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Zuzzurro

21/11/2003
 
Il 4 Novembre prende il via al Teatro Nuovo la nuova stagione di “Divertiamoci a Teatro”, curata da Paolo Valerio. Il primo appuntamento offerto al pubblico veronese è proposto da Gaspare e Zuzzurro, al secolo Andrea Brambilla e Nino Formicola, impegnati in Parenti Apparenti, un testo del vulcanico ed instancabile Alan Ayckbourn. La regia è curata dallo stesso Andrea Brambilla.
Greg sta insieme a Ginny, ma lui ora ha il terribile sospetto di non essere l’unico uomo della sua vita. Telefonate interrotte quando va a rispondere, scatole di cioccolatini nascoste in un cassetto e un paio di pantofole non sue suonano come un campanello d’allarme. Quando Ginny annuncia che andrà a trovare i propri genitori, Greg decide di seguirla. I suoi sospetti sono fondati ma…
“Parenti Apparenti - ci racconta Brambilla - è una commedia divertente basata, come molti lavori del celebre commediografo inglese , su equivoci e malintesi esilaranti”.

- Oltre che attore anche regista. Come ha impostato questo lavoro ?
“Ho cercato in primo luogo di dare un senso di rapidità che non prescinde da una spiegazione chiara tale da far capire al pubblico tutto quello che l’autore è riuscito a scrivere e quello che ha voluto trasmettere. Come regista ho inserito anche trovate divertenti senza tradire il lavoro dell’autore”.
- Ha dovuto adattare il testo alla realtà italiana ?
“Sicuramente un certo adattamento si è reso necessario: la nostra comicità non sempre si concilia con la freddezza della nebbia inglese. Ma si è trattato solo di sfumature, nulla di fondamentale”.
- Secondo Lei, in Italia ci potrebbe essere un altro autore con la stessa verve di Ayckbourn?
“In Italia non abbiamo la tradizione dell’umorismo vero e proprio: noi saltiamo, dalla commedia seria ed impegnata a quella prettamente comica, emblema del ridere fine a se stesso. L’uso del sarcasmo non appartiene al mondo comico italiano, nonostante nel nostro Paese ci siano fior di scrittori che si dedicano al genere umoristico”.
- Questione di mentalità e di civiltà diverse?
“Certamente. E dipende molto da come ci si pone davanti ad alcune situazioni. Mi permetta di fare un esempio molto banale e semplice: se io vedo una signora grassa che scivola su una buccia di banana, posso ridere trovandola buffa o pensare “ poveretta magari si è rotta il femore “. L’episodio può quindi suscitare nell’osservatore ilarità o compassione, due attitudini diverse”.
- Vi rivedremo in televisione?
“Questo ancora non si sa, ci sono delle trattative in corso ma è ancora tutto da definire. Devo dire però che la televisione ha dimenticato da molto i programmi di qualità”.