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Tocatì - Festival Internazionale dei Giochi in Strada

20/09/2004
 
Rivivere la città attraverso il gioco, riportando nelle vie e nelle piazze storiche di Verona il patrimonio ludico - culturale della città: questo è lo spirito che anima il “Festival Internazionale dei Giochi in Strada”. Una tre-giorni che abbraccia e coinvolge l’intera città: piazze e vie si spogliano della loro veste moderna per riprendere l’aspetto che possedevano trent’anni fa quando erano invase da fila di bambini che riuscivano a inventarsi un gioco e giocarlo in ogni più piccolo spazio. Ed è proprio questo lo spirito che il “Tocatì” vuole fare rivivere ai bambini di ieri e a quelli di oggi rispolverando tutti quei giochi legati alla tradizione popolare. Molte le proposte dai carrettini a sfera alla dama, la maggior parte suddivise in due filoni: uno dimostrativo, con laboratori di costruzione dei giochi stessi, e uno dedicato agli esperti che potranno sfidarsi nei diversi tornei organizzati. Per sottolineare ancora di più il valore del gioco nella, e della, tradizione saranno presenti anche numerose associazioni italiane e straniere che, in collaborazione con l’AGA Verona, porteranno nella bellissima città scaligera i giochi legati alla loro memoria per farli vivere a tutti, esperti ed appassionati o semplici curiosi.

L’EDIZIONE 2004

La seconda edizione del “Tocatì”, che animerà Verona il 24-25-26 settembre, pur mantenendo le linee guida che hanno contraddistinto la manifestazione 2003 (il recupero della tradizione ludica e degli spazi storici del centro sede originaria di questi giochi), presenta numerose novità: la presenza attiva di associazioni provenienti da Italia, Slovenia e Austria che porteranno giochi tipici, tuttora praticati nelle loro zone di provenienza e la creazione di una cittadella del gioco. Nei tre giorni del “Tocatì”, tutta l’area gioco, 150.000 mq che corrispondono alla zona che va dal lungo Adige a tutto il centro storico, sarà chiusa ai veicoli a motore. Le auto dovranno aspettare fuori e anche il tragitto dei mezzi pubblici sarà deviato per far sì che i pedoni le “due ruote” possano circolare liberamente e senza pericoli. Tre i filoni tematici contraddistinti da altrettanti colori: Il rosso sarà il colore del gioco. Nelle aree individuate da questo colore si potrà giocare gratuitamente o partecipare a veri e propri tornei, sfidando squadre provenienti dall'Italia e dall'estero.
Il giallo sarà il colore dei suoni e dei sapori, con aperitivi musicali, colazione del gioco e un'area ristoro che, con golosità veronesi, permetterà di fornire sempre nuova energia a giocatori e visitatori.
Il blu sarà il colore degli incontri: la mostra, allestita nella chiesa di San Giorgetto, in Piazza Santa Anastasia, sarà costituita da un percorso per immagini che, tra cartoline, stampe e foto d'epoca, dimostrerà come nelle piazze e nelle strade giocare fosse assolutamente naturale; gli appuntamenti, ospitati dalla chiesa di Santa Maria in Chiavica, saranno dedicati all’approfondimento dei temi del festival grazie al contributo di esperti, collezionisti e studiosi .

I GIOCHI

Il “Tòcatì” non è un semplice festival. E’ un luogo di confronto e di azione. Gli organizzatori non si sono limitati a proporre i giochi, ma sono andati a cercarli, hanno incontrato i giocatori, intervistato i più anziani (perché l'unica storia, in questi casi, è la memoria), carpito le tecniche di costruzione e le regole di esecuzione. I “Custodi del Gioco” sono il cuore di questa manifestazione: donne e uomini di ogni età che giocano, custodiscono e sperimentano il loro tempo.

Baccalin
Tradizionale gioco di tiro di precisione. I partecipanti devono far uscire da un cerchio, tracciato sul terreno, due bocce colpendole da 11 metri di distanza.

Biglie
Saranno tre i giochi di abilità proposti utilizzando sferette di vetro o, come nella più antica tradizione, di terracotta: castelletto, “buseta” e “gal”. Le più rappresentative fra le varianti di questo passatempo millenario.

Birilli
Tradotto in gioco in tempi immemorabili, l'atterramento degli ometti o birilli, rievoca l'effetto di rovina e di devastazione determinata dalla forza d'urto di pesanti corpi sferici, fatti oscillare o rotolare per scompaginare le forze avverse schierate.

Caccia al tesoro in bicicletta
Evento in notturna che guiderà i partecipanti alla scoperta degli angoli più segreti della bella Verona, utilizzando il mezzo di trasporto che meglio si adatta agli spazi cittadini del centro storico: la bicicletta

Calcio Balilla
Importato dalla Germania negli anni Trenta. Non esistono adulti o bambini in Italia che non vi abbiano giocato almeno una volta. Uno dei giochi più entusiasmanti e trascinanti della manifestazione.

