Battistero di San Giovanni in Fonte - Verona

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Battistero di San Giovanni in Fonte

Verona / Italia
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Anche a Verona, presso la cattedrale si provvide a costruire il battistero che nel primo trentennio del X secolo venne riedificato secondo i canoni dell'arte romanica. Il battistero, denominato San Giovanni in Fonte, si differenzia però da quello di altre città nella forma.

È infatti una piccola chiesa a tre navate con la maggiore, coperta da tetto a cavalletti, alquanto più lunga delle minori che hanno tetto a crociera. Il Biancolini lo dice riedificato dal vescovo Bernardo dopo il terremoto del 1117 con l'utilizzo di materiali più antichi. Esso presenta affinità architettoniche e scultoree con la chiesa di San Giovanni in Valle, di conseguenza gli studiosi ritengono che i due complessi siano stati costruiti nello stesso arco di tempo. La muratura esterna, a tre o quattro filari di mattoni cui si alterna un filare dl grandi conci di tufo, è propria del romanico maturo. Nella cornice esterna della navata centrale è visibile un fregio, a denti di sega in cotto sormontato dalla tipica gola in tufo, simile a quello di Santa Maria Antica.

Quattro finestrine si aprono nella parete della navata centrale e due in quella delle navate minori, tutte a feritoie con gli stipiti e l'arco formati da un unico pezzo di tufo.

La facciata a capanna della navata centrale è tutta di tufo, coronata da archetti e da fregi. La bifora al centro è sostenuta da una piccola colonna a stampella. Sulla porta rettangolare è ora visibile una nicchia con tracce di un pròtiro pensile scomparso. Le absidi in tufo, coronate da archetti a gruppi di tre, alternati da pilastri a sezione rettangolare, guardano nel cortile del Vescovado. All'interno spicca, tra le arcate e le colonne che fiancheggiano la navata maggiore, il fonte battesimale, da attribuirsi agli inizi del 1200.

E’ una vasca ottagonale in calcare rosso ammonitico della Valpolicella attorno alla quale corre una fila di archetti pensili. All'intorno sono riprodotte scene dell'infanzia di Gesù, separate l'una dall'altra da colonnine tortili di ispirazione classica. Le scene, in cui i più insigni studiosi ravvisano la mano del Brioloto e dei suoi aiutanti, rappresentano: l'annuncio ai pastori, l'adorazione dei Magi, Erode che comanda la strage, la strage degli innocenti, il battesimo di Cristo.

L'Annunciazione e le due scene unite insieme della Visitazione e della Natività sono attribuite ad altro artista, più legato ad una larga corrente dell'arte europea attiva intorno all'anno 1200.

Nel fonte battesimale si ravvisa tuttavia, come afferma la d'Arcais, "nel rapporto misurato tra pieni e vuoti ma soprattutto nei richiami alle decorazioni romane, in alcuni personaggi avvolti in vesti alla romana, nella bellezza dei volti dai lineamenti regolari e in alcuni gesti e atteggiamenti una componente classicistica" ravvivata da quella grazia "di sapore piuttosto gotico".
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