Bardolino - Lago di Garda

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Bardolino

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


Già capoluogo di distretto e di mandamento, sulla sponda veronese del Benaco, fra Lazise e Garda, Bardolino è oggi comune ad economia prevalentemente turistica, anche se le attività agricole vi continuano ad allignare rigogliose, producendo soprattutto quei vini che hanno reso giustamente famoso il toponimo in tutto il mondo. La popolazione è oggi concentrata nel Capoluogo. Poche persone abitano ormai i casolari sparsi, caratteristici di un’architettura rurale con esempi di singolare bellezza.
La zona, abitata fin dalla preistoria, ha restituito testimonianze notevoli della presenza d’abitanti palafitticoli. Alcuni fanno risalire le origini di Bardolino al mito di Troia; altri ne derivano l'origine da Pardali figlia di Virgiliano Aulete. La colonizzazione romana vi è testimoniata: monete, cippi, lapidi, genietti funerari furono in varie occasioni qui rinvenuti.
Anche Bardolino fu soggetta alle invasioni dei Longobardi e al dominio dei Franchi, e sembra che in conseguenza dell'invasione degli Ungari, le sponde del lago siano state fortificate con la costruzione di rocche e castelli, a scopo di difesa.Nel Medioevo, Bardolino fu uno dei principali comuni lacustri, divenendo poi fortificata cittadella scaligera, resti della quale sono ancora visibili. Le mura medievali resistettero fino all’Ottocento e furono demolite in parte quando si costruì l'attuale chiesa parrocchiale (1830-1844) e poi all'epoca della costruzione della ferrovia Verona-Garda.
A Bardolino ha avuto i natali Cesare Betteloni, dolcissimo poeta ed entusiasta cantore del suo Garda, davanti le cui onde azzurre volle, in un giorno di sconforto, trovare morte prematura.

DA VEDERE
Il castello.
Del primitivo castello di Bardolino poco si conosce, anche se si ritiene che, sul finire del IX secolo, re Berengario, incapace di respingere gli Ungari, abbia consentito di costruire rocche e fortilizi a difesa dei paesi lacustri. Con gli Scaligeri, il castello fu rifatto ed ampliato organicamente, con mura robuste rinforzate da torri, spalti e merlature: circondato da un fossato, comunicava, attraverso porta San Giovanni (o superiore) a nord con Garda e con porta Verona (o inferiore) a sud-est. Una delle più antiche carte topografiche del lago rappresentano Bardolino in dimensione quasi quadrata, che comprende il porto fra due speroni che si protendono verso il lago, una torre nell'angolo sud-est sopra porta Verona del castello, la piazza caseggiata e nel fondo il campaniletto acuspidato di San Nicolò. Come si è detto, soltanto pochi resti del castello e delle fortificazioni di Bardolino sono oggi visibili: le due porte d'accesso e la mozza torre rettangolare sul lungolago.

Le chiese.
  • Quella di San Zeno è una piccola chiesa che fu dedicata al Santo patrono e che risale all'ottavo o nono secolo. La cappella di san Zeno ha la forma di croce e la volta a botte. Nel tamburo è racchiusa una volta a crociera che probabilmente è originale. I capitelli delle colonne della chiesa sono molto simili a quelli d’altre chiese lombarde; si suppone quindi che siano state costruite da maestranze provenienti dalla vicina Lombardia.
  • Ben conservato - anche per una serie di restauri - è il complesso romanico della chiesa di San Severo (sec. XII), con importanti cicli d’affreschi e resti di una cripta altomedievale. La chiesa, non più officiata, rimase a lungo in uno stato abbandono. Nel 1869 divenne proprietà del Comune e fu trasformata in teatro. Lavori di restauro furono iniziati nel 1927 con la demolizione dell'abside maggiore, quadrata. Si continuò poi lo scavo della cripta e, nel 1932, si ricostruì sulle fondamenta antiche l'abside maggiore.
  • La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Nicolò e Severo e fu rifatta (sopra l'antica eretta pare nel sec. XV) nel 1842, in stile corinzio con ampio pronao su disegno di B. Giuliari. L’interno ha pregevoli pitture di G. Bevilacqua.
  • Poco lontano dal paese, si trova la bella chiesa di Santa Maria della Disciplina, del 1396. Qui è l'arca sepolcrale di Fermo Fermi, appartenente a famiglia bardolinese, illustre per casato ed opere.
  • Altre chiese sono sparse per la campagna. A Corteline, in desolato abbandono, giace la chiesetta romanica di San Vito (sec. XIII), col piccolo campanile a bifora: essa dipendeva dal monastero di San Colombano e rimase abbandonata nel secolo XVII.
  • Al confine fra i Comuni di Bardolino e Garda è una chiesa del sec. XII, dedicata a San Pietro.
  • Sulle colline si trova l'eremo con la chiesa di San Giorgio, che sottentrò ad un’omonima più antica, dal 1530 soggetta al priorato di San Colombano. Quando questa fu abbattuta, i Camaldolesi ne edificarono una nuova, nel 1669.
  • In località Paerno, si trova un oratorio dedicato a San Francesco, del sec. XVII, ed il sacello dedicato a San Zeno, che risale all'VIII-IX secolo e che è uno dei più interessanti monumenti dell'architettura carolingia veronese e dell'Italia settentrionale.


Le ville.
  • Villa Rizzardi-Guerrieri, ottocentesca, di non alto valore architettonico, fu costruita sull'area di altra più antica. Con un bel portale classico d’accesso al giardino dal paese, ha di notevole il parco, prospiciente il lago, con resti d’antico castello o fortilizio.
  • Villa Bassani Raimondi, non presenta particolari pregi architettonici (risale, infatti, al primo Ottocento). Era però apprezzata, fino a pochi decenni fa, per un denso parco, devastato dalla guerra e dall’incuria.
  • Anche villa Giuliari-Gianfilippi, ottocentesca, non ha particolare interesse architettonico; però possiede un bel parco, disteso lungo il lago, nella parte meridionale della baia di Bardolino, al quale fa riscontro il parco dei Bottagisio.
  • Villa Bottagisio, infine, sul lungolago, è una costruzione ottocentesca piuttosto ibrida, anch'essa con un bel parco che si stende lungo il lago ed occupa tutta la parte settentrionale della baia di Bardolino.
  • Casa Ottolenghi è recente, essendo stata iniziata nel 1974, su progetto di Carlo Scarpa. La villa poggia e si impernia su nove pilastri d’ordine “gigante”, formati da dischi di diverso materiale e colore. Il tetto, a terrazze, armonizza con l’ambiente e sembra continuare il declivio che unisce la villa al colle retrostante.
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Bardolino - Commenti [1]

Salve volevo sapere come fare per visitare Villa Ottolenghi a Bardolino, sempre sia possibile, grazie.
Piero, Giovedì 10 Settembre 2009 - 15:47
 
 

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