Chiesa di Santa Toscana - Verona

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Chiesa di Santa Toscana

Verona / Italia
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Cenni storici
Presso la porta del S. Sepolcro, esisteva un piccolo ospedale gestito da un gruppo di Conversi e Converse dell'ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Verso l’anno 1000, all’ospedale fu affiancata la costruzione di una piccola chiesa rettoriale che funzionò quale cimitero privato del convento dei monaci «benedettini-neri» di San Nazaro. La chiesa fu dedicata anch'essa al Santo Sepolcro e, nel 1178, fu confermata ai cavalieri di Malta. Nel 1342 vi fu traslato il corpo di Santa Toscana: le sacre spoglie furono sistemate in un'arca incastonata nel retro dell'altare maggiore. Restaurata più volte, la chiesa fu consacrata nel 1489, assumendo il titolo di Santa Toscana.
Dal 1489 in poi le strutture della facciata non mutarono più fino ai nostri giorni, cioè, fino al restauro eseguito in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Architettura ed arte
Esterno. La chiesa di Santa Toscana non conobbe elementi stilistici particolari. Sorse modesta e rimase sempre un tempio umile, silenzioso. Ma non per questo, meno interessante; anzi, rappresentando un esempio considerevole di quel particolare complesso di costruzioni antiche che va sotto la denominazione di «Architettura minore». La facciata della chiesa si trova entro un recinto, limitato da cancellate, pavimentato con ciottoli in modo da formare squadrature geometriche bicolori. Tale recinto è un settore dell'antico cimitero benedettino. Sulla destra, in basso, troviamo un sarcofago trecentesco. Sul muro laterale incontriamo invece un antico arcosolio gotico, con resti di affreschi trecenteschi nel sottarco e nella lunetta. Sul lato sinistro, poco oltre la porta della canonica, seminterrata, si nota una lapide funeraria romana assai importante.
Interno. Al centro della prima campata, troviamo un piccolo altare dedicato a S. Teresa del Bambino Gesù. Una barocca finestra a piè terra, al centro della seconda campata, si apre sulla cappella del Santo Sepolcro. Consiste, in realtà, in una celletta, ove Santa Toscana passò gli ultimi giorni della sua vita, raccolta in preghiera. Attualmente esso accoglie un gruppo statuario del trecento, in legno dipinto, rappresentante la deposizione di Cristo dalla croce.
Nel recinto troviamo alcune cose assai interessanti: anzitutto, appoggiato alla parete perimetrale, un gran polittico di sculture, databile presumibilmente alla seconda metà del Quattrocento. Al centro, la parte superiore è riservata a un modesto tondo in vetro colorato, con la figura della colomba; la parte centro-inferiore accoglie la scena della Crocifissione. Si tratta ancora una volta di un'opera assai importante, per la rarità della scultura in legno.
Da sinistra notiamo: il riquadro alto del primo settore porta dipinti alcuni serpenti; la figura sottostante rappresenta San Giovanni Battista. Nel secondo settore, in alto, un calice con la sacra ostia e due pavoni laterali; manca la statua. Al centro, vetrata circolare con la colomba (Spirito Santo) e la Crocifissione; questa comprendente le figure della Madonna, di San Giovanni Apostolo. Il settore seguente ha dipinta la cicogna, e sotto è accolta la statua di S. Pellegrino. Per ultimo, il riquadro dipinto mostra l'agnello, «Ecce agnus Dei»; e la statua di San Sebastiano. La parete di fondo è occupata da un altare di marmo, con mensa per la celebrazione, posto direttamente sotto ad un affresco rappresentante la Crocifissione, con la dicitura : MORS MEA VITA TUA. La pittura fu attribuita da vari studiosi a Francesco Morone. Sull'arco trionfale che immette in presbiterio, è dipinta una grande Annunciazione, opera del Francolli.
Il presbiterio comprende pochi metri quadrati di superficie, delimitati da una balaustra comune verso il corpo della chiesa, e dai muri absidali sul fondo: al centro l'altar maggiore. La cosa più importante da vedere è il Crocefisso, al centro tra le due finestre monofore dell'abside, che ha forma lineare.
Una cancellata di ferro racchiude la Cappella di Santa Toscana. Sul lato sinistro della nave centrale, il troncone iniziale della terza nave minore, fu trasformato recentemente da sacrestia in cappella, dedicata a Santa Toscana. Infatti ivi fu trasportata l'arca della santa, che fino a poco tempo addietro si trovava sopra l'altar maggiore; per l'occasione, anzi, si scoprirono le rare pitture del Tolmezzo (1853).
Sulla parete destra della cappella, fu sistemato un trittico pittorico, anch'esso proveniente dal presbiterio (copriva la crocifissione del Morone) opera bellissima d Liberale da Verona. Seguendo ora la parete della nave maggiore, all'altezza della seconda campata, troviamo un semplice altarino dedicato a Maria Immacolata.
Fonte: Guide 19

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