Badia Calavena - Lessinia

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Badia Calavena

Lessinia / Italia
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CENNI STORICI

I primi dati sicuri risalgono al 1040 (ma sono stati trovati reperti anche risalenti all'età del Ferro); nel secolo XI fu sotto la giurisdizione dei Vescovi di Verona, e l'allora vescovo germanico Walterio fece costruire un castello (1037-52) sul colle San Pietro distrutto nei periodi successivi.
Sulle sue rovine fu costruito un Monastero, i cui possedimenti si estesero rapidamente, abitato dai monaci tedeschi dell'Ordine di San Benedetto. Nel 1185 Papa Lucio III visitò la costruzione e nell'occasione consacrò la Chiesa.
Il nome di Badia Calavena è forma accorciata dell'espressione badia di Calavena (o badia della Calavena). Con essa s’indicò la celebre abbazia sul colle di San Pietro; com’è noto, badia è sinonimo di abbazia. I cimbri chiamano il paese Kam'Abato, che letteralmente significò "dall'abate"; si tratta di un ibrido cimbro-veronese, composto da Kame "presso il" e dell'antico venabado pronunciato alla tedesca. La suddetta abbazia fu detta della "Calavena" perché fondata nel territorio detto Calavena, ampio tratto della vallata che andava da Tregnago fino all'attuale Badia ed oltre.
In un atto del 10 gennaio 1333 si cita una lite tra il monastero e gli abitanti di Badia, per questioni di pascoli e di terreni. Nel 1390 i montanari della zona seppero respingere le truppe di Carraresi. Il paese svolse un ruolo importante nella storia dei XIII Comuni e nel 1405 passando dalla Signoria di Verona alla Repubblica Veneta, unendosi agli altri comuni dei monti Lessini, dà vita al "Vicariato della Montagna dei Tedeschi o del Carbòn". Altre liti con il monastero si ebbero nel '500, quando gli abitanti cercarono di sfruttare la decadenza dell'Abbazia.
Nel 1797 sotto il dominio francese, Badia Calavena diventa centro del "Distretto della Montagna". Tra gli episodi rimasti ne/la tradizione popolare del paese, vanno ricordati, in particolare, la peste del 1630, il disastroso terremoto del 1892, che fortunatamente non provocò vittime, e l'inondazione, dovuta allo straripamento del Progno, nel 1882.

DA VEDERE

  1. L’Abbazia, nome dal quale deriva quello di Badia Calavena, è stata costruita tra il 1424 e il 1435 dall’abate veronese Maffeo Maffei, ricco nobile e giovane (due anni) abate di belle speranze che, in effetti, lasciò solo dopo nove anni Badia per la meno solitaria abbazia di San Fermo Minore, a Verona. Il monastero maffeiano, che ingloba anche edifici più antichi e si apre sulla piazza del paese, veniva a sostituire la più antica sede, che già intorno all'anno Mille sorgeva sulla vetta del Monte San Pietro e di cui oggi rimangono solo poche tracce. Il complesso fu poi ceduto alla Congregazione di Santa Giustina di Padova e alla Congregazione Benedettina di San Nazaro di Verona. L'edificio, a pianta quadrata, sorge intorno ad un chiostro di cui resta solo il lato meridionale, la facciata cioè della canonica "tanto ammirata per la su gentilezza di disegno". Quanto resta ora del monastero è rovinato dal tempo, dalle guerre, dai terremoti e dall'incuria; il lato sud è una casa colonica, quello ovest un'abitazione. Si deve poi aggiungere la dispersione, anche di recente, di arredi preziosi e la distruzione di carte del ricchissimo archivio, sia perché trasferite presso l'Archivio di Stato, sia perché andate smarrite.
  2. La chiesa parrocchiale invece fu costruita nella prima metà dell'Ottocento, e ospita dipinti dell'Orbetto: una tela con la Vergine tra San Carlo e Sant'Antonio e del Cavazzola.
  3. Sul territorio sono numerose le sculture e le pitture, realizzati grazie alla fede ed alla pietà religiosa degli antenati, tra cui una colonna raffi-gurante la Vergine con il Bambino a Valcasara di Sotto, un'edicola murata ai Sàntoli con la raffigurazione di un Crocefisso tra due Marie.
  4. Numerosi affreschi si trovano sull'esterno ed anche all'interno delle abitazioni, in particolar modo a Sant’Andrea.
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