Campana
Un gessetto per disegnare sul marciapiede le caselle della campana. Un sasso da lanciarvi all’interno. Questi gli ingredienti di un gioco semplice che, fin dal tempo dei Romani, ha fatto divertire bambine e bambini.

Carrettini a sfera
Affrontare le discese più difficili, contando sulla propria “macchina”, costruita assemblando, con la perizia di un adolescente, i pezzi più inverosimili recuperati da meccanici che ti osservano tra il compiacente e il rassegnato, è una di quelle esperienze che non si dimenticano.

Cerbottana
Il tradizionale metodo di caccia degli aborigeni, diventa una giocosa battaglia fra bambini a colpi di “pirole”, proiettili di carta di giornale arrotolata a cono.

Cerchio
Questo gioco era ritenuto molto importante dagli Indiani d’America, che lo consideravano un ottimo mezzo per sviluppare, nei bambini, il senso della precisione. Solo chi ha provato a far rotolare un cerchio mantenendolo in equilibrio, infatti, sa quanto sia complicato.

Dama
Bastano una scacchiera e una manciata di pedine per dare vita ad un gioco dal regolamento tanto semplice quanto avvincente.

Figurine
Forse il gioco più recente della manifestazione. La sua diffusione risale, infatti, agli anni ’60 con l’avvento delle raccolte Panini dedicate ai campionati di calcio.

Fionda
I bambini potranno costruire la propria fionda personalizzata per cimentarsi nel tiro al bersaglio in un singolare poligono di tiro allestito sul Lungadige con bersagli galleggianti sulle acque del fiume.

Lancio della forma di formaggio
Una tipologia arcaica e davvero singolare di lancio del disco. In origine il vincitore si aggiudicava le forme di pecorino degli avversari sconfitti.

Lippa
Antico gioco la cui diffusione risale all’epoca romana, ma le cui origini risalgono all’antico Egitto. All’interno del festival il terzo Trofeo Città di Verona che vedrà contrapposte le rappresentative di Verona, Brescia, Mantova, Caserta, Mede (Pv) e Pirano (Slovenia).

Lotta Sarda
Questa lotta si è tramandata per millenni, di generazione in generazione, con la pratica e con i racconti che diventavano leggenda. La “S’istrumpa” ha conservato nel tempo le sue regole e le sue tecniche anche per il fatto che le popolazioni che la praticavano, soprattutto legate al mondo agro-pastorale, sono state poco permeabili agli influssi delle culture esterne.

Morra
Uno speciale permesso “a tempo” permetterà di fare uscire dalla clandestinità i giocatori di morra. Velocità, astuzia e intuito sono caratteristiche indispensabili per cimentarsi in questo gioco antichissimo oggi, anacronisticamente, ancora vietato dalla legge. I giocatori, abbassando simultaneamente le mani, indicano un numero con le dita e gridando, al contempo, un numero da zero a 10. Vince chi dei due indovina la somma dei punteggi delle mani.

Palla Elastica
Le gare di Palla Elastica, in veronese “balina”, si svolgono tra due squadre composte da quattro giocatori ciascuna. La palla deve essere colpita soltanto con la mano nuda, a pugno chiuso o con la mano aperta.

PallaPugno Leggera
Il gioco del pallone leggero è propedeutico a quello della pallapugno e vanta origini antiche. Di invenzione romana, venne ufficialmente codificato nel 1555 con il trattato dedicato ad Alfonso d’Este da Scaino da Salò.

Pantalera
I suoi progenitori sono il “follis” ed il “ludere espulsim” dei romani. Questi giochi si praticavano in una zona chiamata "spheristerium". Per molti secoli si giocò sotto i bastioni.

Piastrelle
E’ un gioco di precisione, diffuso in tutte le regioni italiane e in molti stati europei e sud americani (Brasile, Argentina), che utilizza dischi metallici e un pallino. Consiste nel lanciare le proprie piastrelle in modo tale da farle avvicinare il più possibile al pallino.

Quarantotto
Gioco di precisione che consiste nel colpire, con la propria boccia, le due contenute in un cerchio tracciato sul terreno. I giocatori si trovano a 11 metri di distanza dal bersaglio.

Ruzzolone di precisione
E’ un gioco itinerante in cui ci si può cimentare individualmente, a coppie o a squadre contrapposte. Lo strumento da utilizzare è un disco di legno (ruzzolone) che si lancia con l’ausilio di una fettuccia e di una maniglia. Il percorso ideale è una strada di almeno cinquecento metri. Vince chi, a parità di numero di tiri, copre una distanza maggiore rispetto all’avversario.

Salto della corda
Si gioca con una corda sorretta alle estremità e fatta ruotare avanti e indietro, sopra la testa e sotto i piedi, alternativamente. I ragazzi spesso gareggiano in abilità, talvolta accompagnando il ritmo dei salti con una filastrocca. Vince chi salta più volte senza interruzioni.

