Anche quest’anno il “Concerto di primavera”, tenuto abitualmente nella chiesa parrocchiale di S. Gregorio di Veronella, ha riscontrato un vivo apprezzamento del numeroso e festante pubblico, giunto anche da località vicine. La rassegna concertistica, giunta alla sua terza edizione, si è dimostrata una parentesi particolarmente gradita e posta in un momento dell’anno che facilita una compiaciuta partecipazione popolare. La rassegna si è avvalsa quest’anno della collaborazione artistica del maestro Vittorio Vedovato, pianista e compositore di vaglia, oltre che insegnante e direttore di cori. Fra gi interpreti della serata, il soprano Marzia Ferraro, che ha eseguito con grande partecipazione e animazione interiore il celebre lieder di Rachmaninov, “Spring Waters”. Una nota molto positiva è giunta anche dal successivo “Dépuis le jour” dall’opera Louise di Charpentier, cantato in una perfetta continuità di linea vocale. Altra interprete della serata, la voce suadente e fascinosa di Patrizia Vedovato, che ha presentato il celeberrimo Memory da “Cats” di Lloyd Webber. Vittorio Vedovato ha dato poi sfogo alla sua inesauribile vena di arrangiatore di brani celebri. Inarrestabile nelle “Memorie” di Schubert e nella “Rapsodia di Cornovaglia” di Bath, il pianista veronese ha presentato a conclusione una personalissima composizione, “L’horloge” su testi di Baudelaire, che è stata cantata ancora magistralmente da Marzia Ferraro. Nel brano è risaltata tutta la struggente capacità di fare musica di Vedovato (non nuovo a questo ruolo), in un tripudio di idee, sogno, sbigottimento fantastico e senza mai un cedimento di fantasia. Il suo pezzo è stato molto applaudito, ma meriterebbe una scoperta più allargata, in sedi magari più prestigiose. Lo meriterebbe. Vedovato, nella lunga serata, aveva presentato anche la sua Schola Cantorum, impegnata in due brani sacri ed in uno dei più classici banchi di prova per cori: il “Va pensiero” dal Nabucco di Verdi, accolto con vivo entusiasmo dal pubblico. Ha perfettamente presentato la serata (e con la solita competenza di sempre) Roberto Alloro.