C’è un particolare carattere nell’esposizione dal titolo Razionalità e Inconscio: anzi, questa mostra, sollecitata quasi dal caso, acquisisce presenze artistiche molto diverse ed è mirata ad unificarle. Pittura, ceramica, installazioni, costruzioni geometriche muovono sul filone della ricerca artistica contemporanea due linguaggi: offrono in particolare, il duplice tema del figurativo e dell’aniconico, o del non figurativo.
Uno scontro violento? Non in questa prospettiva espositiva, che può agevolmente presentarsi come un progetto di disponibilità anche ottica, in un confronto tra la figura e le sue declinazioni pittoriche, distinta da lavori dinamici caratterizzati dalla perdita della stessa immagine.
Da un lato, ecco la memoria storica attraverso il sedimentarsi di elementi di rappresentazione, di racconti iconici rintracciabili nei singoli contributi che distinguono Manuela Bedeschi, Marina Begnini, Fausto Gervasi e Silvana Ticci e, dall’altro, delle interpretazioni personali tutte riconducibili a regole geometriche innestate su valenze percettive del gruppo MADI, ben evidenziato da Vincenzo Mascia, Gianfranco Nicolato, Gaetano Pinna, Piergiorgio Zangara.
Certo Razionalità e inconscio compone tendenze espressive diverse, anche complesse, per sviluppare una conoscenza sul clima della ricerca artistica degli ultimi decenni.
Per intendere: aderendo al gruppo MADI (MAterialismo DIalettico), che si presenta organizzato sulla scena italiana nei primi anni 90’ e trova in Argentina la sua avanguardia nel ‘46, Mascia, Nicolato, Pinna e Zangara, in relazione fin dall’avvio con posizioni di spicco, dimostrano nelle opere la fedeltà al gruppo italiano; anzi sperimentano in comune la forza rinnovatrice di quelle prospettive, che riscattano la geometria in un’immagine libera da ogni intensità emotiva incentrandola, piuttosto, sulla sperimentazione di nuovi materiali, sull’oggetto e sulle possibilità del movimento; o meglio, regolata sui principi storici del "Colore e bidimensionalità. Forma poligonale.Forma curva, concava e convessa". Tali caratteristiche sono assunte da formidabili indicatrici di valore, che conducono alla sintesi dialettica tra corollari geometrici e variabili percettive, così da svilupparsi in una sorta di metamorfosi virtuosistica nelle opere di Mascia, in linea con le composizioni sintetiche di pannelli sovrapposti in strutture geometriche, a differenza di Nicolato, che introduce un movimento vibrante a sorpresa, perché arricchisce di componenti diverse le costruzioni sagomate, sia per la configurazione sia per il colore. Pinna, dal canto suo, rimane fedele alla combinazione di superfici piane, da dove evadono per lo più aste metalliche, o "vettori" nello spazio; parimenti Zangara coniuga cicli di forme geometriche primarie, alleggerite cromaticamente dalla scomposizione dinamica della luminosità.
Certo appare subito la differenza nelle opere degli artisti più aderenti al tema della figura o al piacere del racconto: è un muoversi con scioltezza verso indicazioni per lo più atemporali: senso plastico, equilibrio compositivo, innovazione nella tradizione. Si ritrova anche qui, nelle caratteristiche della pittura, dell’assemblaggio e della ceramica l’influenza della classicità; ma in più profondo, e lo dimostrano le opere, anche dimensioni più fluide, degli itinerari più solitari non riconducibili a schieramenti in un percorso creativo declinato, quasi del tutto, al femminile.
Esiste una costante nell’opera di Bedeschi, ed è quanto possa risultare incisiva la materia nell’integrarsi con la pittura. A questo proposito l’inserimento è minimo e il prelievo avviene sulla scia del vissuto personale. Begnini dà corpo a sinuose figure femminili, ricche di delicato cromatismo, che danno spettacolo sospese tra fantasia e sogno. Anche le suggestive ceramiche di Gervasi trasmettono, come un segnale visivo immediato, un’inconsueta vivacità di colore e di luce. Si unisce, molto diversa, Ticci Pirrello: avviene che tensioni espressioniste perlustrino territori ampi, in modo tale da rivelarsi dilatati in una complessa iconologia.
RAZIONALITA' E INCONSCIO
mostra itinerante
3 - 16 ottobre 2004
inaugurazione 2 ottobre ore 18.00
aperto tutti i giorni 11-19
lunedì 15-19
ingresso libero