Verona: Articoli: Solo come un attore


Solo come un attore

12/03/2004
 
Perché tanti attori solisti sui nostri palcoscenici? In alcuni casi, certo, i motivi non sono dei più nobili: scarsità di budget, tentativo di qualche comico di fiato corto di cavalcare l’onda del successo televisivo, deludente situazione della nostra drammaturgia. Ma nei casi migliori (e non sono pochi) il fenomeno non è occasionale, e affonda le radici in una lunga tradizione solistica, spesso ma non sempre improntata alla comicità, iniziata già coi mimi della Grecia antica e prolungatasi poi attraverso i secoli grazie all’arte dei giullari, dei comici dell’arte, degli artisti del varietà e del cabaret. Si tratta di un filone teatrale dotato di proprie caratteristiche, parallelo e alternativo a quello dell’attore-inteprete, che partecipa ad un’azione drammatica a più personaggi immedesimandosi senza residui nel ruolo assegnatogli.
L’attore solista, anche se fa un personaggio, non vi si cala interamente: ne entra e ne esce, salta da un carattere all’altro, interloquisce col pubblico abbattendo a suo piacere la convenzione della quarta parete, mantiene col testo di partenza un rapporto libero che gli permette di modificarlo improvvisando. Non ha alle spalle la protezione del grande drammaturgo o del grande regista, non ha compagni con cui condividere l’imbarazzo provocato da un pubblico freddo o la responsabilità di un insuccesso. E’ solo: solo davanti agli spettatori, come un domatore tra le belve. Il pubblico può tollerare, nell’ambito delle tante cose che offre uno spettacolo a più attori, un interprete modesto. Ma l’attore solista non può non essere bravo: perché non è un elemento dello spettacolo, è lo spettacolo intero.
A questa sorta di “tradizione alternativa” dell’attore solista nel teatro italiano, che nel Novecento può vantare artisti tanto grandi quanto tra loro diversi, da Ettore Petrolini a Totò, da Dario Fo a Carmelo Bene, da Paolo Poli a Marco Paolini, l’Università di Verona, l’Assessorato allo Spettacolo del Comune di Verona e la Società Letteraria dedicano un progetto intitolato Solo come un attore, che prevede, tra marzo e maggio in diverse sedi cittadine, una serie di incontri con attori, di lezioni, di proiezioni, per concludersi con un convegno realizzato grazie al contributo della Banca Popolare, che vedrà presenti a Verona alcuni tra i più attenti e preparati studiosi del tema, oltre a scrittori come Stefano Benni o registi come Gabriele Vacis. Il coordinamento culturale del progetto, che si avvale anche della collaborazione di Fondazione Aida e del Teatro Nuovo, è affidato a Nicola Pasqualicchio, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo all’Università di Verona, che all’attore solista ha già dedicato un corso universitario e una serie di lezioni tuttora in corso al Centro Toniolo.
Una parte degli incontri con gli attori avverrà in collegamento con una breve rassegna di monologhi compresa nel cartellone del Teatro Camploy curato dal Comune. Studenti e appassionati di teatro potranno così assistere a conversazioni, guidate da Pasqualicchio e dal critico teatrale Simone Azzoni, con Licia Maglietta, attrice ben nota ai cultori del buon cinema italiano, ma qui a Verona presente come autrice e interprete di un monologo ispirato alla vita e ai testi della poetessa Alda Merini; con Cochi Ponzoni, la cui bravura di solista promette di non far troppo rimpiangere i tempi mitici dell’esilarante sodalizio con Renato Pozzetto; con Marco Baliani, esponente di spicco di quel “teatro di narrazione” che si è imposto negli ultimi anni come un filone particolarmente interessante e innovativo del genere solistico. Gli incontri con gli attori saranno completati da una conversazione con Gianni Franceschini, attore e regista veronese noto e apprezzato in Italia e all’estero, che da anni lavora sulla narrazione monologante; e con la simpaticissima Angela Finocchiaro, particolarmente specializzata nei monologhi di Stefano Benni (e infatti in aprile porterà a Nogara addirittura una Benneide,all’interno della rassegna “Passalaparola” organizzata dall’Aida).
Gli incontri con gli attori saranno intervallati da approfondimenti storici e critici, mentre è allo studio la preparazione di una serata antologica di monologhi filmati dei più grandi solisti della scena italiana.
Questi gli appuntamenti nel dettaglio:
lunedì 5 marzo, ore 17.15: Incontro con Licia Maglietta (Università di Verona, Polo Zanotto);
giovedì 11 marzo, ore 17.15: Incontro con Cochi Ponzoni (Università di Verona, Polo Zanotto);
lunedì 15 marzo, ore 17.15: “L’antitradizione dell’attore solista”, lezione di Nicola Pasqualicchio, Università di Verona (Società Letteraria);
lunedì 22 marzo, ore 17.15: “L’attore solista e le libertà del corpo”, lezione di Simone Azzoni, critico teatrale (Società Letteraria);
lunedì 29 marzo, ore 17.15: Incontro con Marco Baliani (Società Letteraria);
venerdì 2 aprile, ore 17.15: Incontro con Gianni Franceschini (Università di Verona, Polo Zanotto);
venerdì 16 aprile, ore 16: Incontro con Angela Finocchiaro (Teatro Filippini);
prima metà di maggio: “L’attore solista nel teatro italiano”, convegno di studi (Università di Verona, Palazzo Giuliari).