Ponte Navi - Verona

Login / Registrazione
travelitalia

Ponte Navi

Verona / Italia
Vota Ponte Navi!
attualmente: senza voti.
Città nata e cresciuta nell'abbraccio del fiume, Adige, Verona ha da sempre avuto grande cura dei ponti che ne collegano le sponde, promuovendone puntualmente, in corrispondenza , con l'espansione urbana, la costruzione di nuovi.

Uno dei periodi più fertili in questo senso fu l'età medievale, che vide la nascita dei ponti delle Navi, Nuovo e di Castelvecchio.

Il ponte delle Navi, fondato, secondo la tradizione, ai tempi di Berengario re d'ltalia (895), era situato fuori dalla cinta delle mura comunali, e collegava il sobborgo di San Fermo con il Campo Marzo. Costruito inizialmente in legno, esso fu ripetutamente travolto dalle piene del fiume nel 1087, nel 1153 e nel 1239, e sempre ricostruito. Solo con il sorgere del dominio scaligero, il ponte (detto "delle Navi" perché costruito vicino ad uno dei più importanti approdi fluviali) fu compreso nella cerchia delle nuove mura. Fu ulteriormente riedificato, questa volta in pietra, ai tempi di Cansignorio: opera degli architetti Giovanni da Ferrara e Giacomo da Gozo, fu costruito tra il 1373 e il 1375, e costò ben trentamila fiorini d'oro.

Le sue forme erano monumentali: quattro arcate, a sesto ribassato, poggiavano su tre pile, sulla seconda delle quali si ergeva una torretta. L'Adige scorreva sotto le tre arcate di destra, mentre la quarta sovrastava il canale dell'Acqua Morta, che proprio in quel punto si tuffava nel fiume. Dall'alto della terza arcata scendeva la pontata, ovvero una strada che collegava il manufatto all'isolo di San Tommaso.

Danneggiato ancora nel corso dell'inondazione del 1493, il ponte fu restaurato nove anni più tardi, con la ricostruzione del primo arco di destra. In quella occasione fu anche costruito, sul Iato verso San Fermo, un arco a tre fori, che sarebbe stato demolito nell'Ottocento, per agevolare il transito delle carrozze.

Una celebre veduta settecentesca, opera di Bernardo Bellotto, ci restituisce l'immagine del ponte alla metà del secolo dei Lumi, pochi anni dopo che Scipione Maffei, appassionato collezionista di antiche iscrizioni, aveva scoperto sotto l'intonaco del monumento una lunga e curiosa iscrizione in volgare. Oggi conservata al Museo Maffeiano, la lapide, in caratteri gotici, celebrava così la bellezza del nuovo ponte:

"Meraveiar te po letor chi miri
la gran magnificiencia en el nobel quaro
qual mondo non a paro
ne an segnor cum quel che te mey ziri.
O i veronese popol de luy spiri
tenuto en pace la qual ebe raro
Italia nel Karo
te faturò la gratia del gran siri
Cansignò fo quel che me miri
mille trexento setanta tri e faro
po ponse el sol un paro
de ani che 'I bon singò me fe finiri".


Ancora un'inondazione, nel 1757, segnò una nuova tappa nella storia del ponte delle Navi: la furia della corrente causò il crollo degli archi centrali, mentre la torre che li sovrastava si inclinò paurosamente. In quell'occasione ebbe luogo l'eroico salvataggio di Bartolomeo Rubele che, solo, portò in salvo due donne e due bambine, rimaste prigioniere nell'edificio pericolante. Ponte Navi fu ricostruito ancora una volta, tra il 1758 e il 1760, da Adriano Cristofoli. Non avrebbe resistito a lungo: poco più di cent'anni più tardi, dopo la disastrosa alluvione di fine secolo che devastò la città, fu necessario abbatterlo per fare posto alla costruzione dei muraglioni.

Dapprima sostituito da un passerella in legno, il ponte fu ricostruito in ferro (secondo la moda del tempo) nel 1893. Opera di Alessandro Peretti, aveva però una portata limitata. Così, quando l'aumento del traffico rese insufficienti i 400 chilogrammi al metro quadro che la struttura poteva sostenere, fu necessario procedere alla sua ennesima riedificazione.

Il nuovo ponte, costruito dall'impresa "Luigi Bertelè" in cemento armato con ornati in marmo e ferro disegnati dal torinese Arturo Midana, fu inaugurato nell'ottobre 1936. Anche il suo fu un fugace destino: le truppe tedesche in ritirata lo fecero infatti saltare, come tutti i ponti cittadini, la notte del 25 aprile 1945. Per la sua ricostruzione si pose il problema di adattarlo all'ambiente circostante. Fu perciò indetto un concorso pubblico, che vide vincitori gli architetti Zamarchi, Benatti, Vanzetti, Manzini e Trojani.

Il nuovo ponte, rivestito in cotto e pietra bianca per meglio armonizzarsi con le forme gotiche dell'adiacente basilica di San Fermo, fu inaugurato l'8 agosto 1949.
Fonte: Notiziario BPV numero 1 anno 1998

Condividi "Ponte Navi" su facebook o altri social media!

Ponte Navi - Commenti [0]

 

Aggiungi commento


Nome
Cognome
Email (non sarà pubblicata)
Commento (non sono ammessi tag HTML)
Inserisci il codice di sicurezza indicato di seguito*
 
Vuoi ricevere via email la notifica per ogni nuovo commento inserito?
No Si

* Impedisce l'esecuzione di script automatici non autorizzati.