Sengia Sbusa - Colombare - Ponte di Veia - Spluga della Preta - Grotta del Ciabattino - Lessinia

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Sengia Sbusa - Colombare - Ponte di Veia - Spluga della Preta - Grotta del Ciabattino

Lessinia / Italia
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La Sengia Sbusa è situata nell'alto versante occidentale della Valpolicella. Si può arrivare in automobile nelle sue immediate vicinanze sia da S. Peretto di Negrar, sia da Montecchio. È uno dei tanti monoliti carsici presenti nella zona. Si chiama «sbusa» perché nella sua parte sommitale si apre un piccolo antro. Sul Iato orientale si nota un enorme solco carsico parietale. Il complesso carsico è abbellito dalla presenza di un altro grande monolito, da vari ripari sotto roccia e da un arco naturale. Il potente strato calcareo che ospita tutte queste morfologie è d’età medioeocenica e poggia su una consistente colata lavica basaltica sottomarina, la cui friabilità facilita l'arretramento, per crollo, della massiccia bancata calcarea sovrastante.
Un analogo complesso calcareo eocenico, ricco di morfologie carsiche, è quello delle Colombare, situato poche centinaia di metri a nord della Sengia Sbusa. Esso è famoso come stazione preistorica del periodo eneolitico (circa 5.000 anni a.C., all'inizio della civiltà dei metalli).
Il Ponte di Veia si può raggiungere in automobile ed in pullman attraverso la Valpolicella, seguendo preferibilmente la strada Fane-Schioppo-Giare. Il Ponte di Veia è un grandissimo ponte naturale, costituito dall'architrave d'ingresso di un antico cavernone carsico. L'architrave è rimasto isolato in seguito ai crolli progressivi della volta centrale della caverna. I piloni del ponte sono costituiti da calcari mal stratificati, fittamente fessurati e solubili, che i geologi indicano con il nome di calcari oolitici del Dogger, mentre il tratto superiore dell'arcata è costituito dai calcari lastriformi del Rosso ammonitico, dotati di una grande capacità portante. Il Ponte è un fenomeno carsico ricco di morfologie. Esso e, infatti, accompagnato da grotte, ripari e cascate, massi di frana, solchi carsici e da un grande pozzo di crollo. La Grotta A di Veia, che si apre sul Iato settentrionale del Ponte, sotto la protezione dell'arcata, è un chiaro esempio di grotta di tipo caldo. Essa, infatti, ha l'ingresso in basso e si sviluppa in leggera salita. L'aria fredda invernale, essendo più pesante di quella contenuta nella grotta, non può penetrarvi, mentre quella calda e più leggera estiva può farlo. La disposizione in salita favorisce l'accumulo del calore geotermico, proveniente dagli strati calcarei sottostanti.
Il Ponte di Veia ha fornito molti reperti fossili di mammiferi del periodo Quaternario, e testimonianze della presenza dell'uomo fin dai più lontani tempi della preistoria.
La Spluga della Preta si raggiunge in automobile seguendo la strada che parte da Fosse. È uno dei più profondi abissi carsici del mondo. Si apre in superficie con una dolina ad imbuto larga 18 m e profonda 15. La seguono poi tre grandi pozzi verticali, profondi rispettivamente 131, 108 e 88 m. A circa 400 m dalla superficie, si incontra un lungo stretto cunicolo oltre il quale segue una serie di sale, gallerie e pozzi minori, fino a toccare la profondità di 876 m. Oggi sappiamo che i primi grandi pozzi della Spluga della Preta si sono formati alcuni milioni di anni or sono, quando la situazione topografica della zona era assai diversa da quella attuale. La dolina ad imbuto che dà accesso all'abisso si è invece formata recentemente.
A soli 200 m a sud-ovest dell'ingresso della Spluga della Preta si apre la grande Grotta del Ciabattino, che ha un’origine analoga a quella della Spluga, ma che rispetto ad essa rappresenta uno stadio più avanzato. All'inizio della primavera presenta nel suo interno, nei punti di stillicidio, numerose formazioni stalagmitiche di ghiaccio e durante l'estate offre a lungo il fenomeno delle fumate, dovuto alla condensazione del vapore acqueo contenuto nell'aria esterna, che a contatto con l'aria fredda interna, raggiunge il cento per cento di umidità relativa. Le stalagmiti di ghiaccio si formano perché la grotta, avendo l'ingresso in alto, è di tipo freddo. L'aria esterna fredda e pesante penetra d'inverno nel fondo della caverna, formato da massi di crollo e lo trasforma in un frigorifero naturale.
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