Torbole e Nago - Lago di Garda

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Torbole e Nago

Lago di Garda / Italia
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CENNI STORICI
Già abitato in epoca preistorica, Torbole è stato per secoli un paesino di pescatori, fino all’esplosione del turismo di massa, verificatasi nel secondo dopoguerra. Gli avvenimenti importanti per Torbole, sono sostanzialmente due:
- Nel 1439, al tempo della guerra con i Visconti di Milano, Venezia si trovò nella necessità di disporre di una flotta militare sul Garda. Contrastando la flotta viscontea, che da Riva del Garda spadroneggiava sul lago, Venezia avrebbe potuto aiutare Brescia assediata dai Visconti. D’altra parte, le navi veneziane non potevano risalire il Mincio, perché il fiume era controllato dai milanesi: non restava che la via di terra. Una flottiglia di navi da guerra veneziane risalì l’Adige fino a Ravazzone presso Mori. Come racconta lo storico Sebellico, sei galee e venticinque barche furono trainate con sforzo titanico lungo la valle del Cameras, fino al lago di Loppio. Attraversato il passo di San Giovanni, la flotta fu quindi fatta scendere nelle acque di Torbole. (Dopo una prima sconfitta, subita a Maderno, i Veneziani costruirono sei nuove galee e, nel 1440, sconfissero i milanesi presso Riva).
- Il 4 settembre 1786, arrivò a Torbole il poeta tedesco Goethe. Per la prima volta sente parlare in modo vivo la prediletta lingua italiana; per la prima volta vede la flora mediterranea, gli oliveti “carichi di frutta”. La bellezza del incantò Goethe e gli dette l’ispirazione per cominciare la sua Ifigenia. Goethe descrisse Torbole nel suo diario di viaggio: fu il primo passo per far conoscere nei Paesi del nord il lago di Garda e le sue meraviglie. La sosta di Goethe è ricordata da un medaglione di bronzo in Piazza Vittorio Veneto.

DA VEDERE
  • La chiesa di Sant'Andrea. E’ considerata fra le più antiche del Lago di Garda, essendo nominata in una bolla pontificia del 1183. La struttura primitiva è stata completamente rovinata dalla ricostruzione, in stile barocco, della fine dei Seicento. All’interno si trova la pala del Martirio di Sant'Andrea, capolavoro del pittore veronese Giambettino Cignaroli (1741).
  • Il centro di Torbole. Angolo pittoresco del centro è dato dal porticciolo, ove si può ammirare la casetta del Dazio, d’epoca veneziana. Interessante è anche Casa Stefanelli, con bei portici a sesto acuto. Sulla penisola, sorge Casa Beust, che fu ritrovo d’artisti nel secondo dopoguerra.
  • Il castello di Penede. Presso Nago, sulla sommità della rupe che sovrasta Torbole, si scorgono ancora i resti del castello di Penede. Sembra che Penede sia stato sede di un castelliere preistorico; certamente fu trasformato in fortificazione all’epoca romana. Nel medioevo fu sede del gastaldo del vescovo di Trento, poi la sua storia è dominata dai conti d’Arco e dagli Scaligeri. Il castello fu teatro di lotte tra guelfi e ghibellini, feudo dei guelfi bresciana e dei Castelbarco. Infine, fu distrutto nel 1703 dalle truppe dei generali Vanbecourt e Vendôme.
  • Le "Marmitte dei Giganti". Sulla strada che da Torbole sale verso Nago, s’incontrano le “Marmitte dei Giganti”, conosciute anche come “pozzi glaciali”. Il luogo era abitato in età preistorica. Questi massi enormi e levigati testimoniano l’antico dominio dei ghiacciai, che venticinquemila anni fa ricoprivano l’arco alpino. Si tratta quindi di un antico e straordinario monumento naturale, formato dall’erosione delle acque e dal rotolare di sassi, porfido, granito ed altre pietre moreniche trasportate dal ghiacciaio.
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