Chiesa dei Santi Apostoli - Verona

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Chiesa dei Santi Apostoli

Verona / Italia
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Cenni storici
L'attuale chiesa dei SS. Apostoli risale alla prima metà del XII sec. Di una chiesa preesistente già nell'VIII sec. dà notizia il "Ritmo Pipiniano" (fine VIII - inizio IX sec.): di essa, nel corso di restauri nel 1949, si è messa in luce l'abside sotto quella attuale. Materiali di spoglio di tale chiesa sono certamente le mensole che reggevano il protiro in facciata e il frontone sul muro laterale all'abside. Materiale di spoglio d’epoca romana è invece da considerarsi il basamento semicircolare dell'abside e forse anche l'edicoletta inserita nell'abside stessa, con fregi di finissima fattura.

Architettura ed arte
In struttura tipica del romanico veronese, a conci di tufo con filari in mattoni, l’edificio era a tre navate con tetto a capanna. La forma allungata dell'abside, il contenimento delle absidiole laterali in spessore di muro, il paramento della zona absidale a semicolonnine su paraste si richiamano a modelli abbaziali francesi. Particolare notevole: la obliquità dell'abside, caso non raro adottato in chiese dell'epoca a simbolo del capo reclino di Gesù sulla croce.
L'edificio ha subito radicali modifiche nel corso dei secoli; così che l'interno quasi più nulla conserva della struttura originaria. Il campanile, coevo alla chiesa, sorgeva isolato, come a San Zeno, bell'esempio di stile romanico veronese. Si notano lungo il fianco sinistro una nicchia con resti d’affresco del '200 (Madonna e Bimbo) e tre arche sepolcrali del XV sec. rispettivamente delle famiglie Zavarise, Fiorini e Da Pilcante. L'interno ha un tetto a volta ellittica con lunette finestrate. Sono di un certo interesse alcuni quadri:
  • Alessandro Turchi detto l'Orbetto: Sant'Agostino con la Trinità, Angelo e un devoto;
  • Simone Brentana: Madonna e San Sebastiano;
  • Felice Brusasorzi: L’adorazione dei Magi;
  • Sante Creara: La Trinità, San Jacopo e San Francesco (1606);
  • Nel locale che precede la sagrestia, resti d’affreschi del XII sec.: S. Margherita e il drago e Le Sante martiri Waida e Paribella;
  • Belle paraste con candelabre finemente scolpite, del XVI sec.;
  • Nel coro: Simone Brentana: La Pentecoste;
  • Cignani Jr: La Madonna e San Luigi;
  • Cappella Canossa. Pregevole croce stazionale (XV sec.).
  • G.E Ligozzi: I santi Nicolò, Girolamo e Francesco adorano il nome di Gesù;
  • Francisco Zurbaràn: Il Crocifisso, pregevole opera della scuola spagnola.
Cenni storici
L'attuale chiesa dei SS. Apostoli risale alla prima metà del XII sec. Di una chiesa preesistente già nell'VIII sec. dà notizia il "Ritmo Pipiniano" (fine VIII - inizio IX sec.): di essa, nel corso di restauri nel 1949, si è messa in luce l'abside sotto quella attuale. Materiali di spoglio di tale chiesa sono certamente le mensole che reggevano il protiro in facciata e il frontone sul muro laterale all'abside. Materiale di spoglio d’epoca romana è invece da considerarsi il basamento semicircolare dell'abside e forse anche l'edicoletta inserita nell'abside stessa, con fregi di finissima fattura.

Architettura ed arte
In struttura tipica del romanico veronese, a conci di tufo con filari in mattoni, l’edificio era a tre navate con tetto a capanna. La forma allungata dell'abside, il contenimento delle absidiole laterali in spessore di muro, il paramento della zona absidale a semicolonnine su paraste si richiamano a modelli abbaziali francesi. Particolare notevole: la obliquità dell'abside, caso non raro adottato in chiese dell'epoca a simbolo del capo reclino di Gesù sulla croce.
L'edificio ha subito radicali modifiche nel corso dei secoli; così che l'interno quasi più nulla conserva della struttura originaria. Il campanile, coevo alla chiesa, sorgeva isolato, come a San Zeno, bell'esempio di stile romanico veronese. Si notano lungo il fianco sinistro una nicchia con resti d’affresco del '200 (Madonna e Bimbo) e tre arche sepolcrali del XV sec. rispettivamente delle famiglie Zavarise, Fiorini e Da Pilcante. L'interno ha un tetto a volta ellittica con lunette finestrate. Sono di un certo interesse alcuni quadri:
  • Alessandro Turchi detto l'Orbetto: Sant'Agostino con la Trinità, Angelo e un devoto;
  • Simone Brentana: Madonna e San Sebastiano;
  • Felice Brusasorzi: L’adorazione dei Magi;
  • Sante Creara: La Trinità, San Jacopo e San Francesco (1606);
  • Nel locale che precede la sagrestia, resti d’affreschi del XII sec.: S. Margherita e il drago e Le Sante martiri Waida e Paribella;
  • Belle paraste con candelabre finemente scolpite, del XVI sec.;
  • Nel coro: Simone Brentana: La Pentecoste;
  • Cignani Jr: La Madonna e San Luigi;
  • Cappella Canossa. Pregevole croce stazionale (XV sec.).
  • G.E Ligozzi: I santi Nicolò, Girolamo e Francesco adorano il nome di Gesù;
  • Francisco Zurbaràn: Il Crocifisso, pregevole opera della scuola spagnola.
Fonte: Almanacco 1990

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