Chiesa di San Giovanni in Valle - Verona

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Chiesa di San Giovanni in Valle

Verona / Italia
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La località di San Giovanni in Valle era, in periodo romano, sacra al sole nascente. La chiesa di San Giovanni Battista, che qui fu edificata ancora in epoca paleocristiana, ricalcherebbe quindi un culto pagano in quanto il Battista viene festeggiato il 24 giugno, cioè nel solstizio d'estate, sacro appunto al sole. Ancora fino a non molto tempo fa, nella notte del 24 giugno, il popolo si recava alla vicina Fontana di Ferro per celebrare la ricorrenza religiosa di quel giorno con libagioni e fuochi di gioia.

Sorta forse, com’era costume delle prime chiese cristiane, sull'area di un tempio pagano dedicato al Sole, di quel tempio furono dunque riutilizzati a San Giovanni in Valle parecchi elementi architettonici; uso abbastanza comune quest'ultimo, e che ci dà la possibilità di confermare circostanze, situazioni anteriori, criteri per la scelta del Santo al quale dedicare le nuove chiese che andavano, dopo l'editto di Costantino, ma più ancora al termine della persecuzione di Diocleziano, spuntando un po' ovunque entro e fuori la città di Verona.

Della primitiva, paleocristiana chiesa di San Giovanni in Valle - che fu poi ricostruita dopo il terremoto del 1117 - si conservano ancora alcune testimonianze. Un bellissimo sarcofago, con scene del Nuovo e dell’Antico Testamento mirabilmente scolpite a bassorilievo, è conservato nella cripta della chiesa. Esso fa parte del gruppo di monumenti cosiddetti a bello stile, come il sarcofago di Giunio Basso del Museo Vaticano, ed è assegnabile alla seconda metà del secolo V.

Nella stessa cripta di San Giovanni in Valle è conservato anche un altro sarcofago paleocristiano, però più semplice. Viene da San Giovanni in Valle anche una piccola urna di marmo per reliquie di santi, che è ora conservata al Museo di Castelvecchio. Riferibile al secolo VI, essa è ornata, sul fianco destro, da un bassorilievo che raffigura pavoni affrontati sull'orlo di un càntaro e, sul fianco sinistro, da una corona di palme con una croce e due colombe. La fronte è invece esemplata come la facciata di un edificio, con tanto di pilastri, colonne, nicchie e fontana, quasi a voler rappresentare una chiesa.

Di San Giovanni in Valle c’è dato di sapere come la chiesa sia stata, fin dal secolo XII, collegiata e che in essa i chierici abitavano con regole claustrali. Fin dal 1204 - ricorda Forchielli, autore di un interessante studio sulle pievi rurali - i chierici erano eletti dal loro capitolo ed erano poi confermati dai canonici della cattedrale, a cui erano soggetti; e in documenti del 1215, del 1220 e del 1223 è detto che la chiesa era pieve con fonte battesimale.

Dal capitolo dei chierici, ricorda ancora Forchielli, si eleggevano l’arciprete, i chierici, i conversi, i messari, i sindaci, e gli altri ufficiali, come il canevaro; ma i chierici eletti dagli altri chierici erano confermati dall'arciprete della cattedrale e da quello presentati al vescovo quando erano da promuoversi ai sacri ordini.

Fra le cose più belle conservate nella chiesa ricorderemo anche l'affresco posto sopra la porta quadrata della facciata: si tratta di una magnifica lunetta con una Madonna e Santi, dovuta forse al magico pennello di Stefano da Verona, impropriamente detto da Zevio e ora ribattezzato di Francia. E’ cosa d’estrema soavità anche se, purtroppo, il tempo e gli agenti atmosferici l'hanno un tantino rovinata.

Ancora:

EI vulgo tien in San Zuane in Vale
li sia el corpo de l’apostol Simone
e de quel de San Tadeo altresì tale,
e più reliquie de gran devotione:
vero che gli è un sepulcro trionfale,
dove che son scolpite le persone,
al modo che ogni corpo sano giace,
de marmor fino, e par che requia in pace.


Così le ottave di Francesco Corna da Soncino, autore di una sorta di guida a Verona, alle chiese e alle reliquie in queste custodite, dettate al tramonto del secolo XV. Le reliquie sarebbero conservate nel sarcofago paleocristiano di cui si è già detto e che è adorno appunto di un coperchio in marmo rosso, aggiunto nel Trecento e sul quale sono scolpite le figure giacenti dei due Santi. Tale coperchio parrebbe essere stato eseguito nel 1395 quando - come riferisce il Moscardo - si scoprì l'arca contenente le reliquie, che fu allora aperta e ispezionata.

A San Giovanni in Valle, oltre all'antica chiesa romanica, rimangono in piedi anche un cospicuo avanzo del chiostro, nonché la casa canonica, tutti risalenti al secolo XII. Le due ali del chiostro, ampiamente restaurate, serbano intatte, insieme a molti particolari, le linee maestre della costruzione. Vi vediamo colonnine abbinate di marmo rosso con capitelli scantonati cinti inferiormente da un grosso collare, che saranno poi tanto comuni nell'architettura veronese più tarda, insieme alle basi cosiddette ioniche.
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