Francesco Rosi regista di “Napoli milionaria!” in scena al Teatro Nuovo dal 9 al 14 dicembre. Protagonisti Luca De Filippo e Mariangela D’Abbraccio. Giovedì 11 Francesco Rosi (a cui è dedicato un omaggio ci-nematografico) incontrerà il pubblico.
Nell’ambito del “Grande Teatro”, la rassegna di prosa organizzata dall’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Verona con la collaborazione di Unicredit Banca, è di scena, al Teatro Nuovo dal 9 al 13 dicembre alle ore 20.45 e il 14 alle ore 16, “Napoli milionaria!” di Eduardo De Filippo in un’edizione diretta da Francesco Rosi, uno dei maggiori registi del cinema italiano, protagonisti Luca De Filippo e Mariangela D’Abbraccio.
Grande l’attesa per questa regia che vede impegnato in teatro, per la prima volta do-po trent’anni, il regista cinematografico che con i suoi film inaugurò negli anni 50-60 il filone dei film inchiesta mettendo in luce il suo impegno civile. Tra i suoi successi di quel periodo “La sfida” (1957), “I magliari” (1959), "Salvatore Giuliano" (1961) e “Le mani sulla città” (1963), film che saranno tra l’altro proiettati al Nuovo nell’ambito di un omaggio che gli sarà dedicato dal 10 al 13 dicembre e che vedrà lo stesso Rosi incontrare il pubblico (giovedì 11 alle ore 17 al Teatro Nuovo) insieme a Luca De Fi-lippo e Mariangela D’Abbraccio. Oltre ai suddetti film, saranno proiettati (a ingresso libero) “Carmen” (1983), “Uomini contro” (1970) e “Tre fratelli” (1981).
“Napoli milionaria!” è, per dirla con le parole di Rosi «un grande testo che ha segnato in Italia la nascita del neorealismo. Il 25 marzo 1945 – racconta il regista – mentre nell’Italia del Nord si combatteva ancora, a Napoli, in una mattinata di beneficenza per i bambini poveri della città, Eduardo presentava per la prima volta “Napoli milio-naria!”. Dopo qualche mese, il 24 settembre 1945, al Teatro Quirino di Roma viene proiettato “Roma città aperta” di Rossellini. Il teatro e il cinema italiano raccontano al mondo, mentre ancora si svolgono, gli avvenimenti drammatici che sconvolgono il Paese: fanno così diventare Storia le speranze e le sofferenze della gente. È il “neo-realismo”, il movimento creativo etico che coglie il senso profondo dei fatti e chiama a farne partecipi gli spettatori coinvolgendoli in un progetto di risorgimento materiale e morale della società».
«Da due anni – conferma Luca De Filippo – stavo lavorando al progetto di riproporre “Napoli milionaria!” affidandone la messinscena a uno dei più grandi registi contem-poranei, Francesco Rosi, che, come lo stesso Eduardo, ha sempre affrontato con impegno civile e morale i grandi temi della nostra storia».
Quando Eduardo scrisse, tutta di getto, questa commedia guardando dalla finestra la sua Napoli bombardata, tormentata, affamata, ma piena di speranza e di vitalità, in-tese rispecchiare, come raccontò egli stesso, «un sentimento comune, un qualcosa che era nell’aria, che si sentiva. In quei giorni, che erano quelli della liberazione, la gente ti incontrava per strada e ti salutava e ti abbracciava, anche gli sconosciuti, e pareva davvero che fosse nata una nuova fratellanza, che gli uomini fossero cambia-ti, fossero diventati più buoni...».
La storia, resa celebre dal film omonimo del 1950 con Totò diretto da Eduardo De Fi-lippo, ha per protagonista la famiglia Jovine che, rimasta senza il contributo econo-mico di Gennaro, il capofamiglia partito per la guerra, si “arrangia” come può trovan-do spesso nell’illegalità la possibilità non solo di vivere, ma anche di raggiungere un certo insperato benessere. Quando Gennaro, reduce dalla prigionia in Germania, torna a casa, trova una famiglia allo sbando: la moglie si è arricchita con la borsa ne-ra ed esibisce un’eleganza inconsueta, il figlio è diventato un mariolo, con la polizia sempre alle calcagna, e la figlia maggiore è incinta.
Ma il meccanismo teatrale di Eduardo e la voglia di far vincere i buoni sentimenti, sa-cri a quella cultura napoletana di cui fu portavoce, trovano in un drammatico epilogo la soluzione per ristabilire all’interno del nucleo familiare la priorità di certi valori. Ac-cade così che la figlia più piccola si ammali e che serva, per guarirla, la penicillina. Peccato però che sia introvabile, anche a pagarla oro. Tutto questo farà riflettere sull’importanza della vita e degli affetti più sacri di fronte ai quali il denaro è ben poca cosa.
Accanto ai due protagonisti saranno in scena Chiara Baffi, Giuseppe Russo, Gigi Savoia, Marco Manchisi, Massimo De Matteo, Luca Saccoia, Ivan De Paola, Giusep-pe Rispoli, Tullio Del Matto, Isabella Salvato, Anna Morello, Stefania Guida, Laura Amalfi, Fiorella Orazzo, Mario Salomone.