Punta San Vigilio - Lago di Garda

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Punta San Vigilio

Lago di Garda / Italia
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Cenni storici


All’estremità del Golfo di Garda, ultima propaggine sud-occidentale del Monte Baldo, sta Punta San Vigilio, luogo fra i più celebrati e più romantici del Garda. Delle origini di questo luogo, poco si conosce, ma è certo che in epoca romana era già abitato: ne fa fede una lapide, attualmente custodita al Museo Lapidario Maffeiano di Verona; secondo questa lapide, esisteva “in loco” un tempietto consacrato a Benaco, divinità pagana. La Punta di San Vigilio è una meravigliosa gemma di squisita bellezza, incastonata fra il monte ed il lago. Sul fianco nord della penisoletta, la Baia delle Sirene ostenta la meraviglia di una tavolozza che cambia continuamente colore. Punta San Vigilio non ha storia, o meglio, la sua storia si confonde con quella di una villa costruita da un uomo solitario, amante della pace, della bellezza e degli studi: il suo programma di vita era sintetizzato nel motto: “Beatus ille qui procul negotii” (beato chi vive lontano dalle preoccupazioni materiali).
La villa fu luogo di soggiorno d’illustri ospiti, tra cui Pietro l’Aretino, Maria Luisa d’Austria, lo zar Alessandro II, Winston Churchill, l’attore Laurence Olivier, Carlo d’Inghilterra e Juan Carlos di Borbone. Innumerevoli gli artisti e i poeti che visitarono San Vigilio e s’ispirarono al paesaggio. Ricordando momenti passati alla Punta, un anonimo poeta così scrisse:

Ancora una volta
ho riposato
all’ombra del mirto
e degli ulivi.
Ancora una volta
qui sul promontorio
fra lago e monte
ho visto passare
come rapido sogno
e increspar l’acque
l’ombra delle sirene
e dei cipressi antichi.


NATURA ED ARTE
Ovunque, appare una squisita nota d’umanesimo: dal belvedere con i dodici Cesari, all'Adamo ed Eva del Campagna al giardinetto di Venere al bassorilievo d’Apollo e Dafne: ovunque statuette simboliche e scritte latine ed allegorie. La villa, già proprietà del Conte Guarienti, ha poco discosto una caratteristica locanda che si specchia nell'acqua di un porticciolo. Essa fu costruita nel sec. XVI da Agostino Brenzone, buon umanista lodato dall'Aretino, oltre che famoso giureconsulto e filosofo, che qui compose un trattato "Della vita solitaria".
Tradizione vuole che della semplice costruzione a logge e del bellissimo giardino all'italiana abbia dato i disegni Michele Sammicheli. Sono annesse alla villa altre fabbriche di quell'epoca, tra cui una chiesetta - più volte restaurata, ma d'origine molto antica - e un altro edificio a doppia loggia, che dà sul lago presso il pittoresco porticciolo e che è adibito ad albergo. La chiesetta è dedicata a San Vigilio, vescovo di Trento che – sul finire del IV secolo, convertì le genti del lago al cristianesimo. Stupendi sono il viale d'accesso, con duplice fila di cipressi secolari, e l'oliveto adiacente. Nel giardino, molto ben curato, vi è dovizia di busti, statue, lapidi con iscrizioni latine e italiane, che stanno tuttora a testimoniare la cultura e il gusto del fondatore della villa. Le statue sono quasi tutte di Gerolamo Campagna.
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