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Teatro come Metafora di Impresa

21/11/2003
 
Proviamo a dare una definizione di azienda. “Luogo di persone guidate da un direttore che assegna i ruoli e fa crescere le persone con l’obiettivo di conseguire il miglior risultato possibile, raggiungibile attraverso le prestazioni dei singoli all’interno di un gruppo”. A ben guardare questa definizione è perfettamente applicabile al concetto di fare teatro. E’ questa la felice intuizione di Cristiano Liuzzo, un quarantatreenne manager che, dopo aver lavorato alla Olivetti e alla Honda Italia, ha fondato a Verona lo studio di consulenza Impresa!, società di consulenza e formazione specializzata nell’area delle risorse umane.
L’azienda che ha aderito a questo innovativo progetto è Claris Vita, una compagnia di assicurazioni milanese del Gruppo Veneto Banca, ex braccio italiano della britannica Royal and Sun Alliance. La politica formativa e di sviluppo delle risorse umane di Claris Vita mira ad utilizzare tecniche innovative di formazione e comunicazione. Ed ecco che si è colta a pieno l’idea proposta da Impresa!. Tranedo origine dall’arte teatrale, si è voluto coinvolgere direttamente i dipendenti, rendendoli protagonisti con un ruolo attivo, evidenziandone la capacità di dialogo, di improvvisazione, di precisione e di flessibilità. «Ci si è posti come riferimento il teatro – illustra Liuzzo – inteso come luogo di relazioni, di interpretazioni nonché di formazione del carattere e della sensibilità della persona». Si è pensato di utilizzare la metafora e l’analogia quale chiave di lettura di situazioni e tematiche che si vivono quotidianamente nella gestione delle persone all’interno delle organizzazioni, con l’intento di marcare non solo sulle competenze specifiche necessarie ad una data azienda, ma soprattutto sul lavoro di squadra, sulla gestione delle emozioni, sulle motivazioni.
Claris Vita ha inserito nel progetto una ventina di dipendenti. Il risultato finale è stata la messa in scena di una pièce teatrale, dal titolo “Lo strappo”, da parte di una dozzina di essi, sotto la regia di Roberto Puliero e con la partecipazione straordinaria del nostro attore veronese Antonio Toma.
L’obiettivo di questa originale iniziativa formativa è stato di far sperimentare alle persone che lavorano in azienda il concetto dell’interpretazione del ruolo: «Questo tipo di progetto formativo permette di assimilare e attuare i concetti di lavoro di squadra, l’integrazione, la disciplina, la creatività, il rigore professionale» spiega Liuzzo. Interpretare un ruolo, collaudando - senza esperienza ed in tempi strettissimi - non solo le proprie potenzialità espressive, ma anche la gestione delle relazioni e delle emozioni, la resistenza allo stress e l’automotivazione e, prova dopo prova, il miglioramento continuo. Anche questo si può apprendere dal teatro.
Insomma, teatro d’impresa e impiegati attori, per capire meglio il proprio ruolo in azienda, sviluppare un team-building e lavoro di gruppo più efficace.
Ed i frutti sono stati cocreatamente riscontrabili. «Un aspetto interessante – ha osservato l’amministratore delegato di Claris Vita – è che qualche dipendente-attore, lavorando alla commedia, mi ha confessato di aver trovato simpatici colleghi con i quali prima era in cattivi rapporti». L’entusiasmo era palpabile. «I dipendenti-attori – ha dichiarato Massimo Airoldi, direttore del personale – hanno preparato la recita alla sera dopo l’orario di lavoro».
Il programma formativo, mirato a una ri-motivazione di tutto il pesonale aziendale, ha comportato poi una tournè di questa atipica compagnia nei teatri di città e cittadine sedi delle diverse filiali del Gruppo (una replica è stata portata in scena anche a Verona, l’inverno scorso, al Teatro Nuovo di S.Michele). Le rappresentazioi sono state accompagnate da specifici momenti formativi, coinvolgendo ben 120 dipendenti. Michele Meneghetti., amministratore delegato di Claris Vita, ha avuto modo di affermare «l’entusiasmo, la motivazione e il coinvolgimento aziendale che ne è derivato è stato sorprendente».
Venendo alla commedia messa in scena, la curiosità è che – manco farlo apposta – il soggetto è… l’azienda! “Lo strappo”, testo scritto dallo stesso Liuzzo, infatti descrive le vicende all’interno di un’azienda multinazionale, dove ruoli e personaggi sono riconoscibili, confrontabili: figure su cui riflettere ed ironizzare. Il testo ritrae personaggi tipici, sebbene un pò sopra le righe, ma tutti comunque impegnati sul lavoro, ossessivi, nevrotici, strampalatim simpatici, … umani. In scena vengono messe le situazioni tipiche della vita in azienda: il manager armato di due telefonini, quello che urla, i pettegolezzi fomentati dalle rivalità fra i colleghi, l’ordine di beccata che regola la routine di ogni ufficio. Ma “Lo strappo” è soprattuto la storia di Michele, capo dell’ufficio del personale, che dopo circa vent’anni di carriera, tra successi professionali e routine, sente irrefrenabile la voglia di scappare, di svoltare, di cambiare vita o quanto meno di cambiare mestiere. Un testo veramentre molto bello e divertente, a tratti poetico.
«Questa è un’esperienza formativa e di aggregazione piuttosto originale e replicabile come nei migliori teatri anche nelle migliori aziende» dichiara il vulcanico Liuzzo. Per i manager dell’organizzazione del personale è l’ennesima scommessa. E’ questa la sfida formativa proposta alle aziende veronesi.