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CENNI STORICI

Il comune di Vestenanova comprende le località di Castelvero, Vestenavecchia, Vestenanova e Bolca, che in antico erano autonome. Poco si sa dei tempi preistorici e romani: la storia della zona inizia dopo il 1000. Nel 1145 il toponimo “Castrum Vetus” appare nei documenti della vertenza legale che contrapponeva il monastero di San Mauro di Saline al canonicato di Badia Calavena. Il toponimo sembra indicare che in quel luogo sorgeva un antico fortilizio (castrum). In periodo scaligero, il feudo era dominato dai Mezzagonnella, che costruirono un castello nelle vicinanze del monte Castellano: in epoca veneziana, la “villa” passò sotto la giurisdizione della famiglia veronese dei Da Campo.
Anche Vestenavecchia, sicuramente esistente nel 1145, divenne feudo dei Mezzagonnella in età scaligera. Nel 1414, Vestenavecchia e Vestenanova – che facevano parte del Vicariato della Montagna – passarono sotto la giurisdizione della famiglia veneziana degli Emo. Sulla strada fra Vestenanova e Bolca, gli Emo edificarono la “Corte” che – abitata dal castaldo e dal massaro, era visitata di tanto in tanto dai signori. Per posizione e funzione, la “Corte” favorì lo sviluppo di Vestenanova e la sua progressiva autonomia dall’originario nucleo di Vestenavecchia. Vestenanova si ingrandì e divenne capoluogo di un comune circondato da molte piccole frazioni montane. La popolazione abitava in case modestissime, con il tetto di paglia, e viveva in condizioni misere: uniche fonti di sussistenza erano l’agricoltura, la pastorizia, e qualche attività artigianale, come la fabbricazione della carbonella e la lavorazione del legno.
Bolca era una “villa” apparteneva già dal X secolo al convento di Badia Calavena. Nel 1410, essa passò sotto il dominio della Serenissima, e fu compresa nel Vicariato di Tregnago. Intorno al 1555, si diffuse la prima notizia sui famosi fossili: col crescere dell’interesse scientifico, ebbero inizio gli scavi e le ricerche che durano tutt’ora. Nel 1785 Bolca divenne vicariato autonomo.

DA VEDERE
  1. A Vestenanova, Villa Emo, costruita nei primi decenni del 1400. Questa villa, più che per le caratteristiche edilizie, andate in buona parte perdute, è importante come esempio di tipologia d’insediamento in zona alto collinare. La corte chiusa, con un solo accesso, la casa padronale disposta a Sud e la balconata verso valle, gli annessi a formare due ali che chiudono la corte, è molto simile nell'impostazione alla villa Balzi-Tanara di San Giovanni Ilarione. La parte architettonica più notevole è nel sottile corpo su cui si apre il volto d’ingresso alla corte, che si prolunga verso Sud con forme quasi di fortilizio. La villa e' in cattivo stato di conservazione.
  2. A Bolca, il Museo dei Fossili.
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