Scacchi
Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi, molti sostengono che gli scacchi abbiano avuto origine in un gioco indiano chiamato “chaturanga” , parola che, in sanscrito, ha un significato collegato ai quattro elementi fondamentali che devono costituire un esercito: elefanti, cavalli, carri e soldati di fanteria.

Soni
Antico gioco di precisione di origini cimbre. I giocatori hanno a disposizione delle piastrelle da utilizzare per abbattere dei birilli, in alcune versioni del gioco allineati in sospensione su una sorta di mensola di legno.

Tappi
La nascita di questo gioco è indubbiamente legata all'invenzione del tappo a corona. E’ questo piccolo pezzo di metallo infatti, adoperato per chiudere le bottiglie, che si usa per giocare. Indispensabile la costruzione di una pista che, snodandosi in curve, rettilinei, paraboliche e chicane dovrà essere lunga parecchi metri. Il percorso potrà essere disegnato con gessi colorati sulla pavimentazione cittadina oppure con un bastoncino o un sasso sulla terra battuta.

Tiro alla fune
Lo scontro tra bene e male negli eventi quotidiani, nelle forze della natura che condizionano l’esistenza dei popoli, viene rappresentata in molti paesi per mezzo di una “lotta alla corda” rituale. Tra le tribù esquimesi del Canada è diffusa l’usanza di formare due squadre: una rappresenta l’autunno, l’altra l’inverno. L’esito della sfida al tiro alla fune è considerato presagio di come sarà l’inverno alle porte.

Trottole
Uno dei giochi più antichi. Lo testimoniano i testi di alcuni scrittori greci che ne descrivono le vorticose acrobazie. Realizzate in legno, plastica colorata (come nella recente moda diffusasi fra i ragazzini), dotate di frusta per correggerne il percorso (“moscolo”) godono di una diffusione mondiale.

SUONI E SAPORI
Colazione del gioco, aperitivi musicali e cucina del Festival. Non solo giochi quindi, ma anche tradizione popolare legata alla degustazione dei prodotti tipici veronesi.

Colazione del gioco
Domenica 26 settembre, in Piazza dei Signori, la giornata si aprirà con la tradizionale colazione veronese. Niente caffè e brioche. Solo pane, burro e marmellata, latte e yogurt della Lessinia. Un’occasione, soprattutto per i più piccoli, di lasciar da parte per un giorno cereali glassati al gusto di frutti di bosco, biscotti industriali multiformi (che ogni mattina spadroneggiano sulle loro tavole) e riscoprire le genuine tradizioni culinarie scaligere.

Aperitivi musicali
Gli aperitivi musicali sono, all’interno del festival, un’occasione unica per ascoltare artisti della musica folk italiana, degustando, nel contempo, ottimi salumi, formaggi e vini del territorio veronese grazie alla diretta collaborazione dei produttori. L’idea nasce dalla volontà degli organizzatori di rinnovare un binomio da sempre inseparabile, quello tra gioco e osteria. Alcuni giochi come le carte, le bocce o la morra sono, infatti, strettamente legati a questo ambiente.

La cucina del Festival
Giocare alla maniera dei nostri nonni vuol dire anche valorizzare un mix di comportamenti, atteggiamenti e credenze che hanno contribuito a plasmare le personalità e i modi di essere dei veronesi di oggi. Il Festival vuole essere una full immersion nella tradizione popolare per ricordare a tutti le proprie radici. A cominciare da quelle culinarie, forse il più significativo tra gli indicatori delle caratteristiche di una cultura locale. Nel cortile del Tribunale, la cucina del Festival proporrà i piatti tradizionali, realizzati con materie prime fresche e genuine, grazie alla collaborazione delle aziende agricole e delle realtà che, nel veronese, producono e tutelano i prodotti tipici della zona.

INCONTRI
Tradizione e cultura: due temi legati a doppio filo che nei tre giorni del “Tocatì” saranno approfonditi con una serie di incontri e conferenze e con una mostra.
Gli incontri
Il “Tocatì” è uno spazio ideale non solo per giocare, ma anche per parlare di gioco in strada. Nella bellissima chiesetta di Santa Maria in Chiavica esperti, studiosi e collezionisti terranno una serie di incontri sul tema del gioco in tutte le sue sfaccettature.

La mostra
Nella suggestiva cornice della chiesa di S. Giorgetto in Piazza Santa Anastasia e nell’adiacente chiesa romanica si San Pietro Martire verrà allestita una mostra che accompagnerà il visitatore in un percorso ideale nella tradizione ludica non solo italiana, ma anche straniera, partendo dal1560 con l’opera di Bruegel “Giochi di fanciulli” e arrivando ai giorni nostri, attraverso Mitelli, Goethe, i fratelli Alinari. Si potranno ammirare bellissime cartoline da collezione, stampe sette – ottocentesche e foto d’epoca e ricordare come giocare sulle strade e sulle piazze fosse assolutamente naturale.