Non so se vi è mai capitato: sera tardi, pizza con peperoni e cipolla e poi subito a letto, il tutto che si blocca sullo stomaco facendovi sognare la vostra maestra che vi parla di teatro.
In effetti quella sera mi ero imbattuto nell’ennesimo volantino che presentava scuole di teatro. La mia maestra mi chiedeva che cosa sono, io risposi :”boh”. Mi disse: “Fai un corso e poi dimmelo”. Detto fatto. Il giorno dopo ligio al dovere impartitomi dalla mia vecchia insegnante, mi iscrissi ad una scuola.
Cominciarono con il farmi fare della ginnastica, salti, capriole, guardare un punto immaginario girando in tondo e cose di questo tipo e io pensai:” boh, l’unico punto che mi viene da guardare è quella della signora 50enne davanti a me, molto piacente, ma non è un punto molto immaginario, anzi è ben visibile e l’unica cosa che potevo immaginare qui non si può riferire; per il resto se volessi fare della ginnastica mi sarei iscritto ad una palestra, magari dimagrisco un po’,una lezione di hip hop, qualche peso, una corsetta.
Seconda lezione: venne un sostituto dell’insegnante, ci fece fare le stesse cose della prima , ma ci disse che questa volta ci avrebbe insegnato a leggere meglio. Ed io pensai:”boh, povera la mia maestra, pensare che si era impegnata tanto per farci imparare a leggere, a scuola, con difficoltà enormi visto che il mio sussidiario era del ‘36 o giù di li.”
Via proseguendo il corso si strutturava in ginnastica, letture, concentrazione, equilibrio, improvvisazione, ecc. L’equilibrio era una specie di yoga molto casereccio ed io invece di pensare “omm” pensavo “boh”.
L’improvvisazione era inventare una scenetta scema con dialoghi improbabili. Ed io pensavo “boh, un testo per il teatro è già scritto.”
Ma il culmine si raggiungeva quando il “maestro?” ci voleva far sentire qualcos’altro: un albero, un gelato, un sasso, ed io pensavo:” boh, c’ho messo una vita a diventare un uomo e non ci sono ancora riuscito, figurati un sasso. E’ vero anche che molti attori che vedo recitare sono sassi, che abbiano fatto anche loro questo corso?”.
Finimmo con una lezione, bensì UNA lezione, di dizione. Il maestro in perfetto barese ce la insegnò in un’ora. Da allora la maggior parte di quegli allievi scambia la g con la c e dice angoura invece che ancora, goggodrillo invece che coccodrillo, ed io pensai: “boh, speriamo che il Dante lo vada a cercare nei suoi sogni ‘sto impunito”.
Alla fine mi rilasciarono il mio bel diplomino e non avevo imparato una cippa, il tutto per la modica cifra di 150 € al mese. Ne feci altri di questi corsi, addirittura in uno mi si diceva che avrei avuto due alternative: o il professionismo o i pandori ed io pensai:”boh, avranno una convenzione con Bauli e Paluani”.
Finalmente, dopo molti soldi spesi trovai qualche corso dove qualcosa si imparava, insegnanti che conoscevano la materia, alcuni di questi li avevo visti recitare, ma di recitare nemmeno l’ombra.
Era il momento: pizza con peperoni e cipolla e via a letto. Dopo un po’, eccola: la mia maestra.
Le raccontai di molti ciarlatani e di pochi corsi seri, di sogni da “Saranno famosi” e di realtà da “Saranno fumosi”. Insomma le spiegai che il mondo di questi corsi era fatto di gente seria e di cialtroni che sopravvivono grazie a questo. Lei disse:”Ditelo in giro, fatelo sapere, non tutti i corsi sono uguali e nessuno di questi corsi dà un lavoro. Rincorrete comunque i vostri sogni ma senza farvi prendere in giro”.
Dopo pochi giorni mi imbattei in un paio di volantini. In uno si diceva che un’attrice “famosa?” teneva un corso che in 9 giorni faceva diventare attori, per la modica cifra di 500 €; nell’altro che un presentatore tv teneva un corso di portamento per la modica cifra di 2000 € nella amena località di Cortina d’Ampezzo, vitto e alloggio cavoli vostri ed io pensai:”Boh, ci sarà qualcuno che ci cascherà comunque, che si dica o meno che è una presa in giro”.
P.S. non mangio più peperoni e cipolla sulla pizza; non vorrei che mi si presentasse il mio prof di ragioneria per chiedermi cosa sono i corsi di autostima, non ho la minima intenzione di fidarmi di me stesso.
P.P.S. Fiorenzo Fiorentini disse: il teatro si fa, non si insegna.