Mori - Monte Baldo

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Monte Baldo / Italia
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CENNI STORICI Mori, e la Valle del Càmeras in genere, per la sua particolare situazione geografica fu naturale via di collegamento tra le regioni atesina e gardesana e quindi abitata e frequentata già in epoca preistorica. Notevoli stazioni preistoriche si distribuiscono tutto attorno al centro abitato come a Castel Corno sulle pendici nord orientali del Monte Giovo, alla Caverna del Colombo, al castelliere di Monte Albano. I ritrovamenti vanno dal neolitico all'età del bronzo. Profonda anche la romanizzazione, che si sovrappose ad una radicata e secolare celtizzazione, ancora riconoscibile nella toponomastica. Mori appare per la prima volta documentata nell'845. Nel Medioevo la zona fu soggetta ai Castelbarco di Monte Albano. Quindi fu occupata dai Veneziani nel 1439, quando già dal 1411 Brentonico, Ala, Avio e poi la stessa Rovereto, erano stati ceduti nelle loro mani. Mori diventò così uno dei Quattro Vicariati, zone così dette dai vicari che vi amministravano la giustizia. Questa entità secolare armonizzò l'unità socio-economica della regione. Nel 1891 fu inaugurata la ferrovia Mori-Arco-Riva, che diede un forte impulso alle attività economiche di Mori, quindi alla commercializzazione dei prodotti dell'attività agricola e artigianale. Pur non essendo borgata schiettamente turistica, la città di Mori si giova di un discreto flusso di transito, sul quale ha avuto un certo sviluppo il commercio di prodotti tipici.

ARCHITETTURA ED ARTE
Le chiese
  1. La chiesa di Santo Stefano è un monumentale edificio con alto campanile. Dal 1180, ha subito vari ampliamenti e restauri. L'interno è ad una navata con volta dipinta nel 1890. L'altare maggiore è dei Benedetti di Castione (1691-1761) con statue di D. Molin da Wangen, la pala di Santo Stefano del pittore G. Antonio Poch (1822), quella di Santa Caterina è dell'artista vicentino F. Verla (1518).
  2. La chiesa della Confraternita del SS. Sacramento, risalente al 1708, sorge sul piazzale di Santo Stefano. L'aula è quadrangolare con statue in nicchia, la volta ovoidale a stucchi e dipinti.
  3. Caratteristica è la zona di Monte Albano, ove si sale percorrendo una strada lastricata. Insieme al panorama, presenta l'attrattiva del Santuario (restaurato nel 1957) con pozzo ed eremo.
  4. Sul Dos si trova la chiesetta di San Biagio, del XIII secolo. Fu danneggiata dalle artiglierie italiane nel 1916 e nel 1944 ridotta a ruderi da una bomba d'aereo. Resta il bel campanile romanico.
I palazzi
  1. Piazzale Santo Stefano è chiuso ad est dalle forme settecentesche di Palazzo Salvadori. La zona è caratterizzata da edifici rustico-signorili, ravvisabili soprattutto nei rioni Ghetto, Villanova, Làmbel e in via Teatro.
  2. Sulla medesima piazza dà il settecentesco Palazzo Salvotti, con portale stemmato. Vi sono inoltre casa Dalrì, del '700, rinnovata nel 1823; Casa Borghesi ed il complesso delle Case Bianchi, presso piazza Ca' de l'Ora (il Convento) con elementi medievali, loggiato del '700 e delle porte del '500.
  3. Presso il Santuario di Monte Albano, sono i ruderi del castello dell'XI secolo, distrutto nel 1439 dai Veneziani.
  4. A sud di Mori Vecchio, su di un macigno di frana, sono i ruderi di Castel Corno, del XII secolo, che aveva pianta quadrangolare.


ATTRATTIVE
Attrattiva ormai internazionale è quella della Via Attrezzata di Monte Albano: un impegnativo percorso su roccia, realizzato dalla locale S.A.T. nel 1976 e attrezzato con 190 metri di funi metalliche e con pioli. Il tracciato si sviluppa per quasi 500 metri e supera la parete rocciosa sovrastante il Santuario di Monte Albano. E’ affiancato da un più facile percorso attrezzato per il rientro.
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