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Domus Nova (o Palazzo dei Giudici)

Verona / Italia
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Cenni storici
Nel lato della piazza di fronte al palazzo del Governo sorgeva anticamente la «Domus Nova» citata in documenti degli anni 1254, 1255, 1263 e 1272. Essa serviva d’abitazione ed ufficio del podestà, e per le adunanze dei consigli minori, quali quello dei gastaldioni dei mestieri, e sotto la dominazione viscontea (1389) al Consiglio dei XII Sapienti ad utilia. Nel XV secolo la «Domus nova» servì anche per abitazione dei giudici assessori stranieri e perciò si cominciò a chiamarla il Palazzo dei Giudici.
Il palazzo crollò in gran parte il 10 giugno 1511, forse per le lesioni riportate due mesi prima dal terremoto. Nel 1554 il Senato Veneto, su proposta dei Rettori di Verona, deliberava di vendere a privati la parte inferiore del fabbricato e con parte del ricavato sistemare nella corte del palazzo del Podestà gli alloggi per i giudici. Qualche restauro alla facciata verso piazza dei Signori deve essere stato poi eseguito se nel 1619, sulla facciata stessa, fu posto un orologio di scielti marmi. Però le condizioni dell'edificio erano sempre precarie, tanto che nel 1650 esso precipitò. Il prezioso orologio era stato tolto in tempo.
Nella seconda metà del seicento, per la sistemazione di quel lato della Piazza, furono esaminati vari progetti, ma sorgeva sempre la questione finanziaria: costatato, alla fine, che non si poteva spendere più di cinquemila ducati, si decise nel 1659 di limitare il lavoro edificando sul lato di piazza dei Signori un prospetto di muro con tre archi. Il lavoro, affidato nel 1660 a mastro Stefano Panizza, e a mastro Francesco Marchesini, fu ultimato nel 1663.
Sembra che anche l'arco di mezzo doveva costituire un diretto passaggio fra le due piazze. In attesa che ciò dovesse realizzarsi fu intanto collocato sotto di esso il busto del podestà Caterino Cornelio, sia perché il muro dei tre archi fu innalzato sotto il suo reggimento, sia perché in base a disposizioni da lui emanate il Monte di Pietà si sollevò dalla crisi in cui si dibatteva.
Il caseggiato fu infine innalzato nel 1731 dai fratelli Muselli, che n’erano i proprietari.
Fonte: Guide 12

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