Sarà il recital di Massimo Ranieri, lunedì 16 giugno al Teatro Romano, il quarto dei prestigiosi appuntamenti per questo giugno musicale veronese, dopo le tre splendide serate areniane. Dopo il trionfo della tournée “Oggi e dimane” che, lo scorso anno, ha attraversato la Penisola con ben 130 concerti sold out, applaudita da oltre 300.000 spettatori paganti, (nonostante l’interruzione per indisposizione dell’artista che aveva, purtroppo, fatto saltare anche la tappa scaligera, prevista al Teatro Filarmonico il 21 maggio scorso), Ranieri riprende ora i concerti live con un nuovo tour estivo, “Nun è acqua”, destinato a toccare alcune delle più note e suggestive località italiane: anfiteatri, ville, piazze storiche, arene ed aree archeologiche.
Il tour, che partirà sabato 14 giugno, troverà tra le vetuste pietre in riva all’Adige tutto il fascino di un magico debutto e la conferma ufficiale di un incanto destinato a varcare poi i confini italiani per approdare, in autunno, negli Stati Uniti d’America e in Australia.
“Nun è acqua”, dunque è il titolo di questa tournée internazionale e dell’ultimo lavoro discografico di Ranieri, che l’artista interpreterà, mescolando abilmente le nuove canzoni con i brani più significativi della sua carriera e con le canzoni napoletane più belle, spaziando da pezzi settecenteschi fino al repertorio dell’ultimo grande e indimenticato autore partenopeo, Renato Carosone.
Ma il recital sarà qualcosa di più di un semplice concerto, per quanto affascinante in questo girovagare tra le novità e il cult della musica italiana: sarà uno spettacolo a tutto tondo, quasi un musical, corredato dalla partecipazione di Badarà Sek, voce solista senegalese, e di un corpo di ballo, composto da otto elementi (Francesca Sani, Natalia De Maria, Sandra Vahter, Sara Soldi, Alex La Rosa, Roberto D’Urso, Cristian Ciccone, Emanuele Pironti) che danzeranno sulle coreografie di Franco Miseria. Maestro di tip tap, Giorgio De Bortoli, disegno luci di Franco Ferrari, regia dello stesso Massimo Ranieri, che sarà accompagnato da sei degli otto musicisti, diretti da Mauro Di Domenico, che l’avevano affiancato due anni fa nello show televisivo “Siete tutti invitati (telefonare Calone)” e che da allora l’hanno sempre seguito in live sia nella precedente che in questa nuova tournée.
Ecco i nomi dei “magnifici sei”: Mauro Di Domenico alla chitarra classica, Giorgio Cordini a chitarra acustica e bouzuky, Ezio Zaccagnini alla batteria, Vittorio Sonsini a basso e contrabbasso, Arnaldo Vacca alle percussioni, Claudio Torniolo a tastiere e fisarmonica.
Il recital si proporrà dunque come una sorta di racconto in musica con canzoni, arricchite da quadri teatrali e coreografici e sottolineate da sonorità orchestrali quasi “unplugged” che ne esalteranno l’intensità e le forti vibrazioni emotive.
Val la pena, questo punto, ricordare brevemente la straordinaria carriera di questo poliedrico artista che ha percorso con successo tutte le vie dello spettacolo, dal teatro al cinema, dalla canzone, sua autentica matrice, al piccolo schermo.
Dopo un esordio precoce - non era ancora quindicenne – Raneri sale subito alla ribalta nazionale come uno dei big della canzone italiana. La sua fama scandita da dischi e album di successo, è accresciuta da partecipazioni alle maggiori manifestazioni canore televisive (da “Canzonissima” a “Scala Reale”, dal Festival di Sanremo al Cantagiro). A dieci anni dal suo strepitoso debutto come cantante, con una popolarità ormai ampiamente consolidata, Ranieri affronta il teatro di prosa: debutta in un’opera di Raffaele Viviani, per la regia di Patroni Griffi, per passare poi alla Compagnia dei Giovani diretta da Giorgio De Lullo, con cui interpreta Shakespeare, Molière, Pirandello. Approda quindi al Piccolo di Milano in “L’anima buona di Sezuan” per la regia di Giorgio Strehler. Con Maurizio Scaparro è protagonista di “Barnum”, “Liolà”, “Varietà”, “Pulcinella” e “Teatro Excelsior”. Ed è nel ruolo che è stato di Domenico Modugno nel revival di Garinei e Giovanninii dell’indimenticabile “Rinaldo in campo”. Torna quindi, nel 1994, con Strehler in “L’isola degli schiavi” di Marivaux (rappresentazione che venne interrotta a seguito di una frattura alla prima torinese dello spettacolo). Nel ’98 viene diretto ancora da Patroni Griffi nel musical “Hollywood, ritratto di un divo”, una commedia musicale intensa e drammatica sulla vita di John Gilbert.
Parallelamente alla sua prestigiosa carriera musicale e teatrale, affronta significative prove cinematografiche, come “Metello” di Mauro Bolognini (1969), con cui si guadagna il David di Donatello come miglior attore giovane, nel ’70 poi è a fianco di Anna Magnani nell’indimenticabile film-tv “La sciantosa”, ambientato nel tragico clima bellico della rotta di Caporetto, nel ’72 è ancora con Bolognini in “Babù” e è subito dopo protagonista di “La cugina” di Aldo Lado a fianco di Stefania Casini. Per la televisione interpreta, tra l’altro, serial-film di successo come “Nell’ombra del Vesuvio” con Carlo Giuffrè e “Lo scialo” con Eleonora Giorgi, fino alla più recente fiction-tv “Il ricatto” nei panni del Commissario Fedeli.
In una carriera tanto vasta e duttile, Ranieri è approdato solo lo scorso anno alla tournée musicale e l’ovazione di pubblico e di critica che ha salutato il suo recital ha confermato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che le doti umane, teatrali, musicali e artistiche in senso lato di questo straordinario “animale da palcoscenico”, per usare una consueta frase gergale, non conoscono limiti, anche perché al fascino di una splendida voce si alleano il carisma di un’eccezionale sensibilità e una freschezza simpaticamente autentica e sempre giovane, che sono la sua formidabile griffe.
Massimo Ranieri, dunque, lunedì 16 giugno al Teatro Romano, in “Nun è acqua”.