Confini e Valli - Lessinia

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Confini e Valli

Lessinia / Italia
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Situata per la maggior parte nella provincia di Verona e, parzialmente in quella di Vicenza, chiusa a Nord dalla profonda e selvaggia Valle dei Ronchi e dal maestoso gruppo del Carega, delimitata ad Est dalla Valle del Leogra, a Sud dal corso dell’Adige e dall'alta pianura veronese e ad Ovest dalla Val Lagarina, la Lessinia è quasi un'unità a sé stante nell'ambito delle Prealpi Venete. La solcano numerose valli che dagli alti pascoli scendono e si spiegano a ventaglio verso Verona e la pianura. Procedendo da Ovest verso Est, troviamo le valli di Fumane, di Marano e di Negrar (che insieme costituiscono un’unità che ha più carattere storico che geografico: la Valpolicella) e poi le valli Pantena, di Squaranto, di Mezzane, d'Illasi, le valli Tramigna, d'Alpone, di Chiampo e dell’Agno. Le sue alture ad Ovest rientrano nelle Prealpi Venete, con cime tra i 1500 e i 1800 m., e il gruppo del Carega a Nord-Est (che supera i 2200 m.). La fascia centrale si attesta invece tra i 1000 e i 1300 metri. Il territorio rientra soprattutto nei confini della provincia di Verona e in parte minore in quelli delle province di Vicenza e di Trento.
Dal punto di vista geologico, il territorio si caratterizza per la presenza di rocce sedimentarie e rocce vulcaniche. Acqua, ghiaccio e vento hanno nel tempo dato origine ad una consistente erosione, che si manifesta anche in svariati fenomeni carsici (con doline, grotte, voragini) e varia modellazione delle rocce. Il clima è mite e temperato, perché la zona è riparata dai venti del Nord grazie alle cime settentrionali. Le zone inferiori godono poi di un clima relativamente asciutto. La dolcezza del clima ha consentito la coltivazione d’alberi da frutta, e vegetazione spontanea di lecci, frassini, roverella ecc. Tra i 500 e i 900 m. compaiono castagneti e querceti, mentre più in alto c'è la faggeta, accompagnata da abete rosso, larice, betulla. Dai 1600 m. iniziano i pascoli.
L'intenso utilizzo da parte dell'uomo e la caccia hanno ridotto di molto la consistenza del patrimonio animale. La zona (abitata fin dal Paleolitico) infatti, è stata oggetto di un consistente sfruttamento, inizialmente di tipo unicamente forestale (per il legname e il carbone) e poi anche per ricavare pietra da costruzione. Tale fenomeno, storicamente, si è connesso all'insediamento di una colonia bavaro-tirolese, iniziato nel XIII secolo. Il fenomeno s’intensificò nel 1700, per opera di mercanti veronesi. L'insediamento di queste popolazioni d’origine germanica interessò in particolare le zone più alte dell'altopiano (i c.d. Tredici Comuni), non abitate dalla popolazione autoctona, che si concentrava nelle parti basse, dove era arrivata la colonizzazione romana. Questi Comuni detti Cimbri godettero per secoli di una certa autonomia, concessa in ragione della povertà delle popolazioni e del servizio militare di controllo dei passi che questi svolgevano. Della cultura, della lingua e delle tradizioni di quei popoli germaniche restano oggi ancora alcune tracce e qualche elemento di vitalità.
La natura e la cultura delle popolazioni insediate in questo territorio, il modo di vivere e di lavorare hanno plasmato col trascorrere dei secoli un paesaggio molto particolare, che oggi si tenta di preservare e valorizzare grazie all'istituzione del parco regionale dei Monti Lessini.
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