Piazza Brà - Verona

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Piazza Brà

Verona / Italia
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Cenni storici. La Bra’ (dal tedesco "breit" = "largo") cominciò a definirsi come piazza solo dalla prima metà del cinquecento, quando Michele Sammicheli, costruendo il palazzo degli Honorii, fissò una corretta prospettiva dell'Arena e delimitò verso occidente il perimetro della futura piazza. Un altro contributo fu dato dalla costruzione del palazzo della Gran Guardia, che definisce sul versante meridionale il limite dell'area. Dopo la lastricazione del “Listòn”, ultimata nel 1782, la Bra’ divenne il luogo preferito per il passeggio vespertino, al posto della piazza dei Signori. Dalla metà del sec. XII, vi si teneva il mercato del legname, del fieno e della paglia, nonché del bestiame, tanto che spesso i documenti antichi ricordano la Bra’ con il nome di "foro boario". Dell'antica usanza della fiera in Bra’ sopravvive la tradizione della fiera di Santa Lucia, che si rinnova ogni anno tra l’11 e il 13 dicembre.

Monumenti. Per l’Arena di Verona ed il Museo Lapidario, si rinvia alle rispettive schede analitiche.

Palazzo Barbieri - In fianco all’Arena, sul lato orientale della piazza, sorge il neoclassico Municipio, eretto nell’ottocento dall’architetto Giuseppe Barbieri. E’ la sede della municipalità dal 12 ottobre 1869. Nel 1945, il Municipio ebbe distrutta da un incendio la parte interna; nella ricostruzione, fu aggiunta la parte posteriore e l’ala semicircolare. Gran Guardia - Iniziato nel sec. XVII, su disegno di Domenico Curtoni. E’ un imponente fabbricato cui si accede da ampie scale di pietra che immettono al porticato, grandioso e assai profondo, sostenuto da dodici pilastri con archi a pieno centro. Il piano nobile allinea cinque finestroni centrali ad arco. Palazzi sul Listòn - Su disegno dell’architetto M. Castellazzi è sorto il Palazzo Ottolini, di stile sammicheliano, che dalla Bra’ fa angolo con Via Roma. Viene appresso il Palazzo Guglienzi-Brognoligo, costruito alla fine del quattrocento, in stile della Rinascenza. Del primo cinquecento è il vicino Palazzo Fracasso-Gianfilippi, che ha sulla facciata un affresco attribuito al Caroto. Al numero 16 è il Palazzo Guastaverza, (o degli Honorii) costruito nella metà del cinquecento su disegno del Sammicheli.
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