Martedì 14 gennaio: iniziano al cinema Kappadue i Martedì del festival. In programma quattordici film. Alle ore 18, presso la Fnac, presentazione della rassegna che si concluderà il 25 marzo per lasciare il posto, il 28, alla settima edizione di Schermi d’Amore.
VERONA – Quattordici film, dal 14 gennaio al 25 marzo al cinema Kappadue, suddivisi in sei sezioni per gustarsi il cinema di ieri e di oggi: questo il ricco programma della rassegna “I martedì del festival” organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona in collaborazione con il Kappadue e con la Fnac. Quattordici “film d’autore” per spaziare dal cosiddetto “screwball & romantic” (commedia brillante americana degli anni 30 che sarà proposta in lingua originale con sottotitoli in italiano) al cinema postmoderno che ripesca nel mélo anni 50, da capolavori restaurati come “Pane, amore e fantasia” a integrali versioni “director’s cut” di celebri film (è il caso di “Amadeus” di Forman) che subirono numerosi tagli alla loro prima uscita in sala. Un’allettante rassegna con proiezioni alle 16, alle 18 e alle 21 (salvo alcune proiezioni singole o doppie) che viene incontro ai giovani e agli “over 60” con biglietti d’ingresso rispettivamente a 3,50 e 3 euro.
La manifestazione – che s’inaugura martedì 14 al Kappadue alle 16 con “Marncia competente” (1932) di Ernst Lubitsch, primo film della sezione “Screwball & romantic” che proporrà altre cinque pellicole – sarà presentata al pubblico nel Forum della Fnac (via Cappello 34) alle ore 18 sempre di martedì. Relatori saranno Paolo Romano, direttore artistico di Verona Film Festival, il giornalista Giancarlo Beltrame e il saggista Emiliano Morreale, uno degli autori del libro “Screwball & romantic” curato da Michele Fadda e appena edito dalla Regione Lombardia, da Lab 80 Film e da Bergamo Film Meeting. Oltre a presentare il libro, Morreale parlerà di questa rassegna dedicata al cinema americano brillante degli anni Trenta. Dopo il film inaugurale di Lubitsch dove, nella sequenza veneziana, c’è la perla della voce di Enrico Caruso che presta la voce al gondoliere e dove i dialoghi sono “serrati come in una partita di tennis”, sono in programma: il 28 gennaio “La signora di mezzanotte” (1939) di Mitchell Leisen scritto da Billy Wilder, protagonista Claudette Colbert nei panni di una ballerina americana che a Parigi si spaccia per una contessa ungherese, e il premio Oscar “L’orribile verità” (1937) di Leo McCarey giocato sui dispetti amorosi che si fanno Cary Grant e Irene Dunne e sulle complicazioni create dal loro cane che il giudice, nella sentenza di divorzio, affida a lei; il 4 febbraio “Lady Eva” (1941) di Preston Sturges, con una straordinaria Barbara Stanwyck e con un Henry Fonda esperto di rettili e imbranato con le donne; il 25 febbraio alle 16 e alle 21 “Scandalo a Filadelfia” (1940) di George Cukor con Katharine Hepburn, Cary Grant e James Stewart, e – alle 18 ad ingresso libero – “Susanna!” (1938) con la coppia Hepburn-Grant al meglio e un leopardo che si ammansisce solo cantandogli “I can give you anything but love”.
Per quanto riguarda le pellicole restaurate, due sono i film in programma, entrambi molto attesi: il 21 gennaio “Pane, amore e fantasia” (1953) di Luigi Comencini, da poco restaurato dall’Associazione Philip Morris Progetto Cinema in collaborazione con la Fondazione Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale e con la Titanus, cult con la Lollo consacrata a star e De Sica grande caratterista; il 18 marzo “Il posto” (1961) di Ermanno Olmi, restaurato dalla Cineteca del Comune di Bologna, spaccato piccoloborghese in una Milano anni 60 che diede al regista notorietà internazionale. Per i fans di Mozart e di Salieri, torna, il 4 marzo, l’otto premi Oscar “Amadeus” (1984) di Milos Forman con venti minuti in più rispetto all’edizione italiana di diciannove anni fa, intere sequenze restaurate in digitale e la colonna sonora rimasterizzata. Interessante anche l’abbinata dell’11 marzo che propone due film “postmoderni”, entrambi del 2002, che però recuperano stilemi degli anni 50: alle 16 e alle 21 “Far from Heaven” di Todd Haynes, omaggio al “maestro” Douglas Sirk, protagonista Julianne Moore (l’isterica di “Magnolia” e la vittima di “Psycho”, il “clone” a colori, a firma di Van Sant, del film di Hitchcock) nei panni di una casalinga bionda e ricca che si conforta col giardiniere dopo avere scoperto che il marito se la fa con un uomo; alle 18 “Otto donne e un mistero” di François Ozon, dark comedy tutta al femminile con Catherine Deneuve, Fanny Ardant e Isabelle Huppert. In programma anche un raffronto, l’11 e il 18 febbraio, tra due film sulla Resistenza in Francia: “Un condannato a morte è fuggito” (1956) di Robert Bresson (in francese con sottotitoli in italiano) e “Laissez-passer” (2002) di Bertrand Tavernier. Chiuderà la rassegna, il 25 marzo, “Hollywood Ending”, l’ultimo film di e con Woody Allen, presa in giro del cinema americano e di quello d’arte europeo. Terminati i “Martedì del festival”, tre giorni dopo, il 28 marzo, s’inaugurerà la settima edizione di Schermi d’Amore che si concluderà il 6 aprile.
Biglietti dei “Martedì del festival” in vendita presso il Kappadue, tel. 0458005895.