Porta Leoni - Verona

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Porta Leoni

Verona / Italia
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Cenni storici
Porta Leoni è costituita da due manufatti distinti: tardo repubblicano è quello interno, imperiale è il secondo, separato dal primo di 60-90 centimetri. La porta apriva la città all'ingresso della via che, provenendo da sud, attraverso Hostilia, congiungeva Bologna con Verona.
Nel medioevo era chiamata Porta San Fermo e, nel rinascimento, Arco di Valerio. Il nome attuale è d’origine popolare, a ricordo di un coronamento sepolcrale romano che si trovava nelle vicinanze e che portava due leoni sdraiati uno a fianco dell'altro: i due leoni si possono ora vedere, consunti dal tempo più che mai, nei pressi del vicino Ponte Navi.

Architettura
Quello che oggi ci è dato vedere del tutto è la doppia facciata interna rivolta verso il foro, la parte sinistra con il fornice sinistro nell'alzato in cotto e tufo d’età repubblicana, e il paramento in pietra bianca d’età claudio-flavia; inoltre gli scavi di questi ultimi anni hanno riportato alla luce quello che si conosceva già esistere: la base della torre di destra, con il basamento del muro, parte del litostrato di base; l'altra torre è sotto le case a sinistra. Non esistono più: la metà della facciata a foro e l'intera facciata a campagna che doveva essere, tra l'altro, la più significativa e la più adorna. Tutto il complesso, per ovvi motivi, ha un carattere chiaramente difensivo.
Dell’antica facciata rimane la parte sinistra rivolta al foro, che si intravede sotto il rivestimento in pietra bianca eseguito in età imperiale. Scolpita subito sopra il fornice sulla fascia bassa dell’architrave, si trova questa scritta: TI. FLAVIVS. P.F. NORICVS IIIIVR I.D. Probabilmente dovevano comparire in altrettante fasce gli altri tre nomi dei quattuorviri, che avevano curato l'arricchimento della porta. Nella più antica epigrafe della porta, il Saraina per primo nel 1540 leggeva i quattro nomi: P. VALERIVS/Q. CAECILIVS/Q. SERVILIVS/P. CORNELIVS. Costoro erano i quattuorviri incaricati dell'esecuzione e cura dei lavori della prima porta.
La copertura del paramento marmoreo ripete sostanzialmente le forme sottostanti, arricchendole di particolari decorativi. Una parte notevole delle decorazioni più fragili o più esposte è sicuramente andata perduta.
Fonte: Notiziario BPV numero 2 anno 1981

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