La mostra si colloca all'interno di una consolidata attenzione nei confronti dell’architettura contemporanea da parte del Museo di Castelvecchio (come testimonia anche la mostra dedicata, nel 2000, a Carlo Scarpa) e si propone di presentare una panoramica antologica sull'opera di Luigi Caccia Dominioni - che a Verona ha realizzato importanti lavori -, prendendo in esame i due aspetti salienti della sua attività: quello di architetto e quello di designer.
La mostra
Classe 1913, Luigi Caccia Dominioni è uno dei più brillanti e maturi architetti della seconda generazione. Protagonista appartato della scena architettonica sin dagli anni della ricostruzione, Caccia Dominioni si è qualificato come uno dei più sensibili interpreti dell’arte del costruire come artigianato “virtuoso”, elaborando nel tempo una sorta di “stil novo” capace di riecheggiare sonorità e timbri di un’idealizzata lingua lombarda.
La mostra, che si propone come un omaggio critico alle declinazioni di quello “stile”, è suddivisa in tre sezioni, che affrontano i progetti di architettura e di interni da un lato, e gli oggetti di design dall’altro.
La sezione dedicata alla figura di Luigi Caccia Dominioni architetto è prevalentemente centrata sul tema dell’abitare e analizza l’argomento sotto profili diversi, spaziando dai nuovi interventi di edilizia residenziale, al restauro urbano, alle ristrutturazioni di interni. È inoltre presente, sempre all’interno di questa sezione, una significativa selezione dei numerosi progetti realizzati dall’architetto nella sua lunga carriera; in particolare, la mostra mette in evidenza come a partire dal secondo dopoguerra il lavoro di Caccia Dominioni abbia fornito un fortunato modello abitativo negli anni del miracolo economico. Modelli abitativi inediti per una borghesia da poco affacciatasi alle soglie di un rinnovato benessere che, pur scegliendo la dimensione del condominio, non rinuncia al senso della privacy e all’individualità dei tagli abitativi, convivono così con edifici di austera sobrietà, nati dallo studio dell’ambiente e dalla frequentazione ininterrotta del genius loci.
Tema assai caro a Caccia Dominioni è lo studio planimetrico degli edifici, tanto che egli ama autodefinirsi “un piantista”. Per questa ragione un settore della mostra verrà dedicato all’esposizione delle piante. “La pianta - egli dice - è il leit-motiv che regge tutta la composizione. Io mi sforzo sempre di conferire una certa qualità alla casa, anche se piccola. Quello che cerco di fare è di studiare percorsi minimi solo per i collegamenti strettamente funzionali e di dare invece lo sviluppo massimo ai percorsi cosiddetti di rappresentanza. Si ottiene perciò un tipo di razionalità aderente a una particolare concezione dell’abitare; il sistema può apparire irrazionale se considerato con criteri puramente pratici, ma a mio avviso è un elemento per rendere più umana la casa”.
Nella sezione dedicata all’attività di Caccia Dominioni designer, i progetti esposti intendono presentare una selezione degli elementi di arredo studiati per le varie residenze e in seguito entrati in produzione grazie al sodalizio instauratosi tra l’architetto e alcune aziende come Azucena, Lualdi, Alessi. Spesso si tratta di oggetti divenuti in seguito di gusto comune (apparecchi radio, maniglie, lampade da tavolo, posate), pensati secondo una logica artigianale anche se oggetto di produzione industriale.
Le ricerche, in particolare nell’archivio dell’architetto, hanno consentito lo studio di documenti inediti, disegni, schizzi, prototipi, bozzetti per elementi decorativi, quali ad esempio i pavimenti. Di questi ultimi saranno esposti in mostra alcuni di quelli progettati con lo scultore Francesco Somaini, frutto di una stretta collaborazione attiva sin dagli anni Cinquanta.
Stile di Caccia
Luigi Caccia Dominioni
Case e cose da abitare
Verona
Museo di Castelvecchio, Sala Boggian
Dal 7 dicembre 2002 al 9 marzo 2003