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Sogni e bisogni

22/03/2002
 
Vincenzo Salemme, giovane attore-autore-regista napoletano, ha recentemente ampliato la sua fama grazie a due successi cinematografici che hanno fatto conoscere la sua ironia, scanzonata, surreale, divertentissima, a un pubblico più vasto di quello teatrale.«Sogni e bisogni - spiega Salemme - è uno spettacolo vicino alla commedia dell'arte, troppo anarchico per poterlo rappresentare secondo i consueti clichè... per cui vorrei dare al pubblico soltanto degli stimoli, delle sensazioni, delle emozioni. Insomma - conclude -c'è un testo e ci sono le battute, ma poi si riscrive tutto e l'attore deve essere costretto alla lucida presenza nel momento della recita, perchè è questo l'unico modo per evitare l'automatismo della memoria».
Una storia surreale, com'è nell'inconfondibile humour di Salemme, che sfiora il grottesco e che parte, comunque, da considerazioni reali sulla conflittualità dell'uomo di oggi e, soprattutto, sul suo difficile, a volte drammatico, rapporto con la propria sessualità. Una sessualità disturbata, annullata e costretta alla fatica di esistere "dall'accumulo di lavoro e di programmi tv sempre uguali", da una quotidianità che spegne, poco a poco, ogni desiderio sommergendo e affogando i sensi nel mare opaco dell'autonullificazione. Un tema importante e attuale, dunque, trattato come sa fare Salemme, autore capace di decantare ogni riflessione nel gusto dell'ironia, del divertimento e della battuta. Irresistibile come il surrealismo delle sue invenzioni.

Trama
Si tratta di «una favola divertente -così afferma il suo stesso autore - dove ho cercato tutti i meccanismi comici per raccontare una cosa che, in fondo, è un dramma». Il dramma è quello dell’impotenza che colpisce in modo del tutto particolare il povero Rocco quando, in un giorno d’agosto, mentre la famiglia è in vacanza e lui è a casa, solo, accaldato, affaticato e triste, gli si presenta un elegante signore, il "Tronchetto della felicità", che dichiara d’essere il padre dei suoi figli: simboleggia infatti i "genitali" di Rocco che da anni si sono staccati dal suo corpo perché stanchi della vita squallida e senza piacere che da tempo erano costretti a condurre. Nella strana vicenda, che coinvolge una serie di personaggi, s’insinua ad un certo punto un gioco di teatro nel teatro: il "Tronchetto", che era apparso in abiti di Pulcinella, assume in tutto e per tutto il ruolo della maschera napoletana, impegnata ad essere "la voce rabbiosa di Napoli". . .

Regia: Giuseppe Salemme
Costumi: Aldo De Lorenzo
Musiche: Antonio Boccia
Scene: Aldo De Lorenzo

Personaggi e interpreti
Tronchetto della felicità - Giuseppe Salemme
Rocco Pellecchia - Carlo Buccirosso
Osvaldo Savarese - Maurizio Casagrande
Annamaria, la portiera - Teresa Del Vecchio
Signora Maria - Tiziana Bertuzzi
Peppino - Domenico Aria


Teatro Nuovo
19-03-2002 alle ore 21.00
20-03-2002 alle ore 21.00
21-03-2002 alle ore 21.00
22-03-2002 alle ore 21.00
23-03-2002 alle ore 21.00
24-03-2002 alle ore 21.00