Torri del Benaco - Monte Baldo

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Torri del Benaco

Monte Baldo / Italia
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CENNI STORICI
Adagiata sulla riva del lago, verso il quale protende il suo antichissimo porto, Torri è una delle perle del Benaco, provvista ancor oggi, come Sirmione, Lazise e Malcesine, di cinte murarie. Durante i lavori per la costruzione della banchina, spuntarono dall'acqua pali che presentavano tracce d'incendio e che furono ritenuti palafitte. Altre testimonianze di queste antiche ere sono offerte dalle cosiddette incisioni rupestri che, sono state trovate lungo le pendici del Baldo. Già abitata e fortificata da popolazioni soggette a Roma imperiale, la cittadina ha conservato, come poche altre del lago, il suo centro storico, pur se circondato dallo sviluppo edilizio degli ultimi decenni.
Rilievo nella storia di Torri ha avuto anche la tavola di Cles, che è legata al nome dell'imperatore Claudio: la tavola avrebbe avuto il merito di ricordarci l'antico nome dei Tulliassi, di cui Torri poteva costituire il capoluogo. Ma la tesi è stata recentemente sfatata. D’estremo interesse per la storia di Torri è invece senz'altro il lungo periodo della dominazione scaligera, con l'opera di fortificazione del castello e l'incoraggiamento di molte iniziative economiche. Gli Scaligeri, riprendendo probabilmente un circuito esistente fin dal sec. X, guardarono a Torri come nodo del controllo del Garda: la sua darsena fortificata, baricentrica a Malcesine e a Lazise, era, infatti, troppo importante per essere trascurata.
Ma il fatto più notevole – da mettere nel giusto rilievo – è l’istituzione del Capitanato del lago e della Corporazione degli originari, con sede all'attuale Hotel Gardesana di Torri. Il Consiglio territoriale della Gardesana, che si riuniva a Torri, oltre che a Malcesine, affonda le sue radici sempre nel Medioevo. Venendo invece a tempi più vicini, va detto che Torri visse soltanto di riflesso le giornate del glorioso periodo risorgimentale, dall'epoca napoleonica fino all'annessione del Veneto all'Italia. Uomini illustri della cittadina furono l’umanista Domizio Calderini, il botanico Gregorio Rigo, il beato Filippo Malerba e lo studioso Luigi Eccheli.

DA VEDERE
Le incisioni rupestri.
Da San Vigilio a Malcesine, sulle pendici del Monte Baldo, sono state scoperte di recente, molte incisioni rupestri. I temi preferiti dagli antichi illustratori di pietre sono le armi, i guerrieri, le figure umane, le croci, le figure geometriche, le barche, i giochi, gli animali. Autori delle incisioni sono probabilmente pastori, ma anche soldati, viandanti, cacciatori, gente tutta comunque che ha lasciato sulla roccia messaggi sempre genuini e non retorici: dalle età antiche tali disegni si sviluppano, attraverso il Medioevo, fino ai nostri giorni.

Il castello.
Il nome del comune (anticamente Castrum Turrium e Tulles) deriva dalle torri del castello scaligero che ne costituiscono il lato sud. Il castello fu ingrandito e rafforzato nel 1383 da Antonio della Scala, usufruendo delle mura di un altro preesistente ai tempi di Berengario. Tre sono le torri; la più antica è quella in pietrame quasi al limite della sponda, la mediana è tutta scaligera, la terza è una specie di mastio in tufo e cotto. AI castello di Torri, centrale al sistema fortificatorio della Riviera Superiore del Garda, prima ancora che a Malcesine, fece capo la cosiddetta "Gardesana dell'Acqua". Il complesso si compone di sparsi resti di torri e di mura e di una rocca vera e propria, munita di tre torri: una in pietrame sul lago, d'origine romana; due altre sulla costa, dovute ad Antonio della Scala (1383). Si tratta di un'opera di difesa che ha comunque origini antichissime.

Le chiese.
  • La chiesa di Torri è nominata già in una bolla del 1145. Nel 1460 essa era già sede di una parrocchia dedicata ai Santi Pietro e Paolo. La chiesa attuale, sul piazzale antistante il lungolago, vicino ad una delle torri del Castrum, fu eretta a quanto pare sui ruderi di un'altra chiesa preesistente, molto più piccola. Terminata verso il 1730 e consacrata nel 1812, ha bei marmi sui cinque altari e buoni dipinti di S. Aragonese, F. Cappelletti, F. Cignaroli e Rotari. Anche il campanile fu costruito agli inizi del sec. XVIII, sulla base di una torre delle mura attribuite a Berengario. Davanti alla parrocchiale vi è traccia di un battistero ottagonale.
  • E' da ricordare anche la chiesetta della Trinità che fronteggia il castello in piazza Calderini. Costruita nel sec. XIV, pare servisse per le cerimonie religiose che si celebravano quando si riuniva il Consiglio della Gardesana. Essa conserva alcuni affreschi quattrocenteschi abbastanza ben conservati. Ora è dedicata ai Caduti di tutte le guerre.
  • Antica è la chiesa di San Giovanni al cimitero, poco fuori del paese, ed ora ridotta a magazzino. Le sue porzioni murarie più antiche sembrano romaniche. Fu poi ampliata nella prima metà del sec. XVIII. Conserva tracce degli affreschi trecenteschi attribuiti a certo Giovanni (o Bartolomeo) da Bardolino e tracce di un affresco quattrocentesco attribuito al Morone.
  • Ancora si segnala la chiesa di Sant'Antonio sulla strada che porta al minuscolo abitato di Coi. Le sue murature più antiche risalgono al Trecento. Venne anch'essa ampliata: precisamente nel 1678 e in quell'occasione cambiò probabilmente il titolare che prima di Sant'Antonio era la Madonna (Santa Maria delle Tezze). Sulla parete che guarda verso la strada un affresco assai interessante raffigura l'abitato di Torri come doveva essere verso il 1660. Anche le altre pareti portano affreschi del Quattro, del Cinque e del Seicento.
  • Infine va ricordata la chiesa dei Santi Faustino e Giovita, un chilometro fuori dell'abitato del Capoluogo. Già attestata in documenti del sec. XV, qualcuno la fa peraltro più antica; al suo interno conserva la tomba dell'eremita Pietro Malerba, morto nel 1469, nonché pregevoli affreschi del sec. XV, raffiguranti tra l'altro i Santi Rocco e Sebastiano nonché la Madonna col Bambino.


Altri monumenti.
In piazza Calderini si trova anche l'antica sede del Capitanato, ora Hotel Gardesana, costruita nel 1452. Sempre in piazza Calderini, di fronte al porto, c'è una casa trecentesca, con logge e portici. Alla periferia del paese invece è villa Marlisa all'Ortaglia del sec. XVIII. Quasi all'estremità nord s'innalza la cosiddetta Torre di Berengario (che già preesisteva al re). Accanto al Palazzo del Consiglio sta l'epigrafe dettata da A. Poliziano in onore dell'umanista Calderoni.
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