Per compiere il suo lavoro, Ewa-Mari Johannson ha vissuto quasi due mesi con questo popolo. La sola idea mi fa sorridere di gioia. Mi sono immaginata lei, alta, bionda, diafana, mescolarsi in mezzo a tutti questi contrasti. Vincendo le diffidenze, affidandosi a pochi scatti, si deve essere soffermata su molti occhi fieri, su gesti di ogni giorno tanto semplici da sembrare ancestrali. E li ha portati fino a noi, in un clic.
Per raccontarci un’Africa vista dalle sue donne. Femmine affascinanti, spirituali, che con qualche ornamento e una stoffa annodata dietro la nuca sembrano decisamente più belle di noi.