attraverso un film di Bresson di quasi cinquant’anni fa, “Un condannato a morte è fuggito” (martedì 11), e attraverso il recente “Laissez-passer” (2002) di Bertrand Tavernier (martedì 18).
Ad aprire il confronto è il film di Bresson che Truffaut definì “il film francese più decisivo degli anni ‘50”. Tra gli interpreti François Leterrier, Roland Monod e Charles Le Clainche. La vicenda si svolge a Lione nel 1943, nella prigione di Montluc da dove il tenente Fontaine (Leterrier), uomo della Resistenza condannato a morte, prepara minuziosamente la fuga. Ispirato a un articolo autobiografico di André Devigny, il film (proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano) è preceduto da una didascalia che così sintetizza la regia: “Questa storia è vera. Io ve la racconto com’è, senza ornamenti”. In questa ottica Bresson riduce al minimo i riferimenti storici e concentra la sua attenzione sull’atmosfera e sul rapporto metafisico dell’uomo con la libertà: per farlo elimina tutto quello che gli appare superfluo, arrivando a costruire il film con una lunga serie di primi e primissimi piani dei volti dei protagonisti, ma soprattutto delle mani e degli oggetti con cui Fontaine cerca di preparare la sua fuga. Dopo questo film con attori non professionisti e una colonna sonora dove troneggia la Messa in do di Mozart, sarà la volta del film di Tavernier, anche questo ispirato a una storia vera.
Biglietti in vendita al Kappadue, tel 0458005895, intero 5 euro, ridotto 3 e 3,5 euro. Proiezioni alle 16, alle 18 e alle 